Per una giornata contro tutte le violenze sulle donne, senza ipocrisia

Pur essendo un portale tecnico anche quest'anno intendiamo con INGENIO ricordare che oggi è la "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne".

Lo facciamo perchè per violenza non si intende solo l'atto fisico - che ovviamente condanniamo - ma anche tutto ciò che in qualche modo discrimina, rende complesso, ostacola la vita di una donna nel nostro paese.

I  dati dei nostri centri studi nazionali evidenziano come le donne professioniste siano nel nostro paese ancora pagate di meno dei maschi, assumano più difficilmente ruoli di potere. Il numero di donne che presiedono i nostri ordini o fanno parte dei consigli è ancora esiguo, così la loro presenza nei Consigli Nazionali. Io non credo che questo problema possa essere risolto con le quote rosa, anche se in un Paese in cui l'attenzione per la risoluzione di questa disparità è quasi assente potrebbero comunque essere uno dei tasselli necessari da prevedere. Credo che il problema sia da affrontare soprattutto dal punto di vista culturale e strutturale.

Culturale, perchè la violenza parte innanzitutto dalle nostre teste. Non deve accadere che motivazioni di natura religiosa/politica possano colpire la donna nella sua fondamentale capacità di scelta.

Vorrei ricordare un episodio del Vangelo di Giovanni: "Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo." Gesù compie il suo primo miracolo su ordine di Maria. Lui non si sente pronto. E' Maria che dispone. 

Non può esserci discriminazione femminile che può partire da una religione. E' il Cristo sceso in terra che chiede a Maria cosa fare.

Ma il problema va affrontato anche dal punto di vista strutturale. In un Paese che funzione non occorrono le quote rosa, perchè le donne per far valere la propria professionalità, compentenza, carisma ... non hanno bisogno di protezionismi, ma di protezione. Protezione dai sopprusi e dalla violenza fisica. Protezione da città che non hanno parcheggi sicuri. Protezione da un sistema che non gli da un supporto per la gestione della vita privata (le scuole chiudono per 3 mesi, e quando sono aperte hanno orari affrontabili solo con l'aiuto di nonne/tate). Protezione da un corporativismo maschile che troppo spesso fa squadra, e crea circoli a numero chiuso "di genere". Protezione da una civiltà che giudica un uomo figo se ha una vita pubblica molto libera, e invece male una donna che fa le stesse scelte.

La violenza è anche questo: mobbing, stalking, segregazione, differenziazione, esclusione.

E ognuno di noi può fare qualcosa. Ognuno di noi.


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