Documento informatico e firma elettronica: dalla firma digitale alla “mobile signature”

Da tempo abbiamo poggiato, forse senza esserne del tutto consapevoli, i nostri documenti e i nostri contratti lungo i binari infiniti del web 2.0. E le certezze del diritto sembrano essere messe a dura prova dai confini incerti di nuove consuetudini che mutano spesso direzione proprio perché si muovono attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali che si cambiano d’abito ogni giorno.
In verità la normativa, a partire dagli anni ’90, sta provando (e a volte ci riesce anche bene) a inseguire queste continue trasformazioni che sono culturali, sociologiche, economiche, prima ancora che giuridiche. Ma sarà soprattutto l’opera di puntigliosa rilettura e interpretazione del giurista attento a questi mutamenti a permettere al diritto di evolversi e a far seguire una strada giuridicamente corretta a comportamenti contrattuali e documenti che sono ormai “privi di peso”.
Per cercare di comprendere appieno le problematiche della firma di un documento informatico occorre prima di tutto capire cosa caratterizza il nuovo modo di documentare digitalmente fatti e atti giuridicamente rilevanti. Infatti, in modo inesorabile, ogni nostro comportamento avviene oggi on line e la nostra memoria non è più conservata su supporti che segnano in modo immodificabile il tempo di ogni nostra azione.
Possiamo dire oggi di possedere la prova informatica certa e inconfutabile del nostro acquisto su un sito di e-commerce? Riceviamo un’attestazione documentata e producibile in giudizio dalle procedure di home banking attraverso le quali effettuiamo un pagamento? Ha valore giuridico il contratto stampato che mi consegna un albergo dopo che ho siglato su un tablet la mia volontà di accettare le condizioni generali relative al mio pernotto?
Muoviamo i nostri passi lungo le strade della semplicità e della semplificazione telematica, senza neppure porci quelle domande che invece ci appaiono ovvie nel vecchio mondo garantito dalla carta sottoscritta. In verità, siamo letteralmente travolti da questo passaggio epocale che ci porta a dimenticare le ragioni del documento pesante e statico che ci aveva abituati a testimoniare con certezza le nostre azioni giuridicamente rilevanti per cedere il passo a un documento dinamico, che si condivide, che diventa “partecipativo”, ma che anche si modifica ogni giorno e non sempre garantisce una memoria autentica delle nostre azioni passate.

Per ulteriori approfondimenti potete scaricare l’e-book “Guida pratica su firme elettroniche e firme grafometriche” realizzato dal team del Digital & Law Department e pubblicato da Edisef al seguente link:
http://www.edisef.it/guida-pratica-su-firme-elettroniche-e-firme-grafometriche

 

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ANORC, Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale, è un’associazione senza scopo di lucro che mette in comunicazione le conoscenze e i bisogni di tutti i professionisti che operano nell’innovativo settore della Dematerializzazione e della Conservazione digitale dei documenti, i così detti "amanuensi del digitale" che assicureranno ai nuovi archivi fatti di bit durata e immutabilità nel tempo

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