Economia circolare: il contributo dell'industria del cemento

19/12/2017 2102

Durante la IX Conferenza Nazionale per l’Efficienza Energetica, che si è svolta presso l' ex Mattatoio Testaccio a Roma il 27 e 28 novembre 2017, è intervenuto anche il dott. Daniele Gizzi di Aitec - l'Associazione che rappresenta in Italia il settore del cemento - sull'opportunità che l'industria italiana sta perdendo di utilizzare combustibili alternativi, a causa della disinformazione sul tema dell'incenerimento di materiali secondari.

Abbiamo chiesto al dott. Gizzi di sintetizzarci il suo intervento.

"L'industria italiana del cemento ha sostituito nel 2016 il 6,2 % delle materie prime necessarie per produrre il cemento (calcare, argilla scisti) con circa 1.600.000 tonnellate di sottoprodotti e scarti derivanti da altre produzioni industriali. Inoltre il 16  % del calore necessario per produrre il cemento in Italia è stato prodotto utilizzando combustibili alternativi derivati dai rifiuti., il restante 84 % tutto generato da fonti fossili non rinnovabili.

Siamo molto lontani dalle medie europee (41%) dove nei forni da cemento rifiuti provenienti dal nostro paese vengono trasformati in energia e calore: gli impianti italiani potrebbero realizzare percentuali di sostituzione ben superiori: la difficoltà dell'ottenimento del consenso sociale a livello locale e la complessità degli iter autorizzativi rallentano e a volte impediscono  tali iniziative.

Trasformare i rifiuti in risorsa: è questo il principio cardine dell'economia circolare,  strategia europea e nazionale. Il compito più difficile per il settore e per il Paese è declinarla sul territorio e far si che a livello locale  non rimanga solo uno slogan."

Sul sito dell'evento è presente anche la video intervista che il dott. Gizi ha rilasciato. E' possibile torvarla a questo LINK scorrendo tra le diverse interviste fatte e pubblicate.