Biennale di Architettura 2018: sarà l'architetto Mario Cucinella il curatore del Padiglione Italia

19/05/2017 2347

Il progetto Arcipelago Italia presentato da Mario Cucinella Architects è stato scelto dal Mibact per curare il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia di Yvonne Farrell e Shelley McNamara

Il team guidato dall’architetto bolognese Mario Cucinella è stato scelto attraverso una competizione a inviti indetta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: la proposta è un grande laboratorio dinamico che concentra le sue azioni lungo “uno spazio urbano che va dall’Arco Alpino, giù lungo l’Appennino, sino nel Mediterraneo, dove la tradizionale contrapposizione tra Nord e Sud si smaterializza davanti a quello che possiamo definire come Arcipelago Italia.” Insomma Focus sulle aree interne del Paese, che per estensione e stratificazione storico-culturale sono esemplificazione dell’identità italiana nonostante siano soggette a fenomeni deleteri quali il progressivo spopolamento, la mancanza di cura del paesaggio e la marginalizzazione sociale ed economica.
Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, a motivazione della scelta: “Un progetto ambizioso innovativo che tiene accesi i riflettori della comunità internazionale sul centro Italia colpito dal sisma e sulla sfida della ricostruzione e della valorizzazione dell’ Appennino. Arcipelago Italia sarà un’occasione per l’avanzamento della ricerca applicata, parte fondante dell’architettura, per la trasformazione dei territori italiani a partire da una visione chiara e consapevole del futuro”. Particolare attenzione sarà dedicata, nell’ambito del progetto di Cucinella, al contesto emergenziale post-sisma che l’Appennino centrale sta vivendo.
L'architetto Cucinella, in una breve dichiarazione ha spiegato che “Arcipelago Italia diventa l’occasione per ridare centralità alle espressioni della qualità in architettura, che non può prescindere dall’empatia con i luoghi, preferendo la giusta misura ai gesti grandiosi e tenendo conto della fattibilità del progetto. La riflessione si sviluppa a partire dalla lettura scientifica del territorio sulla base di quattro tematiche trasversali: architettura e paesaggio, infrastrutture, società ed economia”.
La ricerca sarà declinata attraverso la selezione di una trentina di progetti che costituiscono una risposta ai bisogni contemporanei dell'abitare, connettere, condividere e progredire, con focus in particolare sulle aree dell'Appennino Centrale, che vivono il post-sisma. Cucinella ha proposto anche di portare il Padiglione Italia, al di fuori degli spazi della Biennale di Venezia per coinvolgere concretamente le comunità locali e instaurare una relazione biunivoca con il territorio. 

Mario Cucinella è considerato tra i più importanti progettisti oggi attivi in Europa con in curriculum una lunga serie di progetti premiati, nazionali e internazionali.
L’opera di Cucinella non è solo apprezzata per l'eccellenza architettonica, ma anche per gli aspetti legati alla sostenibilità - concetto di cui è in assoluto il pioniere - con l’adozione di pratiche sostenibili applicate dalla singola residenza fino ai piani regolatori urbani.  L'impatto e il significato del lavoro - sia sociale che ambientale - raggiunti nel suo ruolo di architetto, educatore e professionista sono riconosciuti in tutto il mondo e nel 2016 il Royal Institute of British Architects (RIBA) gli conferisce il prestigioso premio International Fellowship.
Vincitore di numerosi concorsi, ha realizzato progetti in campo civile, commerciale, educativo, sanitario, residenziale e di trasformazione urbana sia in Italia, ma anche in Algeria, Cina, Ghana, Palestina e diverse altre località.
Eccellenza architettonica, edilizia sostenibile e uso razionale dell’energia sono tra le principali tematiche del lavoro e della ricerca di Mario Cucinella. Consapevole dell'impatto positivo che ogni edificio può avere nella rigenerazione dell'ambiente circostante (naturale, urbano e socio-economico), da sempre incoraggia l'adozione di un linguaggio progettuale capace di esprimere la bellezza e la ricchezza delle culture locali.

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