Regolamento edilizio unico: anche Veneto e Piemonte recepiscono

Regolamento edilizio tipo: i comuni veneti dovranno adeguare i propri regolamenti entro il 21 maggio 2018, quelli piemontesi entro il 22 maggio

Dopo Campania (DGR del 23 maggio 2017 n. 287), Emilia Romagna (DGR 922/2017), Liguria (DGR del 14 aprile 2017 n. 316), Lazio (DGR del 19 maggio 2017 n.243), Puglia (DGR dell’aprile 2017, n. 554 – DGR 4 maggio 2017 n. 648 e successivamente la legge 11/2017), anche Veneto e Piemonte recepiscono il Regolamento edilizio unico (o tipo), che si riferisce all’Intesa della Conferenza Unificata n. 125/CU del 20 ottobre 2016 finalizzato a uniformare e semplificare le norme e gli adempimenti in materia. In merito, ricordiamo che il termine per il recepimento da parte delle Regioni ordinarie è scaduto lo scorso 18 aprile.

Veneto
Con questo provvedimento di recepimento – spiega l’assessore al territorio, Cristiano Corazzari – diamo certezza normativa e operativa alle amministrazioni locali, ai tecnici e agli operatori economici che operano nel campo dell’edilizia. Voglio ricordare che lo schema di regolamento e i relativi allegati costituiscono livelli essenziali delle prestazioni concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.

Il Regolamento Edilizio Tipo indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, e dovrà essere adottato dai comuni veneti, che ad esso adegueranno i propri regolamenti edilizi, entro 180 giorni dalla data di approvazione del provvedimento di recepimento, quindi entro il 21 maggio 2018.

Importante: le 42 definizioni uniformi non si applicheranno a procedimenti in corso alla data di approvazione del provvedimento comunale, ovvero allo scadere del termine assegnato per provvedere all'adeguamento. "Inoltre, abbiamo dato mandato ai Comuni - prosegue Corazzari - nell'ambito della propria autonomia, al fine di assicurare l’invarianza delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici comunali, di adottare specifici provvedimenti che individuino le modalità di trasposizione dei parametri edificatori previsti negli strumenti urbanistici vigenti conseguenti l’applicazione delle nuove definizioni unificate".

Piemonte
Approvato un giorno dopo rispetto al Veneto, in Piemonte i comuni potranno adeguarsi entro il 22 maggio 2018.

Regolamento edilizio unico: cos'è
Ricordiamo che le 42 definizioni uniformi (contenute nell’Allegato A al regolamento), trattano in pratica tutte quelle comuni, dalla "superficie netta" alla “superficie utile”, dal “soppalco” alla “sagoma”, oppure anche solo “l’altezza dell'edificio”.

L’Allegato B elenca invece 118 norme statali che hanno un impatto sull'edilizia: nel nuovo regolamento comunale, in ogni caso, qualsiasi norma statale viene richiamata esclusivamente attraverso il rinvio all'Allegato B.

Il regolamento edilizio tipo si articola pertanto in due parti:

  • Principi generali e disciplina generale dell'attività edilizia;
  • Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia.

Tra i principi generali, sono compresi la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.

Le disposizioni regolamentari comunali contengono invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. In ogni caso, gli da perseguire riguardano semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.

Tempistiche e recepimento
La Regioni avevano 180 giorni (termine massimo, scadenza 18 aprile 2017) per adeguarsi al regolamento: in caso di recepimento, il comune è a sua volta obbligato ad adottarlo entro i successivi 180 giorni. In assenza di recepimento ufficiale, scaduti i 180 giorni, le definizioni uniformi e le norme sovraordinate (statali e regionali) “trovano diretta applicazione”.

Se invece le regioni non si adeguano entro la scadenza - ma non sono previste sanzioni - il comune può recepire il regolamento ma non è obbligato a farlo. E, in ogni caso, Il recepimento delle definizioni uniformi non comporta la modifica degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano comunale vigente.

La situazione attuale
Tutte le Regioni hanno previsto il termine massimo di 180 giorni per il recepimento a livello comunale. Alcune, come previsto dall’Intesa, hanno individuato le definizioni aventi incidenza sulle previsioni dimensionali e fornito alcune indicazioni tecniche ai fini di una corretta interpretazione (es. Liguria) oppure chiarito alcuni aspetti con i contenuti di determinati atti regionali (es. Lazio). Ognuna, inoltre, ha previsto uno specifico regime transitorio.

Segnaliamo, infine, che tutti i contenuti relativi alle delibere regionali di recepimento del regolamento edilizio unico sono riportate nel dettagliato aggiornamento del Dossier Ance “Regolamento edilizio unico" che contiene anche una tabella di raffronto tra le diverse Regioni.