2018: l'Anno della Digitalizzazione delle Costruzioni in Italia?

On the office side, WeWork announced it had raised $760 million (£562m) to focus on designing and developing its own buildings. And with Norman Foster, the architect behind Apple's new $5 billion California HQ, saying he would prefer to work with entrepreneurs rather than developers – "as a rule developers just follow the market while entrepreneurs and enlightened individuals lead it" – it is clear we could be looking at a restructuring of the property industry value chain...It is now up to the bricks-and-mortar developers to step up to the plate and reclaim their role by accepting technological advances and embracing change. That's a scary business: and when those bets are millions of pounds worth of property investments, then the stakes become very high indeed. But the biggest risk of all is refusing to adapt – choosing to stay put and wait for the inevitable, and scarier, alternative: irrelevance.   Emily Wright

Across the construction industry, there are several technology vendors providing solutions to manage their data but they are often incompatible with each other. The power of AI-based solutions can be unlocked best when all data sources can connect to each other. To address this need, Autodesk is also working towards building a data platform that would allow third-party integrations. This would enable different construction companies to bring all their data to one platform that would also have the capabilities of a common analytics layer. Autodesk is bringing in other data sources such as ERP data and project management data into this platform as well as partnering with other data companies in construction such as Smartvid.io, Triax Technologies, SmartBid, and others.   Anand Rajagopal 

Il 2018 AIA TAP Building Connections Congress vede interventi molto autorevoli, oltre che di Randall (Randy Deutsch) e Mani (Mani Golparvar Fard), di Brok Howard (dRofus), di Zigmund Rubel (AdiTazz), Josh Kanner (Smartvid), Pat Keaney (Autodesk), Brian Ringley (WeWork).
Tutto l'evento è incentrato su Big Data, Machine Learning, Artificial Intelligence, che sono ormai i temi obbligati dei dibattiti statunitensi relativi alla digitalizzazione della AECO Industry: temi ormai non più così futuribili neanche in Europa.
Le premesse, però, sono affidate a Michael Schrage (MIT Sloan School of Management), che affronta il tema (Re)Designing the Client: Big Data / machine learning as media for (re)training client expectactions, capabilities and outcomes.
Non sono temi, per quanto possa apparire incredibile, molto lontani dai contenuti o dagli obiettivi che si prefigge il decreto sulla digitalizzazione della Domanda Pubblica del Ministero delle infrastrutture firmato da Graziano Delrio il 1 Dicembre 2017 che è stato oggetto, ancor prima della sua pubblicazione nella GURI, di alcune richieste di differimento inerenti alle sue scadenze obbligatorie di adozione, proprio sul versante dei soggetti committenti, la cui non infrequente inefficienza e inefficacia occorre, peraltro, contrastare con decisione.
La tesi sostenuta è, ovviamente, quella che, tra tutti gli attori attivi nei contratti pubblici, in particolar modo, le amministrazioni pubbliche non siano in grado di adempiere alla cogenza nei tempi previsti.
Si tratta di una eventualità non peregrina, non certo nel senso che i paletti temporali siano irragionevoli, ma in quello per cui lo sforzo richiesto è notevole, specie se non ci si pone, come spesso accade, esclusivamente sul piano dell'adempimento formale e di un «produttivismo» cieco che potrebbe far scaturire una massa di modelli informativi carenti e, in definitiva, assai poco utilizzabili.
Il tema è, perciò, quello di una amministrazione pubblica disponibile a innovare, finalmente consapevole dell'insostenibilità per il cittadino contribuente dell'aumento della spesa corrente e della cattiva qualità di quella in conto capitale.
Ridisegnare la funzione della committenza pubblica, riprendendo la citazione precedente, significa, in effetti, anche migliorarne la progettualità in senso lato.

Sotto questa ottica, il decreto ministeriale si situa, lo si è rimarcato in più e più circostanze, come un tassello critico sia all'interno della digitalizzazione della amministrazione pubblica sia entro le politiche di riqualificazione della committenza pubblica.
Sotto il primo aspetto, la pianificazione della digitalizzazione, in senso generale, della amministrazione pubblica altro non è che il più recente tentativo di modificare i connotati della macchina pubblica nei confronti di un processo, dagli esiti altalenanti, che è iniziato almeno negli Anni Novanta.
In particolare, però, la posteriore pubblicazione del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri relativo alla qualificazione delle stazioni appaltanti ha indubbiamente collocato il decreto ministeriale sul «BIM», come impropriamente e inappropriatamente lo si definisce, al di fuori di un orizzonte di aggregazione e di selettività che seguita a essere poco gradito, tanto più in una temperie politica pre-elettorale in cui inevitabilmente le posizioni nei confronti del codice dei contratti pubblici sono marcatamente strumentali sia tra i sostenitori sia tra gli oppositori.
La storia del decreto ministeriale, al di là della miope ostinazione di chi ha voluto ricondurre il «BIM» a mere tecnologie e strumentalità, è, infatti, quella dell'ambizione di «reinventare» il Settore utilizzando la Domanda Pubblica come un potente grimaldello.
Certo, se essa non potrà essere ri-formata (tanto nella sua preparazione quanto nella sua configurazione), cadranno miseramente tali presupposti.
La posta in palio è molto elevata, poiché si tratta di incrementare la «progettualità» della committenza pubblica, oggi non particolarmente robusta, abituata, come essa è a delegare ai propri fornitori di servizi professionali molti compiti che, al contrario, essa dovrebbe detenere direttamente.
Naturalmente è possibile che tale aumento possa sfociare in un eccesso di progettualità a detrimento dei progettisti medesimi, che siano essi interni o esterni alla amministrazione pubblica.

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