Ingegneri low cost: il CNI non ci sta e chiede chiarimenti al Governo

Non è stata molto felice l’uscita della brochure diffusa dal MiSE per attrarre gli investimenti esteri.
 
Al centro dei riflettori una frase del documento distribuito durante la presentazione del piano nazionale Industria 4.0 per attrarre investimenti esteri in Italia. 
 
In Italia, il rapporto qualità/costo di professionisti altamente specializzati è estremamente competitivo con le altre nazioni europee. Un ingegnere in Italia guadagna mediamente in un anno 38.500 euro, mentre in altri Paesi lo stesso profilo ha una retribuzione media di 48.500 euro l’anno”.
 
È questa la frase contestata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri su cui ha chiesto chiarimenti e in particolare un incontro urgente con il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. La risposta non è tardata ad arrivare, il confronto è stato fissato per lunedì 24 ottobre.
 
Nel frattempo il Ministro si è già dimostrato disponibile a modificare la brochure giustificandosi che la scelta di parlare di compensi voleva essere solo al fine di un confronto economico con Germania e Inghilterra e non certo per ledere il valore della categoria degli ingegneri.
 
La reazione dei professionisti tecnici italiani non poteva non essere di forte sgomento. Il tema dei compensi e dei redditi degli ingegneri e degli architetti è infatti un tema assai sentito e delicato.
 
Da tempo la categoria denuncia una situazione molto difficile dove alla mancanza di lavoro si sommano redditi sempre più bassi, anzi tra i più bassi d’Europa.
 
In particolare come descritto dal Rapporto EYU pubblicato lo scorso giugno, tra il 2006 e il 2015 i fatturati di ingegneri e architetti sono scesi rispettivamente del 23% e del 33%, con un reddito annuo intorno ai 19 mila euro, ossia ben 10 mila euro in meno rispetto alla media europea.

Una situazione legata si, alla difficile congiuntura di mercato, ma anche a ritardi nei pagamenti, ai debiti e non per ultimo a criticità riguardanti l’organizzazione del lavoro.