La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente può fare ripartire l'economia italiana?

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente può fare ripartire l'economia italiana? Il Centro Studi sull'economia immobiliare di Tecnoborsa - Organizzazione del Sistema delle Camere di Commercio per lo sviluppo e la regolazione del Sistema Immobiliare ha effettuato una ricerca su 2000 famiglie italiane, che sono state intervistate. 

In particolare, "circa un quarto delle oltre 2.000 famiglie italiane intervistate ha affermato di aver effettuato a vario titolo lavori nel condominio in cui risiede e/o in casa propria, durante il biennio appena trascorso. L’indagine è partita proprio dall’approfondimento degli interventi condominiali, stante l’obsolescenza dello stock abitativo italiano, alcuni nuovi obblighi a norma di legge e il protrarsi dei bonus fiscali; a riguardo, è risultato che circa il 40% delle famiglie che vivono in condominio ha dichiarato che sono stati fatti lavori in un edificio in cui è collocato un immobile di loro proprietà, dunque una percentuale indubbiamente significativa. A questo primo dato va affiancato un altro 30% circa che ha eseguito nell’intero stabile opere mirate al risparmio energetico, dimostrando una notevole sensibilità al tema.
Il secondo argomento affrontato dalla ricerca è stato incentrato sui lavori svolti all’interno delle proprie abitazioni ma qui i dati sono nettamente inferiori rispetto al condominio, poiché c’è un’elevata percentuale che ha dichiarato di non averne avuto bisogno e un’ulteriore quota che vi ha rinunciato a causa dei costi. Inoltre, nel complesso, anche la stragrande maggioranza di chi ha eseguito interventi li ha effettuati solo parzialmente; tuttavia, bagni e cucina hanno avuto la priorità, seguiti da altri ambienti da innovare con soggiorno e camere da letto in secondo piano. Alla luce delle motivazioni esposte prevale nettamente il desiderio di rinnovare l’abitazione, con un occhio anche al comfort e alla innovazione tecnologica e, infine, alla razionalizzazione degli spazi – tra questi ultimi c’è stato chi ha voluto aumentare il numero delle stanze e/o dei bagni, ampliare il soggiorno e, addirittura, ricavare spazi per attività pro-fitness.
Anche per quanto riguarda i lavori mirati al risparmio energetico, sempre nelle singole abitazioni, la percentuale è di poco inferiore alle ristrutturazioni, però è leggermente più alta la quota di chi si ripromette di intervenire in futuro."

Per quanto riguarda i lavori condominiali, Valter Gianmaria, Presidente di Tecnoborsa, ha dichiarato che “Il 40,4% delle famiglie la cui abitazione fa parte di un condominio ha dichiarato di aver fatto eseguire interventi di ristrutturazione riguardanti l’edificio; in particolare, il 22,8% ha detto che si è trattato di lavori consistenti, mentre il restante 17,6% ha eseguito solo interventi di modesta entità. Rispetto alla ripartizione geografica le aree più attive sono state i centri con meno di 250.000 abitanti nel Nord-Ovest.
Per quanto riguarda l’aspetto del risparmio energetico in condominio il 27,1% delle famiglie ivi residenti hanno risposto affermativamente. Sotto il profilo demografico c’è da notare che le aree più attive in tal senso sono quelle che riguardano città tra i 40.000 e i 250.000 residenti, anche in questo caso ubicate nel Nord-Ovest
”.

Per quanto concerne invece le ristrutturazioni, Valter Gianmaria afferma: "Spostando l’analisi sulle famiglie che hanno eseguito lavori all’interno della propria abitazione nel biennio 2014-2015 – ha sottolineato il Presidente – L’8% degli intervistati ha dichiarato di aver ristrutturato tutto o in parte l’interno di una casa di proprietà; in particolare, nel 7,1% dei casi tali lavori hanno riguardato l’immobile in cui vivono e lo 0,9% una seconda casa. Invece, tra il 92% di coloro che non hanno fatto interventi il 73,9% ha affermato che non ce n’era bisogno, il 12% ha dichiarato di avervi rinunciato a causa dei costi troppo elevati, mentre il 6,1% pensa di farli in un prossimo futuro”.

Parlando invece in modo più specifico di risparmio energetico, Il 6,2% delle famiglie italiane ha dichiarato di aver ristrutturato l’abitazione principale a tal fine e solo lo 0,4% è intervenuta nelle seconde case. Tra coloro che hanno affermato di non aver eseguito questo tipo di lavori ben il 74,4% ha ritenuto che non fossero necessari, l’11,8% ha ammesso di non averli fatti a causa dei costi troppo elevati, mentre il 7,1% pensa di farlo nel prossimo futuro”.

"Tra gli interventi più frequenti sono indicati: la sostituzione della caldaia al primo posto col 34,1%, seguita dalla sostituzione delle finestre al 27,7% e dal rifacimento dell’impianto elettrico per il 27% delle famiglie. A seguire, ma con un certo distacco, si trovano l’installazione dei pannelli solari per riscaldamento e produzione di acqua calda (11,2%), la sostituzione con vetri termici (10,9%), la coibentazione/isolamento termico delle pareti (9,8%), l’impianto di condizionamento (9,3%), l’impianto solare solo per il riscaldamento (8,7%) e l’impianto solare solo per la produzione di acqua calda (8,4%)."

(fonte: Tecnoborsa Scpa)