INBAR: l’arch. Anna Carulli, il nuovo presidente

16/12/2016 2473

SI E’ TENUTO ALCUNI GIORNI FA A FIRENZE, PRESSO LA PALAZZINA REALE,  SEDE DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI FIRENZE, IL CONGRESSO NAZIONALE   DELL’ INBAR, ISTITUTO NAZIONALE DI BIOARCHITETTURA, FONDATO DA UGO   SASSO. ELETTI I SETTE MEMBRI DEL DIRETTIVO PER IL PROSSIMO TRIENNIO.  

ALLA PRESIDENZA E’ STATA ELETTA L’ARCH. ANNA CARULLI E SEGRETARIO GIOVANNI SASSO, FIGLIO E PROSECUTORE DEL PIONIERE DELL’ARCHITETTURA  ECOLOGICA IN ITALIA.

 

Gli eletti del nuovo Direttivo dell’Istituto Nazionale di  Bioarchitettura, sono Anna Carulli (Messina, Presidente), Giovanni  Sasso (Rimini, Segretario), Nando Bertolini, (Reggio Emilia, Affari  Istituzionali), Federico Morchio (Genova, Tesoriere), Nunzia Coppola  (Napoli, Area Sud), Alessandra Valsecchi (Lecco, Area Nord), Stefano  Tonelli (Lucca, Area Centro). Tutte nomi di comprovata esperienza e  qualificazione sul campo, sia sul piano professionale che su quello associativo.

 

Nella suggestiva e prestigiosa sede dell’Ordine degli Architetti di  Firenze, si è svolto il Congresso Nazionale dell’Istituto Nazionale  di Bioarchitettura, Ente morale dalla riconosciuta autorevolezza  scientifica e culturale in materia di bioarchitettura non solo presso  vaste comunità professionali ma anche verso il mondo delle Istituzioni. L’Inbar, sigla storica nazionale, quest’anno ha tagliato  il ragguardevole traguardo dei 25 anni.

 

Fondato da Ugo Sasso nel 1990, autentico pioniere della  Bioarchitettura in Italia, in questi venti anni, l’Istituto oltre a  contribuire alla sensibilizzazione, formazione e informazioni sulle  tematiche dell’abitare sano e della riqualificazione del territorio  partendo dall’essere umano inteso e compreso nella sua sfera più ampia  di appartenenza ad un contesto storico-ambientale, ha sviluppato una  diffusa e organizzata presenza palesandosi come una voce sempre più  importante e accreditata nel dibattito pubblico nazionale. Una lunga  storia alle spalle, con l’originalità di una visione, che attraverso  l’interdisciplinarietà ha affrontato in modo organico tutte le  problematiche dell’ecosostenibilità maturando importanti risultati,  ultimamente, sul delicato terreno dell’efficienza e del risparmio energetico consapevole.

 

La continuità nel consolidamento dell’immagine, il rafforzamento e la  comunicazione della sua precisa identità, non solo presso i mondi  tradizionali delle professioni, accademici e della ricerca sono tra i  punti strategici del programma del nuovo direttivo nazionale.

 

Una nuova e più efficiente strutturazione organizzativa dell’Istituto,  centrale e periferica sul territorio, e’ poi prevista come  qualificante dagli indirizzi emersi nel programma.

 

Durante i lavori è stato presentato dal presidente della Commissione  Comunicazione Giulia Bertolucci e Serenella Mortani, il libro  “BIOARCHITETTURA. Le tesi di Ugo Sasso dalle parole ereditate sulla  via italiana del costruire sostenibile” a cura di Nando Bertolini,  Giulia Bertolucci, Anna Carulli,Paolo, Fatticcioni, Federico, Morchio,  Erminio, Redaelli, Serenella Mortani, Giovanni Sasso e Stefano Tonelli.

 

A seguire gli interventi degli ospiti,tra i quali  l’On. Serena  Pellegrino, Socio Honoris Causa INBAR dal 2013 che ha dichiarato”  INBAR è una ricchezza per la nostra comunità. Progettare, pensando al  geo-sistema non più a due dimensioni: questo l’insegnamento di Ugo  Sasso, il precursore della bioarchitettura. Quanto è stato progettato  perseguendo questo insegnamento? Quanti ostacoli sono promossi ogni  giorno dalle lobbies che vogliono far affermare i “cubetti” stile  scatola di fiammiferi……Ma nonostante tutto, dopo 25 anni, non ci  fermiamo. Con la nuova presidente Anna Carulli, che segue la strada  tracciata da Ugo prima e da Giovanni Sasso poi, si prosegue nella  diffusione per la consapevolezza che Bio architettura non è solo  progetto edilizio ma un modus vivendi e operandi! A tutti l’augurio di  seminare e raccogliere, nel ciclo della vita!”. Mentre il filosofo  Stefano Serafini della Società Internazionale di Biourbanistica ha parlato sulle relazioni tra diversi sistemi viventi nella modernità  del vivere associato sia dal punto di vista degli individui che dei  luoghi fisici.

 

In conclusione nella tavola rotonda sul tema “LA BIOARCHITETTURA PER L’ITALIA”, moderata dal  giornalista e socio Gigi Cartagenova, si è dibattuto con Anna Carulli,  Giovanni Sasso,Monica Fini, Federico Morchio, Francesco Parisi  Cristiana Rossetti, sul ruolo di INBAR oggi e le azioni possibili per  il domani. Ripartendo sempre, come strada maestra da Ugo Sasso e le  sue tesi, si e’ visto come parimenti imprescindibile un  dibattito e  delle  riflessioni per  aggiornare costantemente l’Istituto, come già’ ampiamente avvenuto nelle attività degli ultimi tre anni, ampliando la  vivace dialettica culturale e coniugandola con le nuove dinamiche  sociali, economiche, ambientali. Sono state attivate occasioni di  confronto con grandi personalità nazionali e internazionali,  valorizzando la “traccia culturale” propria del network Inbar,  promuovendo efficaci azioni di comunicazione. La partecipazione e condivisione ha contraddistinto e ispirato la vita interna ed esterna  dell’Istituto.

 

Su questa direttrice si intende proseguire.

 

L’Inbar, si è ribadito, non e’ solo sinonimo culturale di  sostenibilità ambientale e di eco-compatibilità, ma più profondamente  mira ad una bioarchitettura che concili e integri i comportamenti  umani con la natura, al fine di assicurare una migliore qualità della  vita attuale e futura. La sua particolare identità consente di muoversi agilmente nella complessità delle istanze ambientali.

 

La piu’ diffusa consapevolezza maturata negli ultimi anni sulle tematiche proprie dell’Inbar presso un variegato pubblico non solo di addetti ai lavori , consente di sviluppare azioni e offrire qualificati supporti sia al mondo delle professioni che a quello delle istituzioni.

 

Non a caso la formazione, interna ed esterna, espressa anche con l’ausilio di moderne tecnologie continuera’ a costituire uno dei pilastri del programma di attività predisposto. Bisognerà sviluppare sia al centro che in periferia canali e occasioni di coinvolgimento per comunicare la nostra identità’, la missione, le pratiche sul campo e nei territori.

 

In quest’ottica l’Inbar, ormai  anche statutariamente, e’ sempre più aperto ad interagire direttamente con cittadini e comunità, favorendone la partecipazione attiva.