DDL lavoro autonomo: proposta la non obbligatorietà dei CFP

04/07/2016 6490
Strada in salita per il job act autonomi. Una pioggia di emendamenti si è infatti riversata sul disegno di legge AS 2233 all’esame della Commissione Lavoro del Senato.
Molto i temi in discussione: Previdenza, CFP, spese e compensi professionali, Irap.
 
A presentare un corposo pacchetto di proposte Confprofessioni che tra i vari punti ha chiesto la deducibilità dei contributi versati per l'assistenza sanitaria integrativa; l’estensione del contratto di rete ai liberi professionisti e l’apertura alle società di capitale tra professionisti.
Accanto alle proposte presentate da Confprofessioni molti altri emendamenti e ordini del giorno su cui si andrà a votazione e che riassumiamo di seguito.
 
Gestione separata Inps. I senatori Catalfo e Puglia hanno presentato un ordine del giorno per impegnare il Governo a "pervenire ad una progressiva riduzione al 24% dell'aliquota contributiva attualmente prevista dalla normativa vigente per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata presso l'lnps al fine di equiparare la contribuzione di tali lavoratori a quella di tutti gli altri lavoratori autonomi". E inoltre: a "incentivare la contribuzione volontaria permettendo ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata presso l'lnps di effettuare versamenti maggiorati, entro i limiti previsti dai massimali".
 
Accorpamento delle casse. "In Italia a fronte di una previdenza obbligatoria pubblica, gestita da un unico istituto, che garantisce circa 23 milioni di cittadini, ve ne è una privatizzata, suddivisa in 20 casse, per complessivi 1.648.000 professionisti iscritti obbligatoriamente alle rispettive casse di pertinenza". Cataldo e Puglia hanno firmato un ordine del giorno per chiedere di accorpare "le 20 casse alle quali lo Stato delega la gestione dei lavoratori autonomi e che, tutte assieme, rappresentano un patrimonio di oltre 61 miliardi di euro, hanno differenti regole, differenti consigli di amministrazione, differenti investitori, differenti consulenti, differenti attuari, notevoli differenze degli emolumenti percepiti dagli amministratori delle casse stesse". L'impegno per il Governo è di "definire comuni regole organizzative e finanziarie per le casse previdenziali attualmente esistenti al fine di superare le attuali difformità organizzative e uniformare per tutti i cittadini il rendimento finale delle prestazioni pensionistiche". E inoltre, di "prevedere la trasformazione delle casse previdenziali in enti pubblici non economici e la graduale trasformazione ed accorpamento delle stesse in unico soggetto previdenziale, con previsione di una apposita disciplina di attuazione, determinante tipologia degli organismi di amministrazione e controllo nonché specifica parametrazione dei compensi retributivi degli incarichi di governo e dirigenza dell'ente".
 
Crediti formativi non obbligatori per i liberi professionisti. Premesso che l'articolo 5 del disegno di legge disciplina la deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente, i Senatori Catalfo e Puglia hanno presentato un ordine del giorno che impegna il Governo, qualora fosse accolto, "a porre in essere iniziative normative volte a prevedere per tutti i liberi professionisti la non obbligatorietà del conseguimento di crediti formativi per l'esercizio della professione".
 
Più certezze sul diritto alla riscossione dei compensi. Il DDL riconosce la difficoltà di molti professionisti ad incassare il compenso pattuito e introduce forme di garanzia (polizza) contro il rischio di insolvenza dei clienti. Il testo prevede la deducibilità integrale «degli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà». Per rafforzare le tutele, il senatore Sergio Divina ha presentato un ordine del giorno, ritenendo che la deducibilità, sia pure integrale, "non riconosce un diritto della certezza del pagamento, ma piuttosto costringe il lavoratore autonomo e/o libero professionista a sostenere spese aggiuntive a quelle legate all'attività per lavorare in tranquillità". Di conseguenza, chiede al Governo di "prevedere, nelle more di attuazione del provvedimento, forme di garanzia della certezza dei pagamenti che non comportino esborsi in capo al lavoratore autonomo e/o libero professionista".
 
Deducibili anche le spese di viaggio e soggiorno per l'aggiornamento professionale. Durante la discussione in Commissione, il senatore Angioni ha presentato in Commissione l’emendamento 5.10, che consente la deducibilità, accanto alle spese di iscrizione a convegni e congressi, anche di quelle di viaggio e di soggiorno, seppur in una misura limitata.
 
Responsabilità professionale. Alcune proposte di emendamento introducono la prescrizione per l'esercizio dell'azione di risarcimento del danno: il diritto al risarcimento del danno derivante da responsabilità contrattuale del professionista, nelle sole ipotesi di danni lungo latenti, si prescrive in cinque anni dal giorno in cui l'evento dannoso si è manifestato».
 
Compenso manifestamente sproporzionato. Si propone di integrare l'articolo 2233 del Codice Civile rendendo 'nullo qualsiasi patto nel quale il compenso sia manifestamente sproporzionato all'opera prestata". Si presume manifestamente sproporzionata "la pattuizione di un compenso inferiore rispetto ai parametri ministeriali applicabili alle professioni regolamentate nel sistema ordinistico o ai sensi dell'articolo 13 comma 6 della legge n. 247 del 2012 per la determinazione del compenso del professionista nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale".
 
Nullo il divieto di chiedere acconti. Prevista inoltre la nullità di "qualsiasi pattuizione che vieti al lavoratore autonomo ed al professionista di pretendere acconti nel corso della prestazione o che imponga loro l'anticipazione di spese per conto del cliente o ogni altra pattuizione che attribuisca alla parte verso cui il lavoratore autonomo o il professionista si obbligano vantaggi sproporzionati o impongano ingiustificati sacrifici rispetto alla quantità e la qualità del lavoro svolto o del servizio reso". 
 
Irap e studi di settore. A firma del relatore del DDL 2233, Maurizio Sacconi, è stata presentata la proposta di articolo aggiuntivo "Delega al Governo in materia di revisione dell'imposizione sui redditi di lavoro autonomo". Il Governo viene delegato ad emanare , entro il 31 dicembre 2016, "le norme per la ridefinizione dell'imposizione sui redditi di lavoro autonomo, tenendo conto del principio di cassa e di inerenza delle spese, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) definizione di autonoma organizzazione, sulla base di criteri oggettivi conformi ai più consolidati principi desumibili dalla fonte giurisprudenziale, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti e degli artisti all'imposta regionale sulle attività produttive ( Irap); b) revisione degli studi di settore anche mediante la semplificazione degli adempimenti e con la previsione dell'eventuale esclusione per le tipologie di reddito di lavoro autonomo per le quali gli studi stessi non consentono un'adeguata rappresentazione dell'attività».
 
Semplificazione della normativa di salute e sicurezza degli studi professionali. Sempre a firma del relatore, una proposta di articolo aggiuntivo delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi "per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali".
 
Confidi. Il senatore Pagano ha firmato una proposta di articolo aggiuntivo per "migliorare l'accesso dei liberi professionisti al sistema di garanzie collettive rilasciato dai consorzi fidi", delegando il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi, abilitando gli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, " ad utilizzare i maggiori risparmi di gestione, le contribuzioni integrative e i maggiori rendimenti degli investimenti per sostenere l'attività dei consorzi fidi costituiti dalle organizzazioni del mondo professionale, attraverso contributi e garanzie non finalizzati a singole operazioni".
 
Certificazione delle competenze nell'ambito delle libere professioni. Sempre a firma di Pagano, si propone l'inserimento di un articolo aggiuntivo che permette agli Ordini professionali, previo parere vincolante del Ministero vigilante, di "certificare specifiche competenze acquisite in modo formale o informale nell'ambito delle rispettive professioni ordinistiche. L'accesso al percorso di certificazione delle competenze è libero, volontario e non comporta riserva di attività nei confronti dei soggetti che ottengono il rilascio della certificazione da parte degli Ordini o Collegi Professionali di appartenenza. I Consigli Nazionali degli Ordini e Collegi professionali possono a tal fine stipulare convenzioni con Università, fondazioni e strutture scientifiche di comprovata esperienza". Anche le associazioni delle professioni non regolamentate- purchè incluse nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 7 della legge 14 gennaio 2013, n. 4 "possono certificare specifiche competenze acquisite in modo formale o informale nell'ambito delle rispettive professioni associate. L'accesso al percorso di certificazione delle competenze è libero, volontario e non comporta riserva di attività nei confronti dei soggetti che ottengono il rilascio della certificazione».