Intervista a Gerardo Tibollo, Presidente Ordine di Foggia

08/05/2012 2501

Intervista a:
Gerardo Tibollo
Presidente Ordine di Foggia

 

 

 

 

Presidente, come stanno gli ingegneri "in provincia"? Sentono la crisi come nelle grandi aree metropolitane e nelle grandi città?
Gli ingegneri in provincia e nelle piccole e medie città vivono la stessa crisi dei colleghi delle aree metropolitane. Anzi qui da noi, dove mancando una realtà industriale forte, tutto è collegato al mondo dell'edilizia, si soffre ancora di più.
Soprattutto i giovani, che al momento sono senza speranza. Per essi i legislatori dovrebbero creare delle corsie preferenziali nell'affidamento di incarichi professionali per lavori pubblici di basso importo e a basso rischio professionale.

Con il termine "ingegnere" si riassumono un numero incredibile di specializzazioni: strutturale, geotecnico, chimico, elettrico, informatico ... come fa un Ordine provinciale ad operare con una variabilità così ampia?
I Consigli degli Ordini sono costituiti nella stragrande maggioranza dei casi, da professionisti di diversa specializzazione che coprono quasi tutti i settori della nostra professione e mettono l'Ordine nelle condizioni di operare con competenza sulle varie problematiche chiamate a risolvere.
Si istituiscono delle commissioni di studio specialistiche per creare occasioni di incontro e di aggiornamento sulle varie materie trattate.

L'Ordine nasce per "controllare" l'operato di chi fa la professione dell'Ingegnere. Può farmi qualche esempio su come l'Ordine esercita questo controllo?
Gli Ordini nascono per tutelare gli interessi della collettività e non quelli di parte. In questo senso voglio ricordare il controllo di congruità che si faceva sulle parcelle professionali, dove in alcuni casi si limavano degli onorari incongruamente richiesti, oppure l’azione disciplinare su professionisti che passati al ruolo di Amministratori Pubblici abusavano della propria posizione per trarre vantaggi professionali.

Il suo Ordine come si sostiene? Riceve un sostegno dallo Stato o altre istituzioni per poter effettuare il proprio compito deontologico?
Gli Ordini si sostengono con i contributi dei propri iscritti che ogni anno versano una quota di iscrizione variabile in funzione del numero degli iscritti e delle spese di gestione dell'Ordine stesso. Per Foggia, questa quota è di € 145,00, e per i giovani essa è di € 125,00. Per ogni iscritto l'Ordine poi, trasferisce al Consiglio Nazionale la somma di € 25,00.

Università e Professione: spesso gli appalti di progettazione o di direzione lavori sono affidati a professori universitari. Questo genera una diatriba lunga quanto la storia del mondo. Cosa ne pensa?
Che il mondo delle Università deve fare il proprio mestiere e non fare concorrenza sleale al mondo della libera professione avvalendosi delle referenze che il suo status ha.

Si parla tanto, e da tanto tempo, di riforma degli ordini professionali. Cosa ne pensa?
Credo che sia opportuno, perché il nostro regolamento è fermo al 1925. Il nostro Consiglio Nazionale in questi giorni sta lavorando con grande dedizione per approntare insieme alle altre professioni di area tecnica nuovi schemi di regolamento in linea con i tempi.

Tra i temi oggetto di dibattito quello della formazione continua. Cosa ne pensa, si può applicare il modello dei geometri (crediti minimi) o ritiene più utile effettuare scelte diverse?
Ritengo l’aggiornamento professionale una cosa giusta e seria. Molti Ordini già organizzano in maniera costante ed autonoma corsi di aggiornamento sulle varie materie della nostra professione, dalle strutture, alla certificazione energetica, alla sostenibilità ambientale, ed altro.
In alcune discipline, come la prevenzione incendi e la sicurezza, è già richiesto l’aggiornamento obbligatorio. Quindi già si opera in tal senso. Ci auguriamo però che la formazione continua, non si trasformi in corsifici dai prezzi costosi, e che le Regioni evitassero di creare figure professionali nuove abilitate ad operare solo dopo frequenza di corsi e superamento di prove finali di esami.

Vorrei che lanciasse un messaggio a tutti i nostri lettori su un tema che le è caro.
La nostra professione in questi ultimi anni ha vissuto grandi conflitti con geometri, periti industriali, architetti ed ora con i laureati triennali, a causa della mancata chiarezza dei limiti di competenza delle varie figure professionali. Mi auguro che in un momento come questo si possa trovare una soluzione giusta e condivisa, nell’interesse di tutti.
In materia di Lavori Pubblici, ritengo che da parte dei legislatori vadano fatti degli sforzi per poter semplificare le procedure di affidamento degli incarichi, soprattutto per i più giovani.
Infine mi auguro che si faccia qualcosa per il ritorno alla legalità con leggi anticorruzione che puniscano severamente la società disonesta.