Segnali di ripresa nelle gare di ingegneria: + 56,2% gli importi nel 1 trimestre 2016

Nei primi tre mesi sono stati messi a base di gara per i servizi di ingegneria 124,3 milioni di euro, circa 45 in più rispetto al corrispondente periodo del 2015.
 
A dirlo il consueto report del CENTRO STUDI CNI che monitora i bandi di gara per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria.
 
Dopo un 2015 in cui si è toccato il punto più basso in termini di importi posti a base d'asta per interventi sulle opere pubbliche, i dati relativi ai primi tre mesi del 2016 elaborati dal Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri lasciano sperare nel rilancio del mercato dei servizi di ingegneria.
 
Nel primo trimestre del 2016 sono stati infatti pubblicati bandi di gara per un importo a base d’asta complessivo che sfiora il miliardo e 800 milioni, secondo valore in assoluto negli ultimi 5 anni.
 
 
Occorre tuttavia essere prudenti nella valutazione dei dati del primo trimestre che non sempre possono rispecchiare l’andamento del resto dell’anno, come conferma quanto avvenuto nel 2015 dove ai primi dati sono susseguiti 9 mesi cosi negativi da rendere il 2015 l’anno horribilis per le gare di progettazione.
Inoltre in questo quadro è bene evidenziare, che dal 18 aprile è entrato in vigore il D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, il nuovo Codice degli Applatiche ha apportato diverse modifiche, anche assai sensibili, all’intero sistema dell’affidamento dei servizi di architettura e di ingegneria e che, inevitabilmente, produrrà da qui in avanti importanti cambiamenti di scenario.
Tornando ai dati 2016 e prendendo in esame i dati relativi ai bandi senza esecuzione dei lavori, anche escludendo i costi per i lavori e limitandosi agli importi destinati esclusivamente ai servizi di ingegneria “tipici” (non considerando dunque le gare ICT e i bandi per consulenze varie), il quadro delineato lascia comunque ben sperare.
 
Nei primi tre mesi sono stati messi a base di gara per i servizi di ingegneria 124,3 milioni di euro, circa 45 in più rispetto al corrispondente periodo del 2015.
Una crescita del 56,2% dunque, dovuta soprattutto al sensibile aumento degli importi delle gare in cui è compresa anche l’esecuzione dei lavori. In questa tipologia di gare, infatti, l’importo destinato ai soli servizi di ingegneria è più che raddoppiato, passando da 41milioni del primo trimestre 2015 agli 84 del primo trimestre 2016.
 
Va tuttavia sottolineato che, tra le altre novità normative introdotte dal citato decreto, c’è anche l’abolizione dell’appalto integrato (“è vietato il ricorso all'affidamento congiunto della progettazione e dell'esecuzione di lavori ad esclusione dei casi di affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato, contratto di disponibilità”).
 
PER REGIONE. Analizzando i dati per Regione, la classifica vede la Toscana la primo posto seguita da Campani e Lombardia.
 
 
La Toscana, infatti, con oltre 28 milioni di euro posti a gara per i servizi di ingegneria (esclusi dunque quelli attinenti all’esecuzione dei lavori) si rivela nei primi tre mesi del 2016 regione leader, grazie soprattutto alla gara per la progettazione definitiva ed esecutiva della prima fase della Piattaforma Europa del porto di Livorno.
La Campania, da sempre tra le regioni che “movimentano” maggiormente il mercato dei servizi di architettura e di ingegneria, si colloca, per questo trimestre, al secondo posto per valore complessivo degli importi con complessivamente circa 17 milioni
e 600 mila euro. Seguono, ben più distanziate, la Lombardia con quasi 12 milioni e il Friuli Venezia Giulia con poco più di 10 milioni di euro.
 
CORRISPETTIVI. Nel rapporto del Centro Studi anche un’analisi sui criteri utilizzati per il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara. Per ora la situazione appare ben lontana dall’applicazione del Decreto Parametri (decreto 143/2013 ) e non accenna a normalizzarsi.
 
E’ vero che la quota di anomalie scende, nei primi tre mesi del 2016, ad appena il 4,1%, ma è pur vero che oltre la metà dei bandi non indica il criterio utilizzato per la determinazione dell’importo a base d’asta.
Va tuttavia evidenziato che la situazione è destinata a mutare nel prossimo futuro poiché si è in attesa della revisione dei corrispettivi alla luce dei contenuti normativi del decreto 50/2016.

Ad oggi comunque, nonostante nella determinazione ANAC (n.4 del 25 febbraio 2015) sia previsto l’obbligo “di riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara”, solo l’11,2% dei bandi, presenta nel bando lo schema di calcolo del corrispettivo. 

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