Sismabonus: calcolo pratico della classificazione sismica degli edifici

18/07/2017 12166
ll miglioramento e l'adeguamento sismico delle strutture esistenti costituiscono una nuova frontiera per i progettisti che si occupano di calcolo strutturale. Con la Legge di Bilancio 2017 (approvata il 21 dicembre 2016) è stata avviata una campagna per stimolare un piano volontario per la valutazione e prevenzione del rischio sismico degli edifici: il cosiddetto Sismabonus.
L’entrata in vigore delle linee guida per la classificazione sismica delle strutture ha reso possibile la determinazione della classe di rischio sismico (dalla lettera A+ alla G) attraverso l’applicazione di due metodi di analisi: il Semplificato, con una procedura speditiva proposta dalle stesse Linee Guida del DM, e il Convenzionale, con criteri progettuali previsti nel Cap. 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni. A seconda dell’incremento di classe conseguito, dopo aver effettuato i necessari interventi, sarà possibile ottenere il relativo bonus fiscale previsto dal Sismabonus.
 
 
 
 
Il metodo convenzionale, applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, si basa principalmente su due parametri: il PAM, la perdita annuale media, e l’IS-V, l’indice di sicurezza della struttura. Invece, il metodo semplificato è utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale. È basato sulla scala Macrosismica Europea (EMS) ed è possibile applicarlo alle strutture in muratura e, in specifici casi, alle strutture in c.a. e prefabbricati.
 
Le Norme Tecniche delle Costruzioni definiscono le categorie di intervento applicabili sulle strutture esistenti, di tipo locale e globale.
 
Il Sismabonus suddivide queste tipologie di intervento nei due metodi di classificazione del rischio sismico proposti precedentemente:
-        gli interventi di tipo locale rientrano nel metodo semplificato;
-        gli interventi di tipo globale, quali interventi di miglioramento e interventi di adeguamento, rientrano nel metodo convenzionale.
Prima di affrontare il calcolo della classificazione sismica con metodo convenzionale è necessario costruire un modello che simuli il comportamento reale della struttura. Questo è possibile tramite appositi software di calcolo strutturale, come Axis VM® per le strutture in c.a., acciaio e legno, e 3Muri® per strutture in muratura e miste.
 
Questi software, prodotti da S.T.A. DATA®, calcolano i parametri utili al fine dell’analisi. La classificazione sismica della struttura sarà successivamente effettuata dal software Sismotest®, anch’esso prodotto da S.T.A. DATA®, il quale, dopo un’accurata descrizione della struttura, utilizzerà i valori dei parametri per risalire alla classe di rischio pre e post interventi migliorativi, ottenendo così il passaggio di classe e una migliore resistenza in caso di sisma.
 
CLASSIFICAZIONE STATO DI FATTO DELLA STRUTTURA IN ESAME
 
 
CLASSIFICAZIONE STATO DI PROGETTO DELLA STRUTTURA IN ESAME
 
 
Per il metodo semplificato, la classificazione non ha bisogno di un modello completo della struttura. Esso è applicabile solo per interventi di tipo locale e non consente di esprimere giudizi relativi al comportamento complessivo in caso di evento sismico. Anche l’analisi semplificata può essere eseguita con il software Sismotest®, dedicato alla classificazione del rischio sismico di edifici in muratura e non. Il software produrrà una relazione di output nella quale saranno riportate le informazioni relative all’edificio in esame, inquadramento strutturale e comportamentale dell’immobile, dal quale si ricaverà il range del valore del PAM che classifica la struttura sia nello stato di fatto che nel progetto, tenendo conto gli interventi di miglioramento da normativa che si andranno ad effettuare.                      
 

    

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