Progettazione gratis, querelle infinita: Comune Catanzaro contro Architetti

10/10/2017 2620

Incarichi di progettazione gratuiti: la sentenza del Consiglio di Stato continua a tenere banco. Per il Comune di Catanzaro lavorare gratis è possibile se arreca un vantaggio alla comunità. Replica del Cnappc: cittadini di Catanzaro forse considerati di serie B, disinteresse del Comune per il destino delle opere pubbliche della città

Che la sentenza 4614/2017 del Consiglio di Stato avrebbe scatenato polemiche infinite era abbastanza prevedibile: dopo la pronuncia di Palazzo Spada che di fatto considera legittimi gli incarichi di progettazione a titolo gratuito per le opere pubbliche e la reazione di tutte le associazioni di categoria, è il turno della risposta del Comune di Catanzaro, alla quale ha fatto seguito un'altra replica del Cnappc (Ordine Architetti).

La replica del Comune di Catanzaro
L’architetto Giuseppe Lonetti, dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Catanzaro, si è scagliato prevalentemente contro le dichiarazioni di Giuseppe Cappochin, presidente dell'Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc), che all'indomani della sentenza ha parlato di "caporalato intellettuale e professionale".

Il funzionario del Comune ha definito "sconcertante e angosciante" l’intervento di Cappochin, che a suo avviso "non ha adeguata contezza dei limiti afferenti i suoi compiti istituzionali". Lonetti difende il suo operato e quello dei colleghi. “Nel nostro ruolo di funzionari della Pubblica Amministrazione, abbiamo approfondito la normativa vigente soprattutto con riferimento al principio di concorrenza e libertà di mercato, principio cardine dell’Unione Europea. Il procedimento è stato gestito con la massima trasparenza e correttezza amministrativa nell'assoluto perseguimento dell'interesse pubblico, infatti, per garantire ulteriormente l'amministrazione comunale, abbiamo ritenuto, prima di indire il bando, di chiedere specifico parere alla Corte dei Conti incidendo tale procedimento sul contenimento della spesa pubblica; sulla scorta del parere dettagliatamente favorevole abbiamo dato corso al bando malgrado le ripetute offese mediatiche ricevute dagli Ordini locali".

Secondo Leonetti, "il Consiglio di Stato ha stabilito la legittimità della procedura con argomentazioni giuridiche insuperabili e, soprattutto, orientate al pieno rispetto e applicazione della normativa europea. In sostanza, sulla questione degli incarichi gratuiti si è sempre determinata favorevolmente la Cassazione Civile, la Corte dei Conti e ora il Consiglio di Stato". Fondamentalmente, secondo Lonetti - e Palazzo Spada - "lavorare gratis è possibile se arreca un vantaggio alla comunità".

Non solo. Dopo aver denunciato le intimidazioni ricevute dagli Ordini professionali, il Comune di Catanzaro afferma che grazie all'incarico gratuito 'legittimato' dal Consiglio di Stato (per la redazione del piano strutturale della città) si garantirà un risparmio di almeno 600mila euro. “Risparmio da cui trarrà beneficio la comunità catanzarese in quanto le ridotte risorse economiche disponibili, considerata la nota carenza finanziaria di tutti i comuni, saranno utilizzate per interventi urgenti di messa in sicurezza delle scuole, delle strade o di un miglioramento del decoro urbano. I progettisti che saranno incaricati, invece, ne avranno forte immagine professionale e miglioramento dei curricula personali concretizzandosi le posizioni giuridiche assunte dalla Cassazione Civile, dalla Corte dei Conti e dal Consiglio di Stato nel rispetto della concorrenzialità e libertà di mercato principio cardine della Unione Europea”.

Secondo Lonetti, inoltre, “allo stato attuale, in seguito al reinserimento del Decreto parametri uno stesso intervento avrà per la pubblica amministrazione un costo minimo tre volte superiore a quello richiesto al privato che invece beneficia della concorrenza e libertà di mercato”. Lonetti conclude la sua nota promettendo non solo di accertare se le offese ricevute costituiscono diffamazione, ma anche di rivolgersi all’Antitrust, al Ministero della Giustizia, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Corte dei Conti per capire se il comportamento degli Ordini ha condizionato la concorrenza e se l norme che impongono il DM parametri siano conformi ai limiti della spending review.

La risposta di Capocchin
"Quello che colpisce nelle irricevibili affermazioni di un dirigente del Comune del Catanzaro dopo l’intervento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – risponde Giuseppe Cappochin - è il totale disinteresse nei confronti dei cittadini di Catanzaro, considerati, forse, di serie B e non degni, quindi, di poter usufruire, come gli altri, di scelte strategiche e, di conseguenza, di opere pubbliche di qualità".

"É bene che tutti tengano ben presente - si legge nella nota diramata dal Cnappc - che il Piano di una città è un impegno progettuale strategico dal quale deve nascere un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, affinché la città sia, sempre più ed allo stesso tempo, un luogo desiderabile dove vivere, lavorare, formarsi, conoscere e divertirsi e luogo produttivo e attrattivo per gli investimenti, per i giovani, per i ricercatori e professionisti di talento. Ma la qualità ha un costo, comunque di gran lunga inferiore al plusvalore che è in grado di generare, principio questo che, ovviamente, vale sempre anche per le prestazioni professionali”.

Capocchin entra poi nel merito della sentenza, definendola "vittoria di Pirro per il Comune di Catanzaro: quella procedura di gara, bandita oggi, sarebbe nulla ai sensi dell'art. 24 comma 8 del D.Lgs 50/2016, che prevede obbligatorio l'utilizzo del Decreto Parametri. Obbligatorietà che rappresenta una conquista per gli architetti italiani grazie all’accoglimento dei nostri emendamenti al Codice degli Appalti affinchè fosse introdotta. La sentenza del Consiglio di Stato ha “fotografato”, invece, solo la normativa vigente in precedenza senza considerare che oggi non è più attuabile una procedura di gara bandita senza compensi per i professionisti".

"A chi si è ritenuto personalmente offeso come professionista a seguito dell’intervento del Consiglio Nazionale sulla sentenza del Consiglio di Stato suggerisco di rileggere il proprio Codice Deontologico il quale prevede che l’assenza di compensi venga considerata pratica anticoncorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri di mercato e costituisce grave infrazione disciplinare. E il voler bandire una gara a compensi zero viola tale principio deontologico".
 
Per il Consiglio Nazionale la sentenza del Consiglio di Stato disattende, poi, i principi del Trattato Ue e gli articoli della Direttiva 2014/24/UE e quello che si ritiene essere un bando a tutela della concorrenza è in realtà una "discriminazione alla rovescia", principio anch'esso di matrice comunitaria.  Questo poiché la concezione della procedura d’appalto con il compenso di un euro limita enormemente la possibile partecipazione, contravvenendo all’obiettivo di favorire una concorrenza reale tra i professionisti nel mercato dei servizi dell’architettura e dell’ingegneria. Utilizzare la concorrenzialità per arrivare al concetto di gratuità, come effettuato dal Consiglio di stato, è quindi un criterio che restringe la concorrenza anziché ampliarla.
 
A ciò si aggiunga, continua la nota, “il vantaggio ed il beneficio che acquisisce la Pubblica Amministrazione da una prestazione gratuita, e che il bando del Comune di Catanzaro costituisce per lo stesso Comune anche un indebito arricchimento ai sensi degli articoli 2041 e 2042 del Codice Civile tuttora vigenti”.