In Sardegna permesso di costruire autocertificabile

17/10/2016 2171

Il Consiglio regionale della Sardegna ha varato la legge che introduce il formato digitale per le pratiche edilizie. E negli atti ufficiali si scriverà "architetta" e ingegnera

Permesso di costruire autocertificabile e sportello unico per edilizia e attività produttive (SUAPE): la Sardegna, da questo punto di vista, è 'avanti' anni luce rispetto al resto d'Italia e la conferma avviene dal varo della legge "Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi" (DDL 254/A del 24 agosto 2015, non ancora in vigore).

Nello specifico, la legge:

  • introduce un sistema di programmazione delle attività di semplificazione;
  • individua strumenti per migliorare la qualità della regolazione; ?
  • stabilisce norme sul procedimento amministrativo per ridurre i tempi di conclusione dei procedimenti; ?
  • istituisce il Suape, Sportello unico per le attività produttive e per l’attività edilizia; ?
  • introduce un primo pacchetto di misure di semplificazione di procedure amministrative di settore.

Il Suape racchiude le “competenze delle attività produttive e dell’edilizia, quasi tutte saranno autocertificabili compreso il permesso di costruire”, come enunciato dall'assessore all'Industria della Regione Sardegna, Maria Grazia Piras.

Nello specifico, la legge prevede che tutti gli interventi edilizi seguiranno lo stesso iter e, se non sono presenti vincoli, potranno essere iniziati immediatamente o dopo 20 giorni dalla presentazione dell’autocertificazione, senza dover attendere il rilascio di alcun atto, compreso il permesso di costruire.

Per quel che riguarda il Suape, la Sardegna è tra le prime regioni in Italia a dotarsi di uno sportello unico che garantisce al cittadino un solo punto di accesso, attribuendo a un singolo ufficio tanto le competenze esercitate dal Suap (Sportello per le attività produttive) quanto le competenze relative all’edilizia privata finora gestite dal Sue. “Abbiamo previsto nella legge le conferenze di servizio in modalità telematica e la contemporaneità delle verifiche procedimentali", ha aggiunto l’assessore Piras.

Infine, la Sardegna, per favorire lo sviluppo delle politiche di genere, procederà con l’identificazione sia del soggetto femminile che del soggetto maschile negli atti amministrativi, nella corrispondenza e nella denominazione di incarichi, di funzioni politiche e amministrative. Ciò significa che, nei documenti istituzionali della Regione, presto si leggerà "sindaca", "consigliera", "assessora" e anche "architetta" e "ingegnera".