Seminario strutture miste e sismoresistenza: grande successo a L’Aquila con 150 tecnici

14/12/2016 3290

Roberto Scotta dell’Università di Padova: “l’importanza di una visione globale nella progettazione di strutture antisismiche e le strutture miste quale soluzione adatta all’ottimizzazione strutturale.”

Tutto esaurito a L’Aquila per il seminario tecnico dedicato a strutture miste acciaio-calcestruzzo per il recupero dell’esistente e per costruire il nuovo in sicurezza sismica.
I lavori sono stati introdotti dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri dell’Aquila, ing. Elio Masciovecchio, e dal fondatore di Tecnostrutture, Franco Daniele che ha ricordato come sovente parta dagli ingegneri, lo stimolo per affinare o sviluppare nuove soluzioni costruttive.
Il seminario tecnico ha affrontato un tema centrale per una progettazione evoluta: l’applicazione di nuove tecnologie sismoresistenti.
L’ing. Andrea Barocci, consigliere dell’associazione Ingegneria Sismica Italiana ha presentato un tema prioritario per la riduzione del rischio sismico: la classificazione della vulnerabilità sismica dei fabbricati.




Strutture tecnologicamente evolute quali ad esempio le strutture miste-acciaio-calcestruzzo di tipo NPS® possono contribuire a realizzare degli interventi estremamente efficaci di adeguamento sismico offrendo dei benefici in termini di affidabilità e leggerezza. L’ing. Stefano China, direttore tecnico di Tecnostrutture ha illustrato degli esempi applicativi di strutture miste, approfondendo gli aspetti progettuali con particolare focus su l’adeguamento sismico.
Ha approfondito le tematiche dell’affidabilità e duttilità delle strutture miste il professor Roberto Scotta, presentando i risultati scientifici emersi dai cicli di prove sperimentali effettuate presso l’Università di Padova.
Il professore ha sottolineato l’importanza di una visione globale nella progettazione di strutture antisismiche e spiegato perché le strutture miste consentano un’ottimizzazione strutturale. Poiché infatti, in 1^ fase le travi sono in semplice appoggio sui pilastri si ha trasferimento dai nodi verso la campata delle sollecitazioni per i carichi di 1^ fase. L’ottimizzazione strutturale si verifica perché risultano meno sollecitate le zone nodali delle travi laddove si deve esplicare la dissipazione energetica durante l’azione sismica e più sollecitate le zone di campata laddove vi è maggiore disponibilità di calcestruzzo compresso.
Passando dalla teoria alla pratica quotidiana del progettista, Alessandro Corazzin, ingegnere strutturista e sviluppatore software ha affrontato il tema dell’interoperabilità tra software FEM, BIM e software di calcolo NPS®.
Si conclude con questo seminario a L’Aquila il tour di formazione 2016 che ha visto Tecnostrutture fare tappa presso Politecnico di Milano, ITCS Sansovino di Oderzo, Istituto di Studi Superiori di Genova, Università di Architettura IUAV di Venezia, Università di Udine.
Il territorio italiano è diffusamente soggetto ad un alto rischio sismico e l’adeguamento sismico così come la costruzione di nuovi edifici in sicurezza sismica sono temi che, anche per effetto del terremoto dello scorso 24 agosto e successivi, hanno visto crescere l’interesse sia dal punto di vista metodologico che strategico.
Strutture tecnologicamente evolute quali ad esempio le strutture miste-acciaio-calcestruzzo di tipo NPS® possono contribuire a realizzare degli interventi estremamente efficaci di adeguamento sismico offrendo dei benefici in termini di affidabilità, velocità e leggerezza. 



Adeguamento sismico con mantenimento dell’involucro edilizio esistente. In foto l’inserimento di pilastri PDTI®.