Antisismica, il decreto è pronto. Casa Italia porterà 10 milioni di case sicure

30/09/2016 6526

Il dpcm sulla ricostruzione e la nuova sicurezza antisismica è in registrazione alla Corte dei Conti, ma Giovanni Azzone e Renzo Piano hanno anticipato in Senato i piani di Casa Italia: si parte con la costruzione di 10 prototipi lungo l’Appenino

Il tandem Azzone-Piano, adesso. Dieci milioni di case ricostruite a misura di sisma, poi. La linea di congiunzione tra l'inizio e la teorica fine del progetto Casa Italia è lunga, molto lunga, ma pare che gli ideatori della "rinascita antisismica" italiana pensino molto in grande. In audizione al Senato, il rettore del Politecnico di Milano e il 'progettista' di Casa Italia, che lavorano a braccetto su mandato di Matteo Renzi, hanno spiegato i primi passi effettivi del piano, con approvazione della mozione di maggioranza sulla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto e sul progetto Casa Italia.

Dieci milioni di case antisismiche
L'idea di Piano parte dalla ricostruzione, secondo criteri di sicurezza antisismica, di 10 milioni di case, a costo limitato. "I soldi possono essere trovati facilmente nei bilanci di ogni anno ed entrano subito nel circuito", ha spiegato l'architetto genovese, sottolineando di essere un "costruttore di città, di luoghi per la gente" e che ci vuole un progetto a lunga durata, "di 50 anni almeno".

Piano ha anche parlato di cantieri "leggeri", favoriti dal progresso tecnologico sul fronte dell'analisi sul costruito. "La diagnostica consente di passare a una cantieristica leggera. Più la diagnosi è precisa, più i cantieri possono essere leggeri e consentono di non allontanare le persone dalle case e di abbassare i costi".

La squadra e i costi
Il gruppo di architetti G124 di Renzo Piano lavorerà in collegamento con il Politecnico di Milano. In totale saranno quindi 17 espertiper una prima stima delle competenze necessarie, oltre al coordinatore che sono io. In parte saranno competenze tecniche, che lavorano a contatto con il G124”. A livello di competenze, si spazierà molto: matematico-statistiche, geologiche, di diritto amministrativo "per evitare di avere soluzioni tecnicamente bellissime ma inapplicabili", economico-finanziarie ("cerchiamo una figura che abbia competenze tecnico-finanziarie, che ad esempio conosca bene il piano Juncker o il funzionamento della Bei") e urbanistiche, "per l'inserimento delle iniziative sul territorio".

Il budget sarà risicato: 60 mila euro per ciascun esperto, inclusi i costi di missione, tranne per il coordinatore che non sarà retribuito. In totale, un milione di euro. Si punta ad avere una struttura stabile in 18 mesi, poi si stabilirà il fabbisogno per la missione Casa Italia nel suo complesso.

I dieci progetti-prototipi
Per arrivare alla ricostruzione, si partirà dalla realizzazione di dieci prototipi lungo la dorsale appenninica. Piano lo mette come priprità. "Si possono costruire in tempi brevi, abbiamo la competenza per poterlo fare". I prototipi dovranno riguardare edifici residenziali del patrimonio pubblico: la scelta sarà fatta dagli architetti del team, incrociando tre tipi di variabili: i materiali (pietra, cemento e laterizio), l'età del fabbricato (più o meno di 70 anni) e le dimensioni (casa monofamiliare oppure condominio). Incrociando queste variabili si arriverà alla definizione dei 10 progetti.

Per Giovanni Azzone, i 10 progetti piloti dovranno diventare 10 linee guida di riferimento, "seguite da dieci interventi reali. L'ipotesi è di pensare a dieci abitazioni di proprietà pubblica, distribuite sul territorio, privilegiando i luoghi a rischio sismico". L'obiettivo finale sarà realizzare dei documentari formativi che descrivano perfettamente l'intervento antisismico, con interviste ai progettisti a spiegazione dei problemi riscontrati e delle tipologie di intervento. "Questi 10 cantieri", per il direttore del Polimi, dovranno essere "10 esempi di come si può fare, il modo in cui intervenire".

Decreto in arrivo
Azzone ha anticipato che il decreto sulla ricostruzione (cd. sismabonus) è stato firmato dal premier Renzi ed è attualmente in registrazione presso la Corte dei Conti. A livello di interventi e di edilizia scolastica, Azzone ha confermato la priorità "sulla casa e sull'abitare, quindi sismico, idrogeologico, come prima cosa; e poi il tema delle periferia che è un tema più generale. Il baricentro in questo momento è capire come mettere in sicurezza il Paese. Il nostro ruolo è cercare di fare parlare il più possibile queste strutture e supportarle nell'attuazione di ciò che hanno in progetto".

Gli ordini del giorno approvati al Senato
Il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico De Vincenti ha accolto due ordini del giorno approvati dall'Assemblea al termine della discussione di mozioni sul progetto Casa Italia:

  1. completare rapidamente il riordino della Protezione civile, pianificare il fabbisogno di risorse pubbliche e private per la messa in sicurezza degli edifici, dare continuità al bonus per l'efficientamento energetico e ad estenderlo agli interventi di adeguamento antisimico; negoziare maggiore flessibilità con le istituzioni europee; prevedere la possibilità di un'assicurazione obbligatoria sulla casa, interamente detraibile, che copra i rischi di calamità naturali.
  2. prevedere forme specifiche di assistenza per le persone con disabilità.