L’anno che verrà: uscita norme tecniche, BIM alla prova dei fatti, sulla ricostruzione occorre un cambio di passo

Primo gennaio 2018, l’anno inizia con le camere appena sciolte dal Presidente Mattarella, ma ancora attive,  si dice per garantire il normale funzionamento del Paese, ma si dice, visto che spesso di funzionamento poco si occupa.

La prova nel nostro settore l’avremo subito: vedremo se il Ministro Delrio, essendosi conclusa la sua attenzione come Ministro delle Infrastrutture per lo IUS SOLI e per il salvataggio di Etruria, si concentrerà una volta per tutte sull’approvazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni e metterà la sua firma sull'apposito decreto. Eh già, perchè le voci di corridoio ci dicono che per poco, a causa del suo gabinetto, le NTC rischiavano ancora una volta di rimanere nel cassetto, e solo un’azione della Presidenza del Consiglio Superiore dei LLPP abbia consentito di far partire, finalmente, il testo finale per l’ultima approvazione di Bruxelles. Ora, sempre le voci di corridoio (il ministero di Porta Pia ha corridoi lunghissimi …) ci dicono che le NTC usciranno a metà gennaio in concomitanza con la probabile approvazione da parte dell’Assemblea (del Consiglio Superiore dei LL.PP.) della Circolare. Quindi prima l'uscita delle norme poi, successivamente, della circolare. Vedremo quindi se il Ministro firmerà questo benedetto decreto, benedetto perchè come ormai tutti sanno la parte centrale delle novità delle nuove norme tecniche sarà quella relativa al miglioramento sismico, che dovrebbe riguardare anche le parti non strutturali. E per il nostro Paese che ogni 3/4 anni viene purtroppo colpito da un sisma significativo si tratta di una novità importante.

Il Ministro dovrà occuparsi anche di un altro aspetto importante, importantissimo, per evitare che l’ultima appendice appena approvata del Codice degli Appalti possa creare un ulteriore blocco nel settore delle grandi e media infrastrutture (e a medio termine delle piccole): l’applicazione del BIM. La sfida è quella della preparazione, a tempo di record, delle stazioni appaltanti per la gestione di appalti BIM, dalla formulazione della gara alla gestione delicata dell'affidamento dell'appalto fino alla successiva gestone. Anche qui abbiamo voci di corridoio: sembra che il FORMEZ abbia messo a punto dei corsi on-line a cui metà della pubblica amministrazione non riesca ad accedere a causa di computer e sistemi obsolescenti. Ho la sensazione che l’unica soluzione - a breve termine - sia quella di creare una doppia task force: una dedicata alla gestione degli appalti da avviare in BIM, l’altra alla formazione del personale. Certo, anche in questo caso il Ministro si è distratto: il decreto lo ha firmato evitando di inserire il riferimento alle norme UNI nel testo, anche accompagnatorio (voci di corridoio dicono perchè qualcuno del suo gabinetto le avrebbe ritenute un pericolo per la libera concorrenza nel mercato). Ma confidiamo che la missione data da Mattarella di far “funzionare” lo stato in questo periodo pre-elettorale possa concederci uno scatto di reni del MIT. 

Speriamo che lo scatto di reni non corrisponda con l’ennesima formazione di una “Commissione a costo zero in seno al Consiglio Superiore dei LL.PP.”. Basterebbe che il Ministro compisse una passeggiata ai piani del Consiglio Superiore dei LLPP, poco distanti dai suoi uffici, per comprendere che se si vogliono formare “commissioni a costo zero” occorre supportarle con una struttura che abbia le forze sufficienti per poter poi produrre e gestire il lavoro dei “volontari” di cui sopra. Ad oggi la struttura del Consiglio Superiore è talmente limitata che forse non è corretto neppure chiamarla struttura. Non si capisce poi perchè si siano spesi tanti soldi per la commissione di Casa Italia, dispensando migliaia di euro anche a registi e scrittori, per poi non dedicare risorse a temi importanti come l’applicazione della marcatura CE in Italia.

Vorrei essere più chiaro: Graziano guarda che per fare le norme tecniche, le linee guida, le norme per le certificazioni di idoneità statica, le conseguenti certificazioni, le norme per il sismo bonus, la formazione per l’applicazione, il monitoraggio dell’applicazione, il controllo dei laboratori ufficiali, dei centri di trasformazione dell’acciaio, degli organismi di rilascio del FPC del calcestruzzo, la certificazione dei Gabbioni, il monitoraggio della marcatura CE nei prodotti da costruzione, il rilascio di pareri … e quant’altro … occorrono persone pagate per fare, non commissioni gratuite. Peraltro, chi finora ha lavorato gratis prima o poi si incazza se vede che quando interviene Renzo Piano si paga anche chi progetta le scenografie dell’expo e quando si lavora al Consiglio Superiore lo si fa gratis. Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

Torniamo al 2018 per parlare di un’altra priorità. Credo che sia finito il momento delle cazzate. Dopo il terremoto di Amatrice, il 26 agosto 2016, qualcuno, sempre Delrio, affermò: “No alle newtown, si ricostruirà nei paesi. Non faremo come l'Aquila.”.

Infatti a L’Aquila, dopo solo 6 mesi avemmo la consegna delle prime case e dopo 10 mesi tutti i 185 edifici antisismici, per un totale di circa 4.500 appartamenti, già ospitavano oltre 15.000 persone. 

Nel Centro Italia, dopo oltre un anno dal terremoto, sono state consegnate solo 1.441 casette, di cui 674 nel Lazio (486 ad Amatrice, 188 ad Accumoli), 323 in Umbria (Cascia e Norcia), 418 nelle Marche (ad Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina e Visso) e 26 in Abruzzo (a Tossicia e Torricella Sicura). Secondo i dati forniti dalle quattro Regioni colpite sono complessivamente 3.691 le Sae ordinate per i 50 comuni che ne hanno fatto richiesta, quindi siamo a meno della metà (LINK articolo).

Ma come vanno le casette costate quasi 7.000 euro al metro quadro (LINK articolo) sono solo …. e hanno enormi problemi: le porte sono bloccate dalla neve, le caldaie si sono bloccate, i muri hanno infiltrazioni, i topi entrano dagli scarichi, … Incompatibilità segnalate anche dai comitati che parlano di "Sae non adatte ai nostri territori. Ci sono pendenze non idonee, comignoli troppo corti, boiler sui tetti che vengono messi fuori uso dalle basse temperature, umidità, tubi a pochi centimetri dal pavimento e fango ovunque" (LINK articolo).

Nel frattempo è cambiato il Commissario della Ricostruzione. Speriamo che Paola De Micheli, nominata il 9 settembre 2017)  sappia dimostrare un’attenzione e una vivacità migliore del suo predecessore. 

Per iniziare l'anno ho voluto ricordare solo queste 3 priorità, ma ovviamente ve ne sono molte altre, come la prosecuzione dell’iter normativo per tornare a una ridefinizione delle tariffe minime professionali (e il 4 marzo ci ricorderemo di Bersani, che ci tolse questo diritto sacrosanto), il completamento delle norme sui diversi sitemi di rinforzi strutturali, la riforma universitaria, l’accorpamento delle casse professionali, la riorganizzazione del sistema ordinistico … e tante altre cose ancora.

Con INGENIO ce ne occuperemo, come abbiamo sempre fatto, insieme alla nostra mission generale, che è quella di pubblicare articoli di approfondimento tecnico per i professionisti.

Buon 2018.

Andrea Dari

 

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