Cardinale, CNI: professionisti protagonisti della revisione delle Norme Tecniche

Giovanni Cardinale Vice Presidente CNI 12/01/2018 1893

Il decreto ministeriale per le nuove norme tecniche per le costruzioni, NTC 2018, firmato dal Ministro Delrio, attende ormai solo le firme per il concerto con il Ministero dell’Interno e con il Dipartimento della Protezione Civile, per essere finalmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Una lunga stagione, iniziata nel luglio 2012, di confronti sul piano tecnico, scientifico, legale, in sede nazionale ed europea,  coglie così un fondamentale traguardo.

Lo coglie dopo la recentissima approvazione delle linee guida per la classificazione del rischio sismico e delle linee guida relative al Calcestruzzo, del Decreto sui materiali da costruzione; dopo che la specifica Commissione Redattrice ha licenziato la Nuova Circolare, sottoposta adesso ai lavori della Commissione Relatrice, con il forte impegno del Ministero a portarla molto rapidamente alla discussione in seno all’Assemblea Generale del CSLLPP, al pari degli Annessi Tecnici nazionali; lo coglie, soprattutto, mentre iniziano i lavori (il 17 gennaio pv) della specifica Commissione che, con la partecipazione della conferenza delle Regioni e della Rete delle Professioni Tecniche, revisionerà il DPR 380/2001.

Lo scenario normativo sta assumendo via via il suo nuovo aspetto e, pur nella consapevolezza che molte cose potevano essere fatte prima e meglio, credo che ci sia più di un motivo di soddisfazione per gli esiti consolidati e per quelli che tra breve saranno raggiunti.

Tra questi motivi di soddisfazione c’è certamente la partecipazione alla scrittura dei testi del sistema ordinistico e, quindi, anche dei professionisti con una intensità e con modalità non facilmente rintracciabili nelle passare esperienze.

Possiamo concretamente dire che qualche cosa è davvero cambiato e poichè il meglio è nemico del bene, possiamo guardare con ottimismo a questo cambiamento.

I cambiamenti delle NTC 

Il nuovo testo ha modificato tutti i 12 capitoli delle NTC e, quindi, le novità, piccole e grandi, sono molte.

Di grande significato, perchè innovative anche sul piano della cultura, sono le novità che riguardano il capitolo 8, costruzioni esistenti, e che sono in gran parte frutto delle conoscenze e delle esperienze diffuse nelle eccellenze della ricerca universitaria, del Dipartimento di Protezione civile e dei tanti professionisti operanti sul campo.

La nuova articolazione degli interventi in “rinforzo locale, miglioramento, adeguamento” non va letta come una semplice inversione lessicale rispetto al testo 2008, ma come una nuova cultura del progetto molto più armonica e coerente con un obiettivo sociale di ridurre il rischio in modo diffuso sul territorio, nella maggior parte degli edifici, tenendo in giusto conto la sostenibilità e la realtà economica della nazione.

Anche l’obbligo di raggiungere un risultato prefissato per gli interventi che vogliono definirsi di miglioramento, rappresenta una novità importante così come la possibilità di raggiungere più facilmente  il traguardo dell’adeguamento, per alcune tipologie di costruzioni.

Mettere al primo posto l’Intervento locale sollecita l’attenzione alle questioni connesse con i meccanismi di collasso locale, e, quindi dà un contributo importantissimo ad un miglioramento della sicurezza  reale con interventi poco invasivi e poco costosi.

Le nuove norme potranno consentire una lettura diversa della recente sentenza della cassazione per la scuola di Roccastrada e, forse, potranno dare alle responsabilità della proprietà pubblica degli edifici, strumenti tecnici più utili a contrastare una lettura giudiziaria delle norme totalmente disarmonica con il contesto generale di molti casi concreti.

Tra le cose positive di questa stagione, un posto importante deve essere assegnato al contributo dato dalla conferenza delle Regioni che, in totale accordo e raccordo con molte tesi avanzate dalle professioni, ha impegnato il Governo a sviluppare, nell’immediato futuro, i caratteri prestazionali  più di quelli prescrittivi, a facilitare i controlli degli uffici liberandoli dal dover vigilare su costruzioni ed opere modeste, la cultura della prevenzione attraverso l’introduzione di un documento che costituisca la carta di identità di ogni fabbricato.

La questione della cogenza delle norme, del loro essere, di fatto, prevalentemente prescrittive, attesa l’impossibilità per una norma di coprire l’infinito orizzonte tipologico delle costruzioni esistenti, rappresenta la prossima frontiera dell’impegno di tanti soggetti e certo del CNI.

Un impegno per sviluppare formazione, cultura, capacità, responsabilità dei professionisti, nella certezza che solo questi ingredienti conducono alla sicurezza reale più e meglio di letture giudiziarie e della ricerca, ex post, del colpevole.