BIM negli appalti pubblici: la strategia dell'ANCE

26/09/2016 2156

L'associazione dei Costruttori, in audizione al MIT sulle modalità e i tempi per la progressiva introduzione dei metodi e strumenti elettronici, quali quelli di modellazione per l'edilizia e le infrastrutture negli appalti pubblici, ha individuato tre punti chiave per una strategia vincente

Il BIM negli appalti pubblici è cosa buona e giusta. Lo ha ribadito, in audizione presso il Ministero delle Infrastrutture, il vice presidente di ANCE Gianluigi Coghi, il quale ha sottolineato la necessità, in tema di digitalizzazione del settore, di tenere presente la realtà del settore delle costruzioni e della sua filiera, caratterizzata da una elevata frammentazione di piccole e medie imprese con oltre 70 branche produttive, anch’esse di piccola e media entità (stazioni appaltanti, studi di progettazione, produttori e fornitori di materiali, etc.).

Per questo, serve una strategia mirata per l'utilizzo dell'ICT negli appalti e nei contratti pubblici, che richiede un cambiamento di approccio culturale e l'impegno totale da parte di tutti i soggetti coinvolti. L'utilizzo di sistemi ICT, cioè, non deve essere legato ad alcuna determinata tipologia di realizzazione ma alla capacità della committenza di attivare processi basati sugli stessi sistemi.

I tre aspetti chiave ai fini di una corretta digitalizzazione del settore appalti pubblici, per ANCE, sono:

  • gradualità ed uniformità nell’applicazione della metodologia: le stazioni appaltanti potrebbero quindi introdurre per step successivi i loro obiettivi/usi di gestione digitale, secondo standard definiti dal MIT anche sulla base delle norme Uni in via di approvazione;
  • monitoraggio costante, da parte del MiT, delle stazioni appaltanti che applicano volontariamente l’ICT nei bandi: in tal senso, sarebbe utile tenere in considerazione sia il contenuto dei bandi che lo sviluppo dell’appalto per trarre informazioni utili in termini di raccomandazioni / linee guida da fornire alle stazioni appaltanti.
  • la formazione necessaria alla diffusione della conoscenza della materia da parte dei soggetti coinvolti: la formazione dovrà coinvolgere, secondo ANCE, tutti i soggetti della filiera (sia pubblici che privati) per una adeguata diffusione dei nuovi metodi e strumenti, con una strategia formativa ben delineata per contenuti, tempi e metodi.