"Noi ci siamo. Ingegneria… Tutela e Sviluppo" - Intervista a Marco Manfroni, Presidente Ordine di Rimini

26/07/2012 7645

Intervista a:
Marco Manfroni
Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Rimini

 

 


 

"Noi ci siamo. Ingegneria… Tutela e Sviluppo". È con questo titolo che si aprirà il Congresso Nazionale degli Ingegneri. Millecinquecento, tra ingegneri liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici, docenti universitari, provenienti da tutta Italia, si incontreranno a Rimini per discutere dei temi cruciali per lo sviluppo della professione e della capacità di incidere, attraverso l’attività svolta, sulla società migliorando le condizioni di vita e la sicurezza dei cittadini.

Un evento che arriva in un momento molto delicato per il Paese, per la categoria e, in generale, per gli Ordini professionali: sarà l’occasione giusta per rivendicare il compito delicato dell’ingegnere, quello di tutelare la sicurezza del cittadino, e il valore intellettuale di una professione da sempre motore economico e sociale per il bene della collettività.

Il Paese ha bisogno di tornare a crescere – spiega l’ing. Manfroni, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Rimini - per crescere serve innovazione e l’innovazione, come le idee, per funzionare deve avere un proprio motore. Gli ingegneri possono essere il motore del nuovo sviluppo del Paese.
Un appuntamento importante per parlare di futuro della professione, dell’organizzazione del lavoro, della fiscalità, del tirocinio e dei tanti temi che riguardano la riforma delle professioni.

Dal 12 al 14 settembre gli Ordini degli ingegneri si ritrovano a Rimini, per il 57° Congresso Nazionale, a distanza di un anno dal precedente evento. Cosa è cambiato?
Molto. La situazione economica invece di migliorare è pesantemente cambiata, colpendo il mondo degli ingegneri, in particolare dei professionisti, in modo sensibile. È cambiato il governo, che ha subito messo tra le sue priorità la riforma delle professioni. C’è stato il terremoto, dove sono crollati anche edifici con meno di 10 anni di vita.
Questo Congresso arriva nel momento giusto, e noi, come dice il titolo che abbiamo scelto CI SIAMO, per dare TUTELA a questo PAESE, per stimolare un nuovo SVILUPPO.

Tutela significa sicurezza. Siamo nel mondo della globalizzazione e internazionalizzazione, delle grandi società, dell’ICT transazionale, dei grandi capitali e dello spread… ha ancora senso affidare la tutela della sicurezza a dei singoli professionisti e alla loro firma?
Quando subentrano i grandi interessi e si spersonalizzano i problemi si finisce spesso per perdere di vista le responsabilità … Noi ingegneri abbiamo un compito complicato. Prima di utilizzare ogni innovazione dobbiamo avere la certezza che le prestazioni previste saranno raggiunte, mantenute nel tempo, siano compatibili con gli altri elementi del sistema, non mettano in pericolo la sicurezza delle persone, e spesso dobbiamo preoccuparci che continuino a funzionare anche nel caso che ci sia qualcosa che non va. L’ingegnere fornisce una tutela a misura d’uomo, perché parte dall’uomo. E in Italia questo avviene con un sistema di controllo unico, che risponde al ministero degli interni, ma che non costa un euro al cittadino.
L’ingegnere risponde e c’è sempre, non scompare come una Srl, non si nasconde dietro a una sigla pomposa, mette la sua firma, quindi la sua faccia. Questo è la base di ogni riforma delle professioni. E questo lo diremo al Congresso.

Il cittadino percepisce questo valore?
Girano delle barzellette sugli ingegneri e sulla loro capacità di comunicare. Non sono sempre delle barzellette e una delle nostre pecche è proprio nel non comunicare. L’anno scorso in una fiera italiana è intervenuto il Responsabile Marketing di SOM, uno degli studi di architettura e ingegneria più importanti al mondo. Da noi è quasi vietato farsi pubblicità.
Alcuni Ingegneri di Rimini lo scorso anno si sono resi conto che occorre rendere i cittadini partecipi dei problemi che gli ingegneri trattano per loro, in particolare quello del sisma. È nata così l’Associazione Io Non Tremo che si è occupata di una serie di eventi in cui parlare di terremoto al cittadino comune. Un successo senza precedenti, oggi richiesto da tanti ordini.
Dobbiamo quindi comunicare, al cittadino, alle aziende, alle istituzioni.

E per quanto riguarda lo sviluppo?
Per ogni settore le norme sono il limite superiore in cui si deve operare. Per l’ingegnere sono la base, il limite inferiore. Ingegneria ha la sua etimologia nel latino ingenium, col suo duplice significato di congegno e capacità mentale. Vede, gli ingegneri sono impegnati in tanti campi di applicazione, con preparazioni tecniche molto diverse, ma una unica fonte culturale, un imprinting che viene dall’università e da approccio al problema: “il metterci la capacità mentale”.
L’ingegnere vive di ricerca, e di ricerca parleremo durante il Congresso, ma fa al tempo stesso sempre ricerca. Il software è uno strumento e supporto, ma non può sostituire la funzione primaria del ragionamento ingegneristico, qualsiasi sia il settore.
Attenzione: non sto parlando solo per interesse della categoria, ma del Paese.

Ovvero, cosa intende?
Il Paese ha bisogno di tornare a crescere, per crescere serve innovazione, e l’innovazione, come le idee, per funzionare deve avere un proprio motore. Prima ho ricordato la radice latina della parola ingegneria (Ingenium), ora vorrei ricordare quella inglese: engine, motore.
Noi possiamo essere il motore del nuovo sviluppo del Paese.

Il lavoro quindi non manca?
Purtroppo manca. Abbiamo studi in cui si è fatto a meno dei tirocinanti, in cui si sono chiuse le sedi secondarie, in cui si fa fatica a pagare i contributi. Una parte importante degli ingegneri sono impiegati in Edilizia, dove si ha avuto un crollo del mercato del 50% in tre anni. La nostra industria meccanica risente la concorrenza delle aziende asiatiche. L’industria chimica è sempre di più in mano a multinazionali non italiane.
Per la prima volta laurearsi in ingegneria non significa lavoro sicuro.
In questo Congresso dobbiamo quindi parlare di futuro della professione, dell’organizzazione del lavoro, della fiscalità, del tirocinio.

Il tirocinio nel settore dell’ingegneria non è un obbligo?
È un argomento molto dibattuto e io personalmente ho voluto che in questo Congresso fossero presenti molti giovani. Abbiamo quindi avviato specifiche iniziative per coinvolgere i giovani ingegneri di tutte le province italiane. La mia idea è che non esistano giovani o vecchi ingegneri ma solo ingegneri. Quello che è un problema dei vecchi di oggi lo sarà domani per gli attuali giovani. Ogni ingegnere deve poter partecipare al dibattito che riguarda il suo futuro.

Al Congresso si parlerà anche di tariffe?
Le tariffe non erano più applicate da tempo e da tempo i professionisti seri forniscono preventivi scritti e dettagliati e lavorano solo dietro specifiche lettere di incarico.
Piuttosto mi chiedo cosa succederà per le prestazioni di ingegneria negli appalti: ora che le tariffe sono state eliminate manca qualsiasi riferimento a uso e consumo delle stazioni appaltanti, che non avranno alcun ragguaglio per giudicare la congruità delle offerte.

Tra gli argomenti oggetto della riforma delle professioni anche il tema dell’aggiornamento obbligatorio?
Non esiste professionista degno di tale nome che non ritenga di dovere dedicare parte del suo tempo alla formazione e all’aggiornamento tecnico. Renderla obbligatoria? Ci sono molti problemi da affrontare, come quello di chi fa la professione part time.

Perché a Rimini un Congresso di così spessore politico, e non direttamente a Roma?
Perché Rimini è il luogo ideale per incontrarsi, per parlare, per confrontarsi. Nel cuore della Romagna, al centro dell'Italia è qui più che altrove si conosce il valore dell'ospitalità. In Romagna si è accolti con calore e giovialità, ci sono cose da vedere e da toccare, storie e suoni da ascoltare, profumi da annusare, sapori da assaggiare.
Rimini si propone come destinazione ideale per eventi e congressi. Situata in un territorio ricco di risorse, con un'elevatissima ricettività alberghiera di qualità, vanta una vasta gamma di strutture tra le quali il nuovo Palacongressi, dov’è la sede del 57° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d'Italia. Ad un'ora dall'aeroporto internazionale G. Marconi di Bologna, collegata alle maggiori città italiane da autostrade e linee ferroviarie, è facilmente raggiungibile dalle principali città d'Italia, d'Europa e del mondo.
Questo era il “clima” ideale per poter dibattere senza “drammatizzare di argomenti ormai drammatici”. Sarà più facile affrontare questo Congresso e arrivare a soluzioni condivise.

Quindi non solo lavoro al 57° Congresso?
Oltre al programma sociale, all’immancabile torneo di calcio una importante novità: il primo campionato di vela.
Ma per saperne di più visitate il sito www.congressonazionaleingegneri2012.it