POS obbligatorio: riduzione per le commissioni sui pagamenti. Ultime novità in attesa della Finanziaria

Il CdM ha dato il via libera al provvedimento che introduce ufficialmente anche in Italia le norme Ue che limitano le commissioni interbancarie sui pagamenti elettronici. Previsto un periodo transitorio da aprile 2018 a fine 2020

Si abbassano le commissioni interbancarie sui pagamenti POS: lo prevede, infatti, un decreto legislativo - approvato in via definitiva nel Consiglio dei Ministri n.61/2017 dell'11 dicembre e disponibile in allegato - che recepisce la direttiva dell'Unione europea sui servizi di pagamento nel mercato interno (cosiddetta PSD 2 – Payment Services Directive) e adegua la normativa nazionale al regolamento Ue relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (cosiddetto IFR – Interchange Fees Regulation).

In esito ai pareri parlamentari, nel testo sono state introdotte alcune integrazioni e specificazioni che vanno nella direzione di aumentare la trasparenza e la tutela per i nuovi prestatori di servizi di pagamento e per i consumatori.

Nello specifico:

  • per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell'operazione stessa;
  • per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell'operazione
  • vengono ampliati i diritti degli utenti dei servizi di pagamento (i titolari dei conti), che beneficeranno, ad esempio, di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati: viene ridotta da 150 a 50 euro la franchigia massima a carico degli utenti;
  • per promuovere la diffusione di strumenti di pagamento elettronici, si conferma il divieto di applicare un sovrapprezzo per l'utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge);
  • relativamente alle commissioni interbancarie per le sole "operazioni nazionali" tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l'utilizzo delle carte anche per cifre molto basse;
  • per quanto riguarda le sole "operazioni nazionali" tramite carta di debito, in via transitoria (fino al dicembre 2020), i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all'equivalente dello 0,2% calcolato sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all'interno di ciascuno schema di carta di pagamento;
  • vengono meglio precisati, secondo gli appositi criteri armonizzati Ue di cui alla PSD 2, i casi di esclusione dall'ambito di applicazione delle norme sui servizi di pagamento, ad esempio per gli strumenti a "spendibilità limitata" (in relazione alla limitatezza delle reti commerciali in cui sono utilizzabili, alla gamma molto limitata di beni e servizi o agli specifici scopi sociali);
  • viene chiarita la possibilità di utilizzare il conto o credito telefonico anche per operazioni di pagamento effettuate nel quadro di un’attività di beneficenza oppure per l'acquisto di biglietti relativi a servizi di diversa natura (nel limite di spesa di 50 euro per singola operazione e comunque di 300 euro mensili);
  • in merito ai controlli, il decreto designa quali autorità nazionali competenti ad assicurare l'osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento la Banca d'Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato;
  • è aggiornata l'entità delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, distinguendo tra quelle applicabili alle società o agli enti e quelle applicabile alle persone fisiche.


Il parere di Confcommercio
"Bene che il Governo abbia deciso di intervenire per ridurre le commissioni per i pagamenti con carte di credito e bancomat tramite Pos, anche se si tratta delle commissioni interbancarie e non di quelle a carico delle imprese".

Questo il commento di Confcommercio sul decreto di recepimento della direttiva Ue sui servizi di pagamento che il Governo ha varato nel Consiglio dei Ministri. "Confcommercio – prosegue la Confederazione - ribadisce che se l'obiettivo è quello di diffondere sempre di più l'uso di questi strumenti di pagamento, occorre intervenire sulla riduzione delle commissioni applicate dalle banche alle imprese che restano ancora troppo elevate e che, nel caso di pagamenti di piccoli importi e per alcuni settori in particolare, come distributori di carburante, tabaccai, giornalai, assorbono molto spesso i margini di profitto degli imprenditori". Confcommercio ricorda che in Italia il numero dei Pos installati è di 2,2 milioni, rispetto a 1,5 milioni in Francia e a 1,2 milioni in Germania, con un incremento di circa il 60% negli ultimi cinque anni. Inoltre, nel nostro Paese le transazioni effettuate complessivamente annualmente con carte di credito, di debito e prepagate sono passate da circa 1 miliardo e 700 mila del 2011 a oltre 3 miliardi del 2016, con un incremento di quasi l'80%.

Pos obbligatorio: la situazione
Ricordiamo che nel 2018 entrerà in vigore il vincolo di tenere sul bancone il Pos per effettuare i pagamenti da parte di piccoli commercianti e professionisti. Prevista la sanzione di 30 euro per ogni rifiuto di far pagare il cliente con la carta, con costi che saranno a carico dei prestatori.

Ma vediamo cosa prevede la Legge di Bilancio 2018 al vaglio della Camera (bisogna aspettare la definitiva approvazione, è stata chiesta anche la cancellazione della norma...): nel testo approvato dal Senato, si legge che: "i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito". Il tutto al netto di "casi di oggettiva impossibilità tecnica", che possono essere ricondotti alla mancanza di connessione o linea telefonica.

Stando al testo inserito nella Legge di Bilancio 2018, l'obbligo del POS scatta per tutti i commercianti e artigiani che effettuano la vendita di prodotti (barista, ceramista, calzolaio, supermercato, ristorante, pizzeria e negozi di ogni genere) e per quei professionisti che operano a diretto contatto al pubblico (avvocati, commercialisti, dentisti e professionisti medici in genere, notai, architetti, ingegneri, ecc).

Al momento, sembra non esserci ancora nulla di deciso per quel che riguarda i tempi di applicazione della nuova norma. Trattandosi della Legge di Bilancio 2018, l'obbligo POS dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1 gennaio 2018 ma, visti i tempi stretti, può darsi che il Governo decida per un periodo transitorio che consenta a tutte le categorie interessate di mettersi in regola ed evitare così di incorrere nelle sanzioni.

Rifacendosi a una norma già presente nel codice penale, il Governo prevede una sanzione di 30 euro per gli esercenti o professionisti che rifiuteranno pagamenti superiori ai 5 euro.

Il decreto POS 2017 non è ovviamente esente da critiche. Le varie associazioni di categoria – Confcommercio in testa – hanno già fatto sentire la loro voce di dissenso nei confronti di una norma che, a loro dire, non otterrà i risultati previsti. Se da un lato le sanzioni per l'obbligo POS potrebbero essere troppo lievi (30 euro a fronte di pagamenti di migliaia di euro), dall'altro la norma sarebbe troppo penalizzante nei confronti di determinate categorie commerciali e professionali.

Ecco perché sarebbero allo studio del Governo delle esenzioni bancomat obbligatorio. L'esenzione dovrebbe essere garantita a quei professionisti – come avvocati, architetti, ingegneri o medici – che operano all'interno di studi associati e che fatturano al titolare dell'impresa e non direttamente al cliente.

IN ALLEGATO, LO SCHEMA DI DECRETO APPROVATO DAL CDM