AETERNUM FIRE: uno scudo termico rispondente in pieno alla Norma

17/10/2016 5164
La protezione passiva nei tunnel ferroviari e stradali
(tratto dall’articolo sviluppato dal LAPI, sulla rivista Antincendio)
 
 “L’altissima temperatura e la velocità con cui viene raggiunta, che si sviluppa a seguito dell’incendio in una galleria, genera un attacco termico assai gravoso nei confronti dei materiali utilizzati. I danni che ne conseguono sono elevatissimi sia in termini di vite umane che di danni economici diretti ed indotti. La scelta del protettivo da applicare ai soffitti delle opere sotterranee, dal punto di vista del comportamento all’incendio, deve essere fatto sulla base di un prova sperimentale che cerchi di simulare l’attacco termico reale e che permetta di valutarne le prestazioni nella maniera corretta. Non è, infatti, il principio della compartimentazione che viene preso in considerazione ma il dover limitare i danni sul soffitto in modo tale da ridurre i costi per il ripristino e contenere i tempi per la riapertura della galleria. A questo scopo è stata pubblicata la norma UNI 11076 che definisce sia le modalità di prova per i protettivi dei soffitti delle opere sotterranee che i parametri che devono essere presi in considerazione per la loro classificazione. Definisce in pratica le modalità di prova per verificare che il materiale protettivo utilizzato sia in grado di rimanere ancorato alla struttura da proteggere e compatto, in modo tale da continuare a garantire le sue prestazioni di isolamento termico e contenere, quindi, l’innalzamento della temperatura della volta in calcestruzzo evitando, il verificarsi di cedimenti strutturali causati da un raggiungimento, da parte della struttura, della temperatura critica che comporterebbe la perdita della sua capacità portante (da intendersi come la rottura ed il collasso della soletta).”
 
Il protettivo sarà dunque valutato per la sua capacità di mantenere la temperatura ben al di sotto di quella critica per i materiali impiegati a seguito della esposizione a una curva temperatura/tempo che simula un incendio all’interno di una galleria.
 
A seguito della premessa enunciata, al nostro laboratorio arrivò proprio la richiesta di progettare un compound che potesse garantire:
-              l’efficacia e la continuità della protezione al fuoco;
-              la massima protezione richiesta in condizioni d’incendio.
 
Uno speciale intonaco premiscelato “antifuoco” studiato per resistere alle alte temperature e in grado, pertanto, di scongiurare i fenomeni si spalling (“scoppio”) determinati dagli shock termici e dalle temperature elevate tipiche di un eventuale incendio in galleria.
 
Nacque l’AETERNUM FIRE.
 
Un speciale intonaco premiscelato antifuoco, dotato di bassissima conducibilità termica, resistente alle alte temperature ed agli shock termici.
Una micro-nano struttura estremamente reattiva, priva d’imperfezioni e porosità, in grado di garantire risultati decisamente sorprendenti, in termini di resistenza meccanica, di impermeabilità totale (anche all’aria - prove eseguite in conformità con la norma svizzera SIA 262/1:2003 con lo strumento Permea- Torr TM) ,  di resistenza al fuoco e quindi di durabilità.
 
AETERNUM FIRE, allo spessore raccomandato di 6 cm, si mantiene strutturalmente integro per oltre 120 minuti, a contatto diretto con le fiamme, con temperature maggiori a 1400 °C. 
 
AETERNUM FIRE è certificato alla resistenza al fuoco secondo la normativa UNI 11076:2003:
-  classificazione T1 allo spessore di cm 6;
Certificato n° 928.OUN0350/11 emesso dal LAPI, Laboratorio Prevenzione Incendi SPA, di Prato (FI).
 
Il protettivo AETERNUM FIRE è stato applicato su una soletta normalizzata per mezzo di intonacatrice e lasciato stagionare, come previsto nel normale impego.
 
 
 
  
Dopodiché la soletta con il prodotto (dimensioni 1450 x 1450 sp medio 60 mm) è stata posta a chiusura del forno per essere esposta direttamente alle fiamme.
 
 
La misurazione della temperatura sull’elemento di prova deve essere effettuata attraverso termocoppie fisse così disposte:
• 5 termocoppie in corrispondenza della rete elettrosaldata posta a 25 mm dall’intradosso della soletta normalizzata.
• 5 termocoppie poste all’interfaccia fra supporto e rivestimento protettivo.
 
 

Il campione è stato quindi sottoposto al riscaldamento previsto dalla curva temperatura/tempo precedentemente descritta per una durata di 2 ore. In funzione del risultato ottenuto, il protettivo viene classificato T1, T2 o T3 (Tab. 1) 

Dai dati risultanti dai test effettuati presso il laboratorio LAPI il protettivo è stato classificato T1 con uno spessore del pannello pari a 60 mm.  (Tab. 2)
 
E’ doveroso evidenziare che, per essere classificato T1:
- un intonaco speciale protettivo antifuoco dovrebbe garantire, a 2,5 cm dall’intradosso:
 una temperatura massima di 250 °C: l’AETERNUM FIRE garantisce come temperatura massima 102 °C (148 °C in meno della classe T1)
 e una temperatura media di 200 °C: l’AETERNUM FIRE garantisce come temperatura media 91,5 °C (108,5 °C in meno della classe T1)
- un intonaco speciale protettivo antifuoco dovrebbe garantire, all’interfaccia fra supporto e il rivestimento protettivo:
 una temperatura massima di 380 °C: l’AETERNUM FIRE garantisce come temperatura massima 274 °C (106 °C in meno della classe T1)
 e una temperatura media di 330 °C: l’AETERNUM FIRE garantisce come temperatura media 247 °C (83 °C in meno della classe T1)
 
quindi AETERNUM FIRE
 
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