LATERIZI, soluzioni antisismiche per prevenire le tante emergenze terremoto

“Quattro forti scosse in così poco tempo alimentano la ferma determinazione di dover superare l’emergenza terremoto con un serio piano di risanamento” – ha commentato il Presidente di ANDIL, Luigi Di Carlantonio – “una programmazione di lungo periodo per la messa in sicurezza del territorio e la riqualificazione del costruito, anche attraverso una mirata rottamazione e ricostruzione edilizia. La rigenerazione del territorio è una priorità che va sostenuta con risorse ed adeguate politiche fiscali. È questo che ci aspettiamo da #CasaItalia.”
Ognuno è chiamato a fare la propria parte per le specifiche competenze e l’industria di laterizi è pronta a dare il proprio supporto.
La sicurezza sismica impone risposte concrete ed affidabili soprattutto per la salvaguardia della vita umana e il contenimento dei danni. È una questione morale!
In primis, occorre che tutti abbiano la piena consapevolezza della vulnerabilità o meno della propria abitazione e per questo non è più prorogabile la “classificazione sismica degli edifici”. Possibile che ci si preoccupi così tanto dei consumi energetici e si trascuri totalmente la sicurezza sismica dell’ambiente in cui si vive?
Non è una questione di materiali, ma piuttosto di progettazione e corretta esecuzione.
D’altronde le Norme Tecniche per le Costruzioni e gli Eurocodici disciplinano l’impiego in zona sismica di più tipologie costruttive.
Oggi esistono tecniche per costruire e risanare in sicurezza, mitigando opportunamente il rischio sismico ed anche l’industria dei laterizi ha validato con apposite ricerche condotte dai primari laboratori ed Università, soluzioni di ultima generazione di muratura strutturale ordinaria e di muratura armata per i più alti livelli di pericolosità sismica del territorio.
Senza dimenticare i sistemi di tamponamento in laterizio nelle strutture a telaio, per i quali sono state elaborate valide regole di progettazione ad integrazione delle Norme Tecniche per le Costruzioni e sviluppate innovative configurazioni facenti uso di speciali componenti dissipativi, nell’ambito delle attività del progetto europeo INSYSME (www.insysme.eu).
Tra le soluzioni studiate, il sistema rappresentato graficamente è stato recentemente testato su tavola vibrante presso i laboratori Eucentre - Università di Pavia e si è dimostrato capace di resistere a terremoti, ben superiori a quelli de L’Aquila e del Centro Italia di questi giorni.
All’Eucentre di Pavia è stata constatata la quasi perfetta integrità del prototipo in c.a. con tamponamento a giunti scorrevoli, dopo l’input sismico riferito ad un accelerogramma naturale, che simula il terremoto del Montenegro del 15/04/1979 (Mw 6.9), scalato a partire da valori di accelerazione (PGA) bassi (0.1g) ad incrementare, fino a raggiungere valori molto elevati (1.2g) corrispondenti a terremoti particolarmente violenti e potenzialmente molto distruttivi.
Per dare un’idea, le massime accelerazioni orizzontali del terreno misurate a L’Aquila nel 2009, erano comprese tra 0.5g e 0.66g, mentre l’ultimissima scossa del 30 ottobre ha raggiunto 0.75g. Considerando che questo valore è quello massimo registrato negli ultimi 100 anni, il sistema innovativo INSYSME, che ha retto indenne all’accelerazione di 1.2g, ha dimostrato prestazioni antisismiche eccellenti.
“Ci inorgoglisce essere riusciti a trovare una soluzione costruttiva in laterizio, capace di resistere con tanta efficacia a sollecitazioni così intense, riconducibili a terremoti classificati ai più alti livelli delle scale sismiche. Un risultato di tale portata va ben oltre le nostre aspettative” – chiosa il Presidente Di Carlantonio.

Le priorità della Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi per #CasaItalia
 
1. Conoscenza e consapevolezza del rischio In Italia, 3 edifici su 4 sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica. E’ fondamentale, pertanto, procedere speditamente alla mappatura dettagliata del patrimonio esistente attraverso la "classificazione sismica degli edifici" per valutarne il reale livello di sicurezza. Senza la conoscenza del rischio, si continuerà a sottovalutare il problema. È auspicabile la più ampia diffusione del fascicolo del fabbricato con opportuna inclusione negli interventi di incentivazione già programmati e, a tal fine, si potrebbe ‘partire’ dagli immobili soggetti a compravendita.
 
2. Interventi di riqualificazione sismica
L’obbligatorietà dell’intervento di miglioramento o, se possibile, di adeguamento sismico è insito nella consapevolezza del rischio. La principale motivazione, soprattutto per le prime case, deve essere la tutela di chi ci abita. Dal punto di vista economico, questo richiede un idoneo sistema di incentivazione. Occorre prevedere un meccanismo strutturale per l’adozione di misure antisismiche su tutte le abitazioni e per tutte le aree sismiche, con una particolare attenzione a quelle ad alta pericolosità (Zone 1 e 2) e/o di finanziamenti agevolati a condizioni favorevoli. In considerazione del costo di intervento, che in alcuni casi potrebbe rilevarsi come particolarmente elevato (oltre i 1.000 €/mq), va sottolineata anche l’opportunità della demolizione e ricostruzione, risultando – in questi casi – più performante e meno costosa della ristrutturazione stessa. In tal senso, è necessario che il meccanismo di incentivazione non sia discriminante tra la ristrutturazione e la demolizione/ricostruzione e, pertanto, occorre che l’incentivo sia esteso anche alla demolizione e ricostruzione (con modifiche della superficie utile coperta, di sagoma ed area di sedime preesistenti), quantomeno per la parte corrispondente al volume complessivo dell’edificio originario (ai fini dell’incentivazione, il solo volume ricostruito, eccedente la volumetria demolita, è da considerare come “nuova costruzione”).
 
3. Regolamentazione tecnica e standard prestazionali
Non è più accettabile che l’aggiornamento delle Norme Tecniche delle Costruzioni, previsto ogni 2 anni, possa subire così ampi ritardi: le norme del 2008 sono ancora vigenti e la revisione approvata 2 anni fa dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non è stata ancora pubblicata. Inoltre, nonostante il tempo a disposizione, non è stato possibile un confronto tecnico con le categorie rappresentanti i materiali da costruzione, al fine di perfezionare le parti relative alle soluzioni costruttive più innovative, quali ad es. murature con giunti orizzontali sottili; elementi costruttivi non strutturali, come le tamponature; calcestruzzo fibro-rinforzato (FRC).
 
4. Identità e qualità
Tra gli obiettivi di un piano nazionale di cura e messa in sicurezza deve trovare la corretta collocazione la cultura costruttiva del Paese e l’identità dei territori e dei nostri paesaggi.
Il settore dei laterizi e della ceramica è costantemente impegnato nella proposizione delle migliori soluzioni costruttive e delle competenze tecniche del sistema industriale, da mettere a disposizione del Paese. È per questo che l’industria ceramica ha ritenuto necessario promuovere una filosofia dell’abitare, che rispetti le specificità del nostro territorio e che esalti le qualità e le eccellenze del made in Italy. “La casa mediterranea” è un modello abitativo che unisce passato e futuro dell’edilizia italiana e punta ad un edificio antisismico, efficiente energeticamente, confortevole e salubre.

Il “Manifesto della Casa Mediterranea” promosso dalla Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi è disponibile sul sito www.andil.it