Cemento: un'opportunità per la gestione dei rifiuti ancora non completamente sfruttata

Il pacchetto dell’Economia Circolare in discussione a Bruxelles (revisione di 6 direttive sui rifiuti) prevede obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti molto ambiziosi e il quasi totale azzeramento dello smaltimento in discarica ridotto al 10%.

Ogni anno in Europa vengono prodotte circa 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti il 50% dei quali mediamente viene riciclato, il 13 % viene bruciato per recupere energia e il 35 % finisce in discarica.

La produzione del Cemento: una fonte di recupero di Energia

L’industria Europea del cemento rappresentata da CEMBUREAU contribuisce al recupero di energia dai rifiuti da diverso tempo. In Europa oggi mediamente il 40 % dell’energia termica necessaria per produrre cemento è stata generata da combustibili alternativi derivati dal trattamento dei rifiuti, anche se tale quota varia da Paese a Paese.

Fonte dati

Ad oggi i forni da cemento europei potrebbero raggiungere tecnicamente livelli di utilizzo pari al 60 % e in futuro tale percentuale potrebbe raggiungere livelli pari al 95%. Considerando i volumi di rifiuti prodotti e gli ambiziosi obiettivi di riduzione dello smaltimento in discarica contenuti nelle direttive in revisione, il settore si candida ad assumere un ruolo importante nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti.

Al fine di approfondire le differenze tra gli Stati membri, CEMBUREAU ha commissionato ad ECOFYS uno studio sul potenziale mercato dei combustibili alternativi da utilizzare in cementeria in 3 paesi presi come riferimento: Polonia – economia in sviluppo, Germania – economia matura, Grecia – economia da sviluppare.

Lo studio è stato sviluppato per fornire dati e informazioni alla Commissione Europea sul ruolo che il settore svolge oggi in questi paesi nel recupero di energia, ma soprattutto sulle sue potenzialità future.

(leggi Cement production: An untapped waste management solution)

Sostituzione calorica dei combustibili fossili con alternativi: in continua crescita

Il passo successivo sulla quale CEMBUREAU e AITEC stanno già lavorando è quella di estendere lo studio ECOFYS a tutti i paesi membri dell’Unione Europea inclusa l’Italia. I dati AITEC mostrano come la sostituzione calorica dei combustibili fossili con alternativi nel nostro Paese, sia in lento ma costante aumento dal 2002.
 

Di certo l’industria del cemento italiana, tra i primi posti in Europa come volumi prodotti, è ancora lontana dai livelli di sostituzione termica dei propri concorrenti europei.

A livello locale si registrano ancora opposizioni molto forti a tale pratica ampiamente diffusa in tutta Europa e nel mondo. Dal nord al sud del nostro Paese gli iter tecnico-amministrativi per il rilascio della Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) sono spesso tempestati da opposizioni di comitati, rinvii, ricorsi al TAR, etc.

La riduzione del consumo di combustibili fossili non rinnovabili e l’aumento dell’utilizzo di combustibili alternativi contenenti biomassa e derivati da rifiuti è l’unica possibilità per il settore per ridurre le proprie emissioni di CO2 e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti imposti dalla COP21 di Parigi.

Come riportato nelle edizioni del Rapporto di sostenbilità di AITEC* solo dal 2009-2015 l’utilizzo dei CSS e di combustibili alternativi nell’Industria Italiana del cemento ha consentito di evitare l’emissione di 1,5 mln di tonnellate di CO2 climalterante. Si può e si deve fare molto di più, vincendo le opposizioni a livello locale per allineare il nostro Paese con il resto d’Europa. 


*Rapporto di sostenibilità 2015 AITEC