La progettazione di un pavimento industriale: esigenze di planarità per le diverse destinazioni d'uso

È una questione ancora dibattuta, nondimeno appare doveroso porsi la seguente domanda: i pavimenti industriali sono da considerarsi una struttura?
Se per struttura si intende un insieme organico di elementi atti a sostenere vari tipi di azioni, la risposta è affermativa. Anche se morfologicamente molto semplice rispetto alle strutture in elevazioni che siamo abituati a considerare, tuttavia ognuno dei vari componenti di una pavimentazione industriale svolge un ruolo significativo nel sostenere le varie azioni che agiscono su di essa.
Tutt’altro che banale è poi la modellazione matematica del comportamento di un pavimento industriale che richiede o l’integrazione di un’equazione differenziale del 4° ordine (vedi Figura 1) o l’impiego di metodi numerici ad elementi finiti (FEM).
 

Figura 1. Equazione differenziale dell’equilibrio di una piastra.

Per tali ragioni, e considerando il carattere prestazionale delle stesse, a mio avviso anche le pavimentazioni rientrano nel NTU; si legge infatti nella premessa del DM 14/01/208: “Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità …”
Si rammenta infine che le azioni su una pavimentazione industriale possono raggrupparsi in:

  • Carichi distribuiti (poco significativi), materiale in mucchi o cataste 10 - 50 kN/m2;
  • Carichi concentrati (importanti), veicoli, mezzi d’opera, scaffalature, ecc.;
  • Distorsioni (determinanti), ritiro, variazioni termiche, ecc..

     

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