Decreto SCIA 2, l'intesa c'è. Semplificazioni per l'agibilità, ristrutturazioni più ampie

30/09/2016 7091

La Conferenza Unificata ha sancito l'intesa sullo schema di decreto legislativo SCIA 2, che indicherà il titolo edilizio corretto per ogni intervento. Le regioni propongono di sostituire il termine “autorizzazione” con “permesso di costruire”, così da non lasciare spazio a nessun tipo di incertezza interpretativa

E' stata sancita, in sede di Conferenza Unificata, l'intesa di massima sul Decreto SCIA 2 in materia di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (Scia), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 124/2015, cd. Riforma della PA. Il decreto indicherà il titolo edilizio corretto per ogni tipologia di intervento.

Nel documento di parere con proposte di modifica al decreto SCIA 2, le regioni hanno proposto alcune integrazioni sostanziali allo schema generale, fra le quali:

  • ampliare la portata delle ristrutturazioni pesanti;
  • alleggerire le procedure per ottenere l’agibilit;
  • tutelare la competenza delle regioni in materia di titoli abilitativi.

Inoltre, le regioni propongono di sostituire il termine “autorizzazione” con “permesso di costruire”, così da non lasciare spazio a nessun tipo di incertezza interpretativa e non creare dubbi quando il decreto entrerà in vigore. Il termine autorizzazione è riportato nella tabella A allegata al documento di intesa, e di fatto rappresenta lo schema contenente gli interventi edilizi, la loro descrizione e il titolo edilizio da utilizzare. Analizziamo, di seguito, le parti principali del decreto SCIA 2 e le richieste di modifica nello specifico, ricordando che per l'operatività manca il parere delle Commissioni parlamentari competenti, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Agibilità: eliminare il certificato
Il certificato di agibilità, stando alle disposizioni decreto SCIA 2, potrebbe essere sostituito dalla segnalazione certificata di agibilità con una autocertificazione semplificata. Per le regioni, la vera semplificazione consisterebbe nell'eliminazione totale del certificato, perché così gli edifici risulterebbero utilizzabili solo dopo la comunicazione di fine lavori, che - per le regioni - contiene già le attestazioni di conformità necessarie a dichiarare l'edificio agibile.


Ristrutturazioni: portata più ampia

Le regioni chiedono l'ampliamento della portata degli interventi definiti di restauro e risanamento conservativo pesante: oltre a quelli che riguardano le parti strutturali, andrebbero inseriti qui quelli che comportano mutamenti urbanisitici rilevanti e anche quelli che prevedono la completa demolizione dell'edificio esistente.

Le regioni chiedono inoltre di chiarire che gli ampliamenti fuori sagoma previsti dai vigenti strumenti urbanistici e che comportino incrementi volumetrici non superiori al 20% della volumetria esistente, effettuati per finalità di miglioramento funzionale, non sono da considerare interventi di nuova costruzione.

Catasto e titoli abilitativi
Nella tabella degli iter amministrativi da seguire per ciascuno intervento, secondo le regioni andrebbe specificato che, se la tabella indica una procedura, ma una legge regionale ne prevede una semplificata, prevale la seconda. Inoltre, la disciplina di semplificazione dei titoli edilizi deve essere coordinata con le modalità telematiche e gli standard tecnici stabiliti dall’amministrazione del catasto per la presentazione delle variazioni catastale.


Permesso di costruire: l'alternativa SCIA2

Le regioni hanno chiesto di valutare il mantenimento del vincolo di iniziare gli interventi dopo 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, considerando che la Scia consente di iniziare subito i lavori.