Il BIM tra tradizione e innovazione

Sulla base di iniziative nazionali e governative che supportano l’industria delle costruzioni con progetti sperimentali e di standardizzazione, paesi come l’Australia, il Canada, la Danimarca, la Finlandia, la Norvegia, il Regno Unito, Singapore e gli Stati Uniti sono i leader sul tema del BIM. Soprattutto in Finlandia il BIM è ormai una realtà, avendo superato da tempo la fase sperimentale.
Prima di introdurre il BIM e fare ragionamenti sulla tradizione e l’innovazione occorre chiedersi perché dopo così tanti decenni e milioni di euro spesi in ricerca e sviluppo nell’IT per l’industria delle costruzioni, tutti i progetti, anche quelli più prestigiosi e di successo, richiedono ancora una grande quantità di documenti cartacei per gestire l’intero processo. Le domande alle quali bisogna tentare di dare una risposta sono essenzialmente tre:
1. Come l’industria delle costruzioni utilizza le informazioni al momento attuale?
2. Quali sono le caratteristiche degli attuali strumenti IT?
3. Come l’industria delle costruzioni percepisce quale dovrebbe essere un uso appropriato dell’IT?
La frammentazione della natura dell’industria delle costruzioni e l’utilizzo di rappresentazioni incomplete come i disegni bidimensionali (non importa se realizzati a mano o con il CAD) hanno storicamente lavorato per settori (architettonico, strutturale, impiantistico, ecc.) e per fasi (progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione). Questo ha portato ad un inevitabile utilizzo delle informazioni in maniera differenziata e ad una moltiplicazione di software proprietari molto specialistici.
In questo momento, tra le varie macro-attività del processo edilizio, quella progettuale si pone sicuramente al centro della questione sull’utilizzo di nuove tecnologie perché il corretto impiego di strumenti adeguati da parte dei progettisti può dare prospettive di ampio respiro, in termini di qualità, all'intero processo.
In tale contesto il BIM, inteso come Building Information Modelling, si pone come un nuovo approccio alla progettazione, alla costruzione e al FM, in cui una rappresentazione digitale dell’intero processo è utilizzata per facilitare lo scambio delle informazioni in formato digitale grazie alla interoperabilità tra i software. Non solo la geometria deve essere definita in maniera accurata dal modello (building information model), ma il database che ad esso è associato deve contenere anche molte altre informazioni relative ai materiali, ai costi, ai tempi di realizzazione e così via. Lo scopo complessivo della metodologia BIM è dunque quello di essere in grado di raccogliere un dato in maniera gerarchica e renderlo disponibile agli altri in seguito, durante l’intero ciclo di vita di un manufatto. Per questo motivo è importante definire in maniera standardizzata chi inserisce le diverse tipologie di dati e in quale sequenza, in modo tale che ogni dato venga inserito una sola volta. Pertanto, affinché il BIM possa essere implementato con successo, è essenziale che i membri del team abbiano ben chiaro l’utilizzo futuro dell’informazione che stanno sviluppando, e questo richiede una rivisitazione complessiva dell’attuale sistema di comunicazione all’interno del processo edilizio basata su un impiego intelligente dei sistemi di IT.
È evidente che in questo contesto l’interoperabilità tra i software assume un ruolo essenziale poiché ad essa è affidato il ruolo di consentire il passaggio dei dati tra applicazioni in maniera automatica senza perdita di dati. Al momento attuale il formato IFC è quello normato dalla ISO/PAS 16739:2005 e riconosciuto dal BuildingSMART. Altri formati, come ad esempio il gbXML, si stanno affermando senza però garantire una risoluzione definitiva alla importazione ed esportazione dei dati. Pertanto, in Italia, come in realtà nella maggior parte del mondo, molto lavoro rimane ancora da fare per garantire ai professionisti un sistema BIM perfettamente funzionante.
Ovviamente il compito è demandato a ricerche multidisciplinari che vedono coinvolti i diversi attori del processo edilizio, ai quali viene chiesto di lavorare in sinergia con gli specialisti dell’IT. In questo quadro di esigenze si inseriscono i due progetti di ricerca che vengono brevemente richiamati qui di seguito.
Il primo, Smart Energy Efficient Middleware for Public Spaces- SEEMPubS, è un progetto il cui obiettivo è quello di definire una metodologia, facilmente riproducibile in diverse realtà europee, finalizzata alla riduzione di emissione di CO2 realizzando un sistema ICT intelligente di monitoraggio e controllo del consumo energetico negli edifici e negli spazi pubblici esistenti, anche storici. Per mettere a punto tale sistema è stato realizzato un modello parametrico del campus del Politecnico di Torino, assunto come dimostratore, e diversi test sono in corso per ottimizzare il processo di scambio dei dati con i software per le simulazioni energetiche e per il FM. Altre sperimentazioni sono in atto per rendere disponibili ai diversi utenti (studenti, impiegati, tecnici, energy manager, ecc.) i dati del modello e dei sistemi ICT attraverso l’impiego di QRCode e Realtà Aumentata utilizzando smartphone e tablet. Poiché la metodologia adoperata è ovviamente quella BIM, uno degli scopi di questo progetto è anche quello di arrivare a standardizzare i dati che devono essere inseriti nelle diverse fasi di utilizzo con i differenti software, affinché ogni dato possa essere inserito una volta sola senza essere mai duplicato, per evitare inutili perdite di tempo ed inevitabili propagazioni degli errori.
Il secondo, InnovAnce, è un progetto il cui obiettivo è quello di creare una banca dati su base BIM di libero accesso contenente tutte le informazioni di natura tecnica, scientifica, economica, legale, ecc., utili alla filiera delle costruzioni.
Al termine di questi lavori sono attesi sviluppi significativi per il reale utilizzo del BIM anche in Italia dove, per altro, diverse università hanno da tempo iniziato a preparare i propri studenti (i professionisti del futuro) ad utilizzare questa metodologia come base innovativa della propria formazione.

Tradizione e innovazione dal disegno al CAD e al BIM tra passato, presente e futuro. Schema concettuale della struttura dei dati relativi alle diverse fasi del processo edilizio.

 

 

 

 

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