Secondo Decreto Terremoto, misure in Gazzetta Ufficiale: più facile intervenire

14/11/2016 6556

Nel decreto Terremoto riferito alle scosse del 26 e 30 ottobre, spicca la possibilità per i privati di riparare gli edifici (anche con danni superiori a quelli lievi) incaricando il progettista del progetto e della perizia asseverata. Semplificazioni anche per gli enti locali

Semplificazioni per gli interventi, sia da parte dei privati che delle PA sono i cardini del 'secondo' Decreto Terremoto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.264 dell'11 novembre. Si tratta del decreto-legge 205/2016, "Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016".

Il decreto specifica l'individuazione, da parte del commissario straordinario, del nuovo cratere di intervento, ossia l'elenco aggiuntivo dei comuni rispetto al primo Decreto Terremoto, quello di cui all'Allegato 1 al decreto-legge 189/2016, e formalizza l'estensione dell'applicazione delle misure previste dal decreto-legge 189/2016 e dal presente decreto, valutandone la congruità in relazione ai danni riscontrati.

In totale, si tratta di circa 1.4 miliardi di costo-procedure nel periodo 2016-2022, di cui 418 milioni per il 2016. L'allargamento del cratere sarà quindi indicato in una successiva ordinanza del commissario Errani. Di fatto, questo provvedimento diventerà un emendamnto del primo Decreto, in discussione questa settimana presso la Commissione Bilancio del Senato.

Tra le disposizioni più importanti del decreto:

  • la possibilità per i privati di riparare gli edifici (anche con danni superiori a quelli lievi) incaricando il progettista del progetto e della perizia asseverata;
  • la possibilità, in particolare per imprese e aziende, di attestare l'agibilità, sempre con perizia del tecnico, necessaria per riprendere l'attività produttiva;
  • la necessità, per attivare i cantieri privati, di: progetto, asseverazione del progettista (con l'indicazione del "nesso di causalità" tra danno e sisma) e stima dei danni;
  • il rimborso della spesa anticipata secondo criteri da definire;
  • la possibilità, da parte degli enti locali, di eseguire gli interventi urgenti anche nei casi di intervento sui beni sottoposti a tutela o in area paesaggistica;
  • la possibilità di intervento, da parte dell'Anas, per il ripristino delle strade.