Ddl suolo: gli Architetti chiedono una rigenerazione urbana più consapevole e strategica

15/07/2016 1647
Al Ddl sul consumo di suolo, approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato gli architetti chiedono qualcosa di più. Lo si legge nelle parole di Giuseppe Cappochin, presidente della Fondazione Barbara Cappochin e del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, nel corso del secondo degli appuntamenti del ciclo di conferenze che la Biennale internazionale di Architettura “Barbara Cappochin” dedica alle “Capitali verdi europee”.
 
Ci auguriamo che - rispetto alla versione approvata dalla Camera - il Ddl sul consumo di suolo, che ora il Senato si accinge ad esaminare, venga senz'altro arricchito e migliorato e che da operazione ragioneristica, quale sembra essere, diventi davvero portatore di una visione strategica delle città e del territorio dalla quale far discendere norme che davvero consentano un effettivo contenimento del consumo di suolo.”
 
“Il vero problema - continua - è a monte: il contenimento del consumo di suolo deve essere - come accade dei più avanzati Paesi europei - la logica conseguenza delle politiche di rigenerazione e non imposto per legge senza un adeguato progetto anche economico di rigenerazione”.
 
Pe rgli architetti serve, dunque, promuovere nuove politiche di rigenerazione urbana finalizzate non solo al recupero edilizio delle nostre città, alla messa in sicurezza ed alla riabilitazione energetica del patrimonio edilizio, ma anche  all'inclusione sociale, alla riqualificazione ecologica ed ambientale degli spazi urbani e dei territori metropolitani, alla mobilità sostenibile.

“Gli architetti italiani sono disponibili a partecipare al ciclo di audizioni sul Ddl sul consumo di suolo - che sono state annunciate - per poter mettere a disposizione del Parlamento le loro competenze ed avanzare le loro proposte al fine che un provvedimento così importante venga ulteriormente migliorato”.