Quinto Conto Energia - Intervista a Valerio Natalizia, Presidente di ANIE/GIFI

12/07/2012 2299

Intervista a:
Valerio Natalizia
Presidente ANIE/GIFI

 

 

 

 


Dopo una lunga attesa il Quinto Conto Energia è stato approvato in via definitiva ma, nonostante le modiche apportate, il decreto interministeriale non ha trovato il favore delle Associazioni di categoria. INGENIO ha intervistato Valerio Natalizia, Presidente di ANIE/GIFI.

Presidente, ANIE/GIFI si è espressa negativamente a proposito del decreto sul 5° Conto Energia per il fotovoltaico. Quali sono le principali criticità che rischiano di bloccare l’intero settore?
Il blocco del settore fotovoltaico è una realtà che, purtroppo, si sta verificando in queste settimane grazie all’emanazione di un Decreto miope e punitivo per l’industria fotovoltaica italiana.
L’imposizione del registro per gli impianti sopra i 12 kW, benché criticato persino dalla Commissione Europea, e l’annuncio prematuro del cambio legislativo hanno avuto come effetto immediato quello di accelerare la corsa all’installazione prima del raggiungimento dei 6 miliardi € annui causando un utilizzo più rapido e meno sostenibile delle risorse economiche a disposizione per il settore.
Il risultato è che il 5° Conto Energia rischia di entrare in vigore con il contatore del GSE già ben oltre i 6 miliardi € annui rendendo la legge stessa obsoleta.
In definitiva con il 5° Conto Energia il mercato è contingentato, la burocrazia è di nuovo aumentata e lievitano i costi anche per le casse dello Stato in quanto aumentano le richieste di cassa integrazione e si riducono le tasse pagate dalle aziende del fotovoltaico che nel 2011 hanno versato circa 2 miliardi di €.

Quali i principali punti chiave della strategia energetica nazionale per lo sviluppo del settore?
La Strategia Energetica Nazionale deve contemplare adeguatamente il cambio di paradigma al quale la maggior parte dei paesi industrializzati stanno guardando in un ottica di rilancio dell’economia, di innovazione tecnologica e della riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente e la salute umana. L’infrastruttura energetica di un Sistema Paese non può continuare ad essere messa a rischio dall’emanazioni di leggi ad contestum che sembrano essere disconnesse l’una dall’altra.

Le industrie italiane che operano nel campo delle energie rinnovabili stanno subendo un aumento molto rilevante di fatturato. Quali sono ad oggi le reali possibilità del settore?
Se questo era vero fino al 2010, purtroppo dobbiamo registrare una netta inversione di tendenza già a partire dal 2011, almeno per quanto riguarda il settore fotovoltaico. Tre cambi legislativi importanti in 18 mesi e svariati cambi a livello normativo hanno messo le aziende in ginocchio. L’unica ancora di salvataggio per l’industria fotovoltaica italiana è la ‘vera’ liberalizzazione del mercato elettrico. In questo contesto è auspicabile una urgente azione da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas per regolare i Sistemi Efficienti di Utenza, i cosiddetti SEU, che permetteranno la produzione e la vendita di elettricità anche sulla base di contratti privati.

Puntare sulle fonti energetiche rinnovabili (fer) può rappresentare un’occasione per creare nuova occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, oltre che stimolare la ricerca e l’innovazione tecnologica? E quindi un modo per uscire dalla attuale crisi?
Assolutamente si, è quello che tutto il settore, ma anche prestigiosi Istituti e Università indipendenti hanno più volte ripetuto agli organi di Governo. Il 5° Conto Energia e il Decreto FER purtroppo vanno nella direzione opposta.

Tra le diverse tipologie di rinnovabili (solare, eolico fotovoltaico, ecc.) su quali si dovrebbe puntare con maggiore decisione nel nostro Paese?
Nell’ottica di decarbonizzare la produzione energetica e di una maggiore indipendenza dalle importazioni tutte le fonti rinnovabili sono importanti.
 

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