Il BIM nella pratica quotidiana: le soluzioni GRAPHISOFT per affrontare le nuove sfide

08/04/2019 3072
Le esigenze dei progettisti si diramano in più direzioni, forse per la crisi che porta a diversificare la propria attività o perché nuove opportunità nascono con lo sviluppo stesso di nuovi strumenti tecnologici.
Questa moltitudine di flussi deve essere gestita all’interno di un processo, o meglio di più processi coerenti e fluidi e la cui circolarità costituisce sempre più l’oggetto del lavoro di organizzazioni, progettisti e produttori di software coinvolti nel mondo del BIM.
Ci troviamo quindi di fronte al consolidamento degli strumenti di progettazione e la proliferazione di sempre più soluzioni specifiche: rilievo scanner laser, stampa 3D, realtà aumentata, sono solo alcuni esempi di funzionalità emergenti nel panorama attuale che sono state incorporate all’interno del software ARCHICAD e che sono tuttora in rapida evoluzione.
 
Il rilievo laser, ad esempio, lungi dall’essere soltanto un’operazione preliminare al progetto, è divenuto uno strumento di verifica degli “As built”, degli Stati di Avanzamento Lavori, di analisi materica nei manufatti storici, ecc. Il rilievo laser è quindi una tecnologia che si integra organicamente allo sviluppo del progetto e che, attraverso l’impiego di strumentazione accessoria (droni, infrarossi, ecc.), trova sempre maggiori applicazioni, come ad esempio per la modellazione dei terreni e le loro georeferenziazione. In ARCHICAD abbiamo integrato da qualche anno la possibilità di importare la nuvola di punti: questa viene trasformata in un oggetto relativamente leggero (il limite della nuvola di punti è proprio la pesantezza dei file) e da qui gestita attraverso gli strumenti di modellazione BIM; dalla nuvola di punti importata è possibile prendere misure e ricalcare le sagome mentre per soluzioni più specifiche, affidate per lo più ad esperti del settore, ci sono a disposizione diversi plug-in e soluzioni di terze parti perfettamente compatibili con ARCHICAD, software in grado di importare (ed esportare) correttamente un gran numero di formati. Citiamo a titolo di esempio, PointCAB, un plug-in che permette di generare in ambiente ARCHICAD elementi BIM (travi, muri, solette, ecc.) partendo dal riconoscimento delle sagome di punti. 
 
Quanto affermato a titolo di esempio, vale allo stesso modo per altre tecniche e discipline: settori che non interagivano fino al recente passato, sperimentano oggi forme di collaborazione inedite. Uno degli aspetti che il BIM pone in rilievo è l’attenzione riposta verso ogni fase del progetto e non solo alla produzione degli elaborati grafici: il ciclo di vita del progetto nasce con l’analisi di fattibilità economica e si esaurisce soltanto con la dismissione e riciclo dei manufatti, passando attraverso le diverse dimensioni che lo caratterizzano. Questo genera nuove opportunità di collaborazione con figure professionali emergenti che si affiancano alle tradizionali (ingegneri, architetti, termotecnici, ecc.), quali ad esempio i professionisti del Real Estate che è ormai da considerare a tutti gli effetti come una disciplina autonoma.
 
Il professionista è posto di fronte a un bivio: specializzarsi, perdendo di vista il quadro d’insieme o rimanere nell’ambito della progettazione generale ma senza affrontare in questo modo problematiche essenziali. Da queste scelte dipende l’assetto dello studio di progettazione stesso che si articola maggiormente verso strutture tendenzialmente multidisciplinari. In questo caso, il nodo è dunque la gestione della complessità: offrire soluzioni intuitive e semplici all’uso senza per questo compromettere la qualità e la ricchezza dei servizi offerti.
 
ARCHICAD è uno strumento di authoring BIM affidabile, prestante e al contempo flessibile e intuitivo. Questa caratteristica è ulteriormente rafforzata dagli ultimi sviluppi del software che si avvale della tecnologia Predictive Design”, in fase di brevetto; si tratta di un algoritmo elaborato dai tecnici GRAPHISOFT dedicato al nuovissimo strumento scala, in grado di suggerire diverse soluzioni ad una tematica progettuale in corso di svolgimento: per raggiungere il livello superiore con i parametri impostati (parametri normativi che possono essere personalizzati e adattati alle realtà locali) ARCHICAD fornisce diverse alternative possibili fra cui l’utente potrà scegliere la più idonea.
Questo significa un risparmio di tempo e un approccio più libero e diretto al progetto che, unita all’ottima e fluida visualizzazione dell’area di lavoro, rendono il lavoro con ARCHICAD un’esperienza progettuale particolarmente appagante.
 
  
 
Fra le diverse nuove funzionalità incorporate all’ultima release (ARCHICAD 21, probabilmente una delle più ricche e meglio riuscite degli ultimi anni), consideriamo inoltre un importante miglioramento di risorse già presenti nel programma che permettono in questo modo di legare fra loro i componenti del progetto: il nuovo strumento parapetto, segue la sagoma degli oggetti sui quali viene posizionato, siano questi scale, solette o terreni con quote diverse. Gli oggetti, sulla base di questi sviluppi, possono essere gestiti in maniera maggiormente indipendente fra visualizzazione in pianta e 3D consentendo una più efficace gestione della grafica.
 
 
 
Ma ARCHICAD si propone anche e soprattutto nel ruolo di gestore del processo e fulcro dei molteplici flussi che caratterizzano l’operatività BIM. La strategia adottata in GRAPHISOFT per svolgere questo ruolo è stata da sempre, quella di promuovere e cercare il massimo grado di comunicazione con ogni tipo di software, strategia che è culminata nel concetto di OPEN BIM: nessuna casa produttrice è in grado di sopperire da sé a tutte le esigenze degli utenti e per una software house come GRAPHISOFT, nata in Ungheria nei primi anni 80, la ricerca della massima apertura è nata dapprima come esigenza mentre rappresenta oggi uno dei suoi principali punti di forza.
OPEN BIM è un approccio universale per la collaborazione durante le fasi di progettazione basato su standard e flussi di lavoro aperti. Il fulcro del concetto di OPEN è l’impiego di standard di riferimento universalmente riconosciuti di cui il formato IFC è il più noto ed impiegato, tanto da essere riconosciuto normativamente anche in Italia (UNI EN ISO 16739:2016). Il movimento OPEN BIM nasce nel 2012 dall’iniziativa di due produttori di software – Tekla e GRAPHISOFT - ed è supportato da varie organizzazioni, fra le quali i diversi capitoli BuildingSMART a cui GRAPHISOFT aderisce già dal 1995. Oggi OPEN BIM è una realtà estesa a cui partecipano altri produttori (in primis il gruppo NEMETSCHECK di cui GRAPHISOFT è parte integrante dal 2007), organizzazioni e progettisti del mondo delle costruzioni. 
 
  
  
In cosa consiste quindi l’approccio “open” rispetto al BIM cosiddetto proprietario, in cui una software house si propone di fornire da sé tutti gli elementi necessari al lavoro dei progettisti? GRAPHISOFT crede fermamente nei principi dell’OPEN BIM e questo si traduce in uno sviluppo e miglioramento continui della propria capacità di interloquire attraverso il formato IFC. Ne è testimonianza la creazione del nuovo Gestore delle Classificazioni presente nella release 21 di ARCHICAD che permette di associare ad ogni elemento di progetto qualsiasi sistema di classificazione e automaticamente di associarvi l’entità IFC più adatta allo scopo. Questo apporta due importanti benefici: il primo è che il lavoro di esportazione nel formato IFC non diventa un’operazione da eseguire a posteriori a progetto ultimato (fatto che per molti operatori BIM costituisce un ulteriore onere progettuale anziché un’opportunità), gli operatori ARCHICAD possono invece impostare correttamente i dati del flusso di lavoro durante il lavoro di progettazione e averli così immediatamente disponibili durante ogni fase di lavoro per un interscambio maggiormente dinamico; il secondo vantaggio è rappresentato dall’accuratezza della traduzione che significa avere file ben scritti e ben strutturati secondo lo scopo e gli usi specifici a cui sono destinati.
Cosa comporta questo? Una generale riduzione degli errori e una minor perdita delle informazioni verso qualsiasi soluzione software, senza particolari preclusioni, così da poter scegliere gli strumenti di lavoro (e di conseguenza i nostri collaboratori) sulla base delle competenze e non per una scelta di campo aprioristica.
Facciamo qualche esempio pratico: l’analisi energetica comporta un grado di difficoltà piuttosto elevato, in parte dovuto alla complessità dei calcoli che deve tener conto di diverse variabili, in parte a causa dei diversi adempimenti normativi locali a cui il professionista deve attenersi a seconda della Regione di appartenenza (e spesso anche della Provincia e del Comune). Gli sviluppatori dei software locali sono gli unici in grado di gestire l’estrema variabilità e la continua evoluzione della normativa, diversamente dalle grandi case produttrici il più delle volte nate all’estero. L’interscambio tramite il formato IFC, permette maggiori opportunità rispetto all’interscambio tramite plug-in specifici: i plug-in devono essere aggiornati per ognuno dei software da connettere, uno sforzo ingente che deve essere rinnovato periodicamente (almeno un paio di volte all’anno, per ogni software!). La strada dell’interscambio universale permette di concentrarsi sul proprio software e la lettura dei dati da IFC, con un notevole risparmio logistico a favore della qualità del processo.
In tal senso in GRAPHISOFT Italia abbiamo sviluppato diverse partnership con alcune delle principali software house italiane: STR, 888, LogicalSoft, ecc. e siamo così in grado di coprire l’intero arco delle esigenze degli operatori attraverso scelte libere e prive di vincoli di tipo commerciale; non vendiamo suite di prodotti, non imponiamo soluzioni che possono risultare ridondanti o superflue, forniamo semplicemente un unico prodotto performante e affidabile, capace di relazionarsi con le principali soluzioni presenti sul mercato; sono importanti in questo senso le sinergie con gli altri produttori che hanno portato ad elaborare traduttori d’interscambio specifici. Una delle maggiori difficoltà nell’uso del formato IFC è infatti la complessità d’uso ma, grazie a questo prezioso lavoro di collaborazione, GRAPHISOFT mette a disposizione il potenziale OPEN BIM anche agli utenti meno esperti: l’obiettivo è infatti quello di diffondere la pratica del BIM nel lavoro quotidiano e non a solo appannaggio di grandi realtà maggiormente strutturate. In linea con questo principio, è stato inaugurato un nuovo servizio gratuito che consiste nella formazione di un database da cui si possono scaricare liberamente e gratuitamente i traduttori verso i diversi software e i sistemi di classificazione provenienti da tutto il mondo.
 
 
Il passaggio di informazioni attraverso l’utilizzo di un formato d’interscambio (IFC) costituisce il presente e il futuro nel campo delle costruzioni: in altri settori produttivi, dall’industria all’elettronica, vengono impiegati anche molti più standard rispetto al settore edile. Ma gli sviluppi della tecnologia informatica offrono ulteriori opportunità di comunicazione che possono prescindere dall’uso di un formato specifico. E’ quanto è stato elaborato dai tecnici GRAPHISOFT in collaborazione con McNeel, sviluppatori di Rhinoceros mettendo a punto la Live Connection Rhinoceros/Grasshopper/ARCHICAD, un sistema che connette bidirezionalmente le entità geometriche generate in ambiente Grasshopper, con entità native di ARCHICAD.
La LIVE CONNECTION è un potente strumento in grado di far incontrare due mondi distinti ma la cui combinazione apre nuovi orizzonti nella progettazione: da un lato il potenziale creativo della Progettazione Algoritmica, la possibilità cioè di generare forme estremamente complesse e gestirle attraverso i parametri preimpostati dall’utente anziché da operazioni di tipo grafico; dall’altro il BIM con il pieno controllo che garantisce su ogni aspetto della progettazione.
BIM e Progettazione Algoritmica si integrano grazie alla Live Connection e offrono agli operatori una pluralità di soluzioni senza limiti, nessun campo della progettazione e dell’analisi è precluso: dall’analisi energetica, al calcolo e l’ottimizzazione strutturale e costruttiva, l’impiego dei database territoriali, sono tutti aspetti (insieme a molti altri ancora) che trovano una collocazione nel processo generale, non come fatti disgiunti ma all’interno di un insieme organico e coerente. È il cerchio che si chiude.
 
 
Il BIM è un processo collaborativo, che richiede spesso la collaborazione simultanea di parecchi operatori, a volte situati in sedi differenti. Abbiamo quindi elaborato uno strumento per la gestione progettuale, al solito flessibile e performante, il BIMcloud, che consente ai nostri utenti la collaborazione ai massimi livelli di efficienza; questo si configura come un ambiente condiviso su base cloud in grado di connettere più istanze progettuali senza alcun tipo di limitazione, né logistica, né di Hardware, garantendo lo sviluppo di progetti di grandi dimensioni senza dover ricorrere a workaround limitativi (come ad esempio l’espediente di suddividere il modello in più parti per gestirne le dimensioni). Ciò è favorito dalla tecnologia DELTA-server™ che permette la trasmissione delle sole modifiche progettuali in atto anziché dell’intero modello velocizzando di molto i processi di trasmissione; inoltre il download del modello ad ogni inizio di sessione viene eseguito una sola volta mentre gli altri client accedono alla versione già salvata in locale.
Il BIMcloud è una soluzione che garantisce il massimo livello di sicurezza, sia nella gestione dei back-up automatici che nella sicurezza dei dati attraverso un efficace sistema di gestione dei ruoli e dei compiti assegnati. 
 
Oltre ad essere elaborato e gestito, il progetto deve essere comunicato in maniera incisiva: BIMx PRO è la più volte premiata app di visualizzazione BIM del progetto su dispositivi mobili, sia tablet che smartphone, sia iOS che Android. È possibile inoltre sperimentare l’esperienza della realtà immersiva grazie all’uso di semplici Google Cardboard o, per una visione migliore, di visori più evoluti. Ma BIMx PRO non è solo un visualizzatore del modello 3D e degli elaborati grafici, ma consente anche la consultazione di tutte le informazioni di cui il nostro Building Information Model è composto: le informazioni sono quindi totalmente personalizzabili e non sono limitate a set di dati prestabiliti.
 
 
Ciò rende il BIMx PRO uno strumento estremamente utile non soltanto per i progettisti che mostrano il progetto al proprio cliente, ma anche alle imprese durante le fasi di cantierizzazione; agli installatori che localizzano con esattezza dove intervenire e consultare le istruzioni di montaggio o le fasi di manutenzione; all’appaltatore che può seguire l’evoluzione delle operazioni di vendita e rendere disponibile ai clienti le informazioni relative agli alloggi in vendita come una sorta di brochure multimediale; il modello BIMx può essere utilizzato come una sorta di “fascicolo del fabbricato” interattivo ad uso degli amministratori dello stabile, ecc.  Gli usi dell’Iper-Modello BIMx sono molteplici e non hanno limiti grazie all’universalità dello strumento: non forniamo diversi strumenti specializzati per ogni singola funzione ma strumenti ben congeniati che si adattano facilmente ad esigenze plurime. La possibilità di inserire dei link esterni agli oggetti dischiude un ulteriore ventaglio di possibilità: cliccando sul link relativo, si possono consultare dei cataloghi, delle schede tecniche, aprire delle pagine web, avviare una telefonata, inviare una mail, consultare una mappa, ecc... qualsiasi operazione sia consentita attraverso il web. E viceversa, è possibile accedere al BIMx e a ogni singolo elemento del progetto partendo da dei link esterni presenti su delle semplici tabelle Excel, oppure da una pagina web o da altre applicazioni: in questo modo le operazioni possono essere bidirezionali e connettere potenzialmente altri strumenti di gestione, quali la domotica o la georeferenziazione.
 
 
CONCLUSIONI
 
Sia per piccoli che per grandi studi, per il singolo progettista o per la società di progettazione, ARCHICAD e le soluzioni GRAPHISOFT dimostrano una grande capacità di adattamento alle esigenze dei propri utenti.
Per le realtà più piccole ARCHICAD è un software che permette di sviluppare al suo interno la maggior parte delle funzioni necessarie al lavoro di progettista sfruttando al massimo le risorse disponibili: progettazione, computazione, render e visualizzazione, importazione della nuova di punti o generazione di terreni dai dati del rilievo, georeferenziazione e connessione con Google Earth, analisi energetica, modellazione impiantistica, ecc.
Per le realtà più grandi, ARCHICAD favorisce un dialogo con le diverse figure coinvolte, inteso sia come interscambio di dati informatici che come occasione di incontro tra professionalità diverse provenienti da contesti fra i più vari. Infatti, il dialogo è in GRAPHISOFT uno dei fattori essenziali della sua crescita: interscambio attraverso la condivisione di standard; dialogo serrato con la comunità dei propri utenti che costituiscono una base molto coesa; sinergie con altri produttori complementari; dialogo con i partner strategici, per lo più grandi studi di progettazione di fama internazionale; sono i fattori che determinano con decisione lo sviluppo di questo software.
Oggi questa ricerca di dialogo viene attualizzata per favorire l’intesa con la comunità di Rhino e Grasshopper, strumenti che sono riconosciuti come i principali punti di riferimento nei campi del Design e della Digital Fabrication e lavorando a una sempre maggiore coesione con gli altri software all’interno del gruppo NEMETSCHECK, un potenziale ancora da scoprire e che in alcune occasioni ha già prodotto notevoli risultati (incorporazione del motore di render di Cinema 4D in ARCHICAD).

Per entrambe le realtà, grandi o piccole che siano, lo scopo è di portare il BIM nella pratica quotidiana, tirandolo fuori da logiche elitarie ed esclusive.   

INFO >> GRAPHISOFT Italia | www.graphisoft.com/it | +041 8943500 | italia@graphisoft.com