Il BIM nella progettazione e costruzione del Flagship Store H&M di Roma

Fondazione Promozione Acciaio 11/01/2018 1648

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Foto: Gianni Basso / Studio Fuksas

Conosciamo il BIM

Definire il BIM come un semplice software è certamente riduttivo. È più corretto classificarlo come un metodo di progettazione collaborativo che consente di integrare in un unico modello le informazioni utili in ogni fase della progettazione: quella architettonica, strutturale, impiantistica, energetica, cantieristica e naturalmente gestionale. L’utilità del BIM supera la fase progettuale, estendendosi anche al rapporto costruttore – fornitore, alla manutenzione, alle verifiche in cantiere. Tante sono le figure che possono interfacciarsi con questo strumento, dagli architetti agli ingegneri, dagli impiantisti agli strutturisti, dal costruttore ai montatori fino ai fornitori e ai collaudatori.

Il modello tridimensionale che è possibile creare attraverso il BIM contiene informazioni riguardanti dimensioni, planimetrie, materiali, caratteristiche tecniche che non vengono perse nella comunicazione tra i vari soggetti coinvolti, come potrebbe accadere con le classiche piattaforme informatiche, ma rimangono sempre a disposizione, così come immediatamente condivisi sono anche i minimi aggiornamenti. La tecnologia BIM offre innumerevoli vantaggi. I tempi vengono ridotti al minimo, così come i margini d’errore. Efficienza e produttività vengono decuplicate con una riduzione sensibile dei costi, una condivisione delle informazioni just in time, un controllo puntuale e condiviso e una flessibilità in azienda senza precedenti. Negli ultimi tempi i processi di progettazione e realizzazione delle strutture sono mutati, proprio in conseguenza all’introduzione del metodo BIM. Con esso si è arrivati ad una precisione assoluta e ad una garanzia dei dati inseriti nel manufatto assoluta. La realizzazione integrata della commessa che è oggi possibile eseguire attraverso il BIM era, fino alla sua comparsa, impensabile.

In sostanza il BIM rappresenta la concretizzazione di un processo di gestione dell’edificio in tutte le fasi del suo ciclo di vita, basato su un modello digitale 3D delle sue caratteristiche fisiche e funzionali. Il modello BIM condiviso prevede al suo interno la possibilità di dialogo e scambio fra diversi software, tanti quante sono le aree d’interesse: progettazione strutturale, progettazione architettonica, progettazione impiantistica, computo metrico, cantiere. Lo scambio di dati avviene in maniera organizzata, precisa e subitanea. Dal concept al progetto esecutivo e costruttivo/cantierabile, tutti i tempi vengono ridotti, mentre le verifiche dei processi risultano puntuali ed immediate. Saper adoperare il BIM significa muoversi con una metodologia di lavoro strutturata, vuol dire accelerare la progettazione focalizzandosi sui singoli dettagli senza perdite di tempo, permette di associare a ogni fase tutte le informazioni utili alle varie figure professionali riducendo imprevisti ed imprecisioni.

Caso Studio: applicazione del BIM al Flagship Store H&M

La lanterna interna, la struttura in copertura, tutto parla di acciaio e vetro, tutto rimanda a strutture irregolari ma studiate al millimetro per un incastro perfetto.
L’idea Era un severo palazzo quello dell'Unione Militare, nei suoi rigidi canoni testimoni del Novecento, oggi quello che si affaccia sul Corso e su via Tomacelli elevandosi su cinque piani, è una efficacie sintesi dei tempi, un’intuizione artistica che affianca e integra stili, storia e futuro. Fatta di vetri e acciaio la struttura di copertura, che il suo ideatore Massimiliano Fuksas ha voluto in sommità a sovrastare il complesso architettonico, è un articolato ma armonioso punto luce sulla città eterna.

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L'idea dell’architetto è stata quella di costruire, all'interno dell'edificio, una sorta di lucerna di vetro e acciaio, che arriva fino in copertura per svelare ai visitatori la città, una sorta di punto di osservazione privilegiato. La parte che emerge dalla struttura originaria ha un ingombro modesto, dove vengono nascosti anche gli impianti, scendendo fino a entrare in contatto internamente con la base. Tocca un'altezza massima di circa 7,50 m dal livello calpestabile e ospita uno spazio panoramico di circa 300 mq, con ristorante e coffee shop. La lettura del contesto storico in chiave contemporanea ha dunque privilegiato un intervento leggero sugli esterni dell’edificio, con una struttura in carpenteria metallica e vetro dalla geometria triangolare che attraversa tutto l'edificio quasi fosse un grande tessuto capace di vestire alla perfezione il corpo preesistente. La struttura è stata progettata dallo studio Fuksas per il gruppo Benetton, che poi ha ceduto l'edifico al gruppo H&M.

L’intervento

L’elemento principale del progetto, nonché vera e propria icona dell’intervento, è costituito dalla “lanterna” di acciaio e vetro che attraversa tutti i solai dell’edificio per affiorare in copertura, formando una sorta di nuvola che si sviluppa in una volta trasparente.
Tutti i lavori sono stati eseguiti sotto la sorveglianza della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

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Dal punto di vista strutturale, l’intervento si sviluppa con profili snelli che lavorano per forma senza appoggi intermedi, in sostanza la struttura è autoportante. Struttura scatolare in acciaio con profili 70 x 120 per la nuvola in copertura sulla quale, mediante un sistema totalmente customizzato di interfaccia e regolazione geometrica, oltre che di tenuta agli agenti atmosferici, sono stati montati vetri selettivi in vetrocamera in modo da eliminare la tipica tonalità del vetro float tradizionale per ottenere un’estetica cristallina, soluzione ideale per rimanere aderenti al progetto iniziale.

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CREDITS
COMMITTENTE: Benetton spa
PROGETTO ARCHITETTONICO: Studio Fuksas – Massimiliano e Doriana Fuksas
PROGETTO STRUTTURALE, ESECUTIVO, REALIZZAZIONE E POSA STRUTTURE IN ACCIAIO E PARETI VETRATE: Stahlbau Pichler srl
PROGETTAZIONE E MODELLAZIONE 3D BIM: Stahlbau Pichler srl
FOTOGRAFIE E IMMAGINI: Stahlbau Pichler srl (salvo diversamente specificato)