Una stampante 3D crea la scenografia del Teatro dell'Opera di Roma

04/10/2017 1997

Il Fra Diavolo di Daniel Auber, con la direzione di Rory Macdonald e la regia di Giorgio Barberio Corsetti avrà una scenografia stampata 3D.

Si tratta di una novità non solo per l'Opera di Roma, ma anche a livello internazionale.

Il lavoro, grazie all'intercessione di Riccardo Luna, organizzatore di Maker Faire Rome è stato affidato alla Wasp, azienda di Massa Lombarda (Ravenna) che proprio a Maker Faire aveva presentato la stampante 3D più grande al mondo, in grado di realizzare intere case. Ciononostante, creare una scenografia simile non è stato un compito semplice, come racconta l'ad di Wasp, Massimo Moretti: «Non sapevamo se ce l'avremmo fatta. Abbiamo dovuto affittare un capannone e costruire 5 stampanti adatte a produrre larghi pannelli che poi, uniti fra loro, avrebbero composto la scenografia, lunga 12 metri e alta 6. Abbiamo scelto un materiale plastico ecologico, facilmente trasportabile, e abbiamo dovuto studiare tutto nei minimi particolari, perché gli oggetti stampati in 3D tendono a ritirarsi. Ma questa impresa ci ha aperto un mondo: adesso siamo gli unici in grado di realizzare stampe di grandi dimensioni. Siamo un esempio di come l'arte possa venire in aiuto del mondo imprenditoriale».

«La cosa davvero incredibile è che con questa tecnica si può realizzare istantaneamente ciò che si disegna - dice un entusiasta Corsetti - La scenografia di quest'opera, tripudio di linee tonde che simboleggiano una realtà distorta, può essere creata soltanto con la stampa 3D». E gli fa eco lo scenografo Massimo Troncanetti: «Era esattamente quello che ci serviva: una superficie grezza che ricordasse il cemento e le speculazioni edilizie degli anni 50 a Terracina (dove questo allestimento di Fra Diavolo è ambientato, ndr) e che fosse anche adatta a proiettarci sopra immagini e colori». Corsetti ne è convinto: «Il nostro è solo il primo esperimento di utilizzo di questa tecnologia nell'arte, ma le prospettive, anche in altri campi, sono sconfinate: è una vera rivoluzione ecologica».

Fonte: il messaggero