CEMENTIR, Caltagirone jr: in Italia il mercato del cemento falsato dalle banche

Redazione Inconcreto 22/04/2017 2945

Il 2016 del gruppo Caltagirone si è chiuso con l’acquisizione di Sacci (perfezionata a luglio) e quella, oltreconfine, attraverso la controllata Aalborg Portland, di Compagnie des Ciments Belges-Ccb (finalizzata a ottobre).

Ma il numero uno del gruppo, Francesco Caltagirone jr, non chiude completamente le porte a nuove mosse interpellato dai cronisti a valle dell’assemblea dei soci, che ieri ha approvato il bilancio 2016 e il primo bilancio di sostenibilità (sulla scia dei precedenti bilanci ambientali), oltre a rinnovare il collegio sindacale (con la presidenza espressa dalle minoranze) e a indicare Roberta Neri (ad di Enav) come nuovo consigliere al posto del dimissionario Riccardo Nicolini.

«Ci guardiamo intorno, all’ordine del giorno non c’è un’acquisizione, ma mai dire mai», ha spiegato il top manager. Nessuna fretta, insomma, ma, qualora si creassero le condizioni, «sarebbe sicuramente all’estero» perchè nella penisola il comparto risente dell’eccessiva frammentazione «ci sono 15 operatori che si spartiscono un mercato da 19 milioni di tonnellate l’anno, mentre in Francia ce ne sono 5 per uno da 16 milioni».

Senza contare, ha chiarito ancora, «che in Italia, anche nel settore del cemento, abbiamo degli zombie tenuti in vita dalle banche. Da 10 anni, il mercato è alterato da una volontà esterna e non da una competitività interna». La competizione, in altri termini, si è svolta «in maniera artificiale», perchè gli istituti hanno alimentato la sopravvivenza di «qualche piccolo gruppo».

Ma Caltagirone jr confida che, dopo l’operazione del gruppo su Sacci e l’acquisizione di Italcementi da parte di HeildbergCement, il mercato italiano possa andare incontro alla necessaria razionalizzazione. «Noi abbiamo fatto la nostra parte - ha proseguito - ci sono altri piccoli operatori che potrebbero fare la loro».

Fonte: SOLE 24 ORE