Applicazioni della telemedicina nelle diverse discipline mediche

08/05/2012 3549

La telemedicina è l'insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari a distanza. Nell'ambito della diagnostica clinica, è possibile per un medico effettuare la diagnosi su un paziente che non è fisicamente nello stesso posto del medico, attraverso la trasmissione a distanza di dati prodotti da strumenti diagnostici. La second opinion medica è una delle applicazioni più comuni nell'ambito della telemedicina, essa consiste nel fornire una opinione clinica a distanza supportata da dati acquisiti inviati ad un medico remoto che li analizza e li referta producendo di fatto una seconda valutazione clinica su un paziente. Le tecniche telemediche di fatto favoriscono anche applicazioni di formazione distanza, nelle quali il medico remoto può specializzare i medici che chiedono una second opinion su un caso clinico attraverso tecniche di e-learning. La classificazione più comune della telemedicina è effettuata a partire dal settore medico al quale viene applicata:
TELEPATOLOGIA: branca della telemedicina che prevede il trasferimento di immagini digitali macroscopiche e microscopiche a scopo diagnostico o educativo mediante la tecnologia informatica.
TELERADIOLOGIA
TELECARDIOLOGIA
TELEDERMATOLOGIA
TELERIABILITAZIONE: erogazione di servizi riabilitativi attraverso le reti di telecomunicazione ed internet.
I primi esperimenti di telemedicina sono stati condotti per permettere un’adeguata assistenza nelle aree geografiche più remote o in situazioni disagiate (perforazioni petrolifere su piattaforma off-shore, spedizioni artiche o spaziali). In seguito, con la diffusione di tecniche di compressione dati più efficaci e di reti sempre più veloci, si è arrivati ad inviare via rete fissa anche dati voluminosi, come ad esempio le immagini di una Tomografia Computerizzata (TC). In Italia, una delle prime applicazioni di telemedicina è consistita nella trasmissione sperimentale di elettrocardiogrammi a distanza, iniziata nel 1976, utilizzando le normali linee telefoniche. In seguito, negli anni ottanta, la SIP lanciò un vero e proprio “cardiotelefono”. Da allora, gli enti di ricerca, le università, le società scientifiche, il Consiglio Nazionale Ricerche (CNR) ed il Ministero della Sanità, lavorando a diversi progetti (Programma Nazionale di Ricerca e Formazione in Telemedicina del MURST.

LA TELEMEDICINA E LE SUE APPLICAZIONI

La definizione del termine telemedicina non è mai stata univoca ma si è evoluta nel corso della storia. In letteratura ne esistono diverse formulazioni, tutte percorse dall’idea di base che sia l’informazione e non il paziente a doversi spostare. Nel 1975 K.T. Bird spiegò che si trattava della “pratica della medicina attraverso un sistema di telecomunicazione audio-video senza l'usuale confronto fisico medico-paziente”. D.W. Conrath nel 1983 sostenne che era “l'uso della tecnologia delle telecomunicazioni per migliorare i servizi di assistenza in sanità”.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) adotta nel 1997 la seguente definizione: “la telemedicina è l’erogazione di servizi sanitari, quando la distanza
è un fattore critico, per cui è necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento ed alla prevenzione delle malattie e per garantire un’informazione continua agli erogatori di prestazioni sanitarie e supportare la ricerca e la valutazione della cura”.
E' implicito in tale definizione il concetto per cui, quando si parla di telemedicina essa non deve essere confinata al singolo aspetto disciplinare introdotto, bensì a quell'insieme di applicazioni pratiche che oggi sono già in fase di implementazione. La telemedicina è essenzialmente, citando il Comitato Nazionale per la Telemedicina, “una particolare modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria da parte delle istituzioni presenti sul territorio”, che avvalendosi dei moderni mezzi di telecomunicazione, “permette di fornire servizi di diagnosi ed assistenza medica integrata, superando i vincoli della distribuzione territoriale, delle competenze, della distanza tra esperto ed utente e della frammentazione temporale dell’intervento sul singolo assistito”.
La telemedicina quindi:

  • implica l’erogazione di una prestazione sanitaria. Siamo quindi in presenza di un sistema che pone al proprio centro il paziente ed il suo stato di salute;
  • implica la presenza ed il coinvolgimento di operatori sanitari, a cui, a titolo diverso, viene demandata la gestione dell’erogazione di tali prestazioni;
  • è irrealizzabile senza tecnologie moderne di comunicazione in grado di garantire la trasmissione di informazioni corrette, sicure e quindi di qualità.

Ad esempio, forse potremmo non considerare telemedicina l'attività d'invio di allegati a fax o e-mail per avere una cd. “second opinion”; in tal caso si tratta di utilizzare i normali, ormai consueti strumenti di comunicazione.
Considerare attività di telemedicina i tele-interventi chirurgici trans-oceanici in cui il chirurgo effettua un intervento a distanza, pur essendo telemedicina, potrebbe essere fuorviante se tali esempi divengono l’immagine di “riferimento” della telemedicina nella collettività, in quanto espressione delle enormi capacità tecnologiche raggiunte, ma con scarse applicazioni nella pratica quotidiana, e che trascura gli aspetti legati al contesto operativo in cui si svolgono la maggior parte delle pratiche mediche, alle quali la telemedicina potrebbe invece apportare notevoli benefici.