Virtuality Check: tecnologia cloud per colmare la carenza di personale qualificato

22/09/2016 3864
3 modi con cui la tecnologia cloud può aiutare a colmare la carenza di personale qualificato nel settore delle costruzioni
 
E’ il risveglio più temuto da chiunque: il ronzio delle seghe elettriche e dei martelli pneumatici che arriva dal palazzo a fianco.
Ma può essere un dolce suono per un settore che finalmente torna a vivere. Oggi, la domanda in questo settore è molto alta in grandi città come Chicago e Denver. Si tratta di un’importante ripresa dai tempi della Grande Recessione del 2008, quando l’economia “pativa” la carenza di progetti e molti lavoratori furono costretti a lasciare il mercato definitivamente.
 
 
Ciononostante, il mercato delle costruzioni non può ancora stare tranquillo perché c’è un altro problema che minaccia il suo futuro: la mancanza di manodopera qualificata. Altrettanto vero è che l’attuale forza lavoro sta invecchiando. E i millennials stanno prendendo il posto di chi va in pensione.
“Gli operai tra i 55 e i 60 anni stanno andando in pensione e a fronte di ciò abbiamo una grande opportunità”, ha commentato Anthony Colonna, senior vice president, innovative construction solutions di Skanska , Blue Bell, Pennsylvania. “Dobbiamo attrarre i giovani talenti con ambiti di costruzione diversi e talvolta non tradizionali”.
 
Oggi più che mai, il mercato delle costruzioni deve essere creativo con tecniche nuove e strumenti che possono attrarre talenti qualificati, equipaggiandoli al meglio sul campo.
In quest’area, due imprese di costruzione sono all’avanguardia grazie all’utilizzo di uno strumento in particolare: il cloud.
 
Ecco tre modi per far capire quanto la tecnologia cloud sia essenziale per colmare la mancanza di manodopera specializzata.
 
1. Il cloud attrae i Millennials perché fa parte del loro linguaggio digitale. “Abbiamo arruolato circa 65 stagisti per un evento di due giorni e abbiamo chiesto loro cosa li avesse attratti in Mortenson, Minneapolis. “L’uso delle tecnologie mobile è uno dei motivi. Ovviamente, hanno parlato dell’utilizzo di iPad e telefoni cellulari, ma questo è solo hardware. Tutto ciò è supportato dal cloud”.
 
 
Utilizzo delle interfacce touch-screen e di hardware mobile. Per gentile concessione di Mortenson.
 
L’entusiasmo attorno all’hardware mobile non sorprende, dato che i millennials sono cresciuti con la tecnologia a porta di mano. A differenza delle generazioni precedenti, entrano nel mondo del lavoro ben predisposti nei confronti degli strumenti digitali – per non parlare delle applicazioni cloud come ad esempio Dropbox e Google Docs che hanno utilizzato a scuola.
 
“Al college, mia figlia ha progettato per anni edifici e mondi virtuali con giochi come The Sims e si trova molto bene a lavorare in ambienti 3D”, ha continuato Colonna. “La nuova generazione ha già abbracciato non solo la tecnologia ma anche la visualizzazione e l’abitudine a pensare in 3D. Ad esempio, nei due anni passati, l’Innovation Grant Program di Skanska ha supportato un progetto pilota che integra piattaforme per la realtà aumentata e motori di giochi in 3D che si basano pesantemente sulla tecnologia cloud nel nostro modo di lavorare”.
Per catturare l’attenzione dei millennials, il mercato delle costruzioni dovrebbe prima di tutto capire come parla la nuova generazione di lavoratori. Poiché molti studi riportano che sono pochi i millennials che entrano nel settore delle costruzioni – attraverso programmi di apprendistato o altro – le tecnologie basate su cloud e i processi progressivi possono essere la chiave per attrarli.
 
2. Il cloud permette alla forza lavoro di fare pratica sullo schermo prima di costruire nel mondo reale. “Se si considera il processo di sviluppo del prodotto nel settore manifatturiero, tipicamente c’è una serie di verifiche da effettuare di tipo progettuale e produttivo, quindi devi provare le diversi fasi di creazione del prodotto finale prima di commercializzarlo”, ha precisato Colonna.
 
 
“Ma per il settore delle costruzioni”, continua Colonna “la questione è completamente diversa. Ogni progetto richiede una propria progettazione, forzando quindi le imprese di costruzione a creare prototipi diversi ogni volta che cambiano cantiere”.
 
Ecco perché la collaborazione e il modeling in 3D rappresentano una manna dal cielo per il mercato: oggi, grazie alle applicazioni e ai servizi abilitati dal cloud, chi lavora nelle costruzioni può simulare come gli edifici si fondono tra di loro – un bel cambiamento per un ambito che lascia spazio a ben pochi errori.
“Sebbene non stiamo replicando completamente il modello manifatturiero, per esperienza abbiamo imparato che collaborare attivamente con i nostri clienti e i nostri partner di progetto ci permette di risolvere i problemi virtualmente prima che si concretizzino sul campo”, ha continuato Colonna. “Per quanto riguarda il cloud, non possiamo ottenere un alto livello di collaborazione senza di esso – la natura di queste applicazioni impone che risiedano nel cloud per facilitare la collaborazione tra le aziende e ottenere questo tipo di prestazioni di cui abbiamo bisogno”.
 
3. Il cloud può inviare le istruzioni sul campo, istruendo le persone in tempo reale. Dire che il futuro delle costruzioni si cela dietro un computer sarebbe sbagliato. Colonna sottolinea che la tecnologia è solo una dimensione del successo di Skanska e del mercato; alla fine della giornata, gran parte dei problemi vengono risoldi sul campo, luogo in cui deve avvenire l’innovazione. Secondo Michal Wojtak, Senior Integrated Construction Manager in Mortenson, il lavoro è una componente del processo di costruzione che ha un costo, e usare il lavoro solo per i processi che potrebbero essere automatizzati come ad esempio il file management remoto, sarebbe uno spreco di risorse preziose.  
 
 
Utilizzo del sistema di localizzazione Redpoint Positioning per il tracking in tempo reale delle persone e delle risorse. Per gentile concessione di Skanska.
 
Ma la potenza del cloud può essere utilizzata direttamente sul campo, grazie all’esplosione di interfacce touch-screen e di dispositivi mobile. Mortenson ne è un esempio: il lavoro viene spiegato attraverso il video. I video offrono indicazioni in tempo reale su come assemblare sistemi come i pannelli solari - diventando degli appunti digitali molto utili per gli operai.
“Ciò migliora notevolmente la produttività impiegando nuovi talenti sul campo”, ha continuato Khan. “Sulla base dei riscontri da parte delle squadre sul campo, possiamo continuamente migliorare le istruzioni operative che forniamo tramite video e soddisfare le mutevoli esigenze del sistema”.
Nel 2006, Mortenson è stata la prima azienda ad adottare applicazioni cloud per condividere le competenze internamente e connettere i propri partner di progetto e di canale. Da allora, la società ha intrapreso un lungo cammino – implementando strumenti per migliorare il coordinamento progettuale, come ad esempio Autodesk Navisworks, BIM 360 Field e BIM 360 Glue.
All’inizio Wojtak ha detto che molte persone hanno chiesto cosa volesse mai dire “cloud”. “Domande come queste ci hanno mostrato che in pochi avevano compreso cosa fosse il cloud e che quindi c’era molto da fare per formare le persone e fornire indicazioni su come utilizzare adeguatamente le soluzioni”, ha commentato.
 
 
Esempio di visualizzazione di un modello. Per gentile concessione di Skanska.
 
Ne è valsa la pensa investire in tutto ciò, e oggi ne abbiamo la dimostrazione con il miglioramento della produttività degli operai attuali – e le potenzialità di attrarne di nuovi. Ma così come le imprese costruttrici sperano di attrarre giovani lavoratori con le applicazioni cloud, è un attimo prima che nuove generazioni vengano alla ribalta.
“Mentre ci apprestiamo ad affrontare il futuro, assisteremo a un’altra trasformazione con l’utilizzo della realtà aumentata e della tecnologia indossabile,” conclude Khan. “‘Internet of Construction Things’ utilizza la tecnologia cloud per tenere traccia delle risorse, gestire le persone e portare conoscenza – tutto esattamente sul posto di lavoro”. 
 
 
Autore: Soo Son, studentessa di economia alla Berkley University, in stage presso il team di Content Marketing di Autodesk
Questo articolo è stato pubblicato originariamente su
Line//Shape//Space di Autodesk un sito web dedicato a ispirare progettisti e creatori