Decreto BIM: pubblicato sul sito del MIT il DM 560, dal 27 gennaio in vigore

Adottato il decreto 1 dicembre 2017, n. 560 che stabilisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture. Il decreto entra in vigore decorsi quindici giorni dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero, quindi dal 27 gennaio 2018.

BIM: l'annuncio sul sito del MIT

GRAZIANO-DEL-RIO---MINISTRO---COESIONE-TERRITORIALE---INGENIO.jpgSul sito del Ministero è riportato l'annuncio atteso dal settore:

"In attuazione dell’articolo 23, comma 13, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, “Codice dei contratti pubblici”, Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato il decreto n. 560 del 1 dicembre 2017 che definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.

Il decreto entra in vigore decorsi quindici giorni dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero"

Ovviamente è il Decreto che entra in vigore, non l'obbligo, che parte come sotto dettaglieremo secondo uno schema progressivo dal 1 gennaio 2019.

Manca circa un anno.

 

Il commento dell'Ing. Baratono

PIETRO-BARATONO---INGENIO---PROVVEDITORE-OPERE-PUBBLICHE-LOMBARDIA---MINISTERO-INFRASTRUTTURE.jpgA seguito di questa pubblicazione, abbiamo sentito l’ing. Pietro Baratono, Presidente della Commissione che si è occupata su incarico del Ministro Delrio di predisporre il testo del decreto, lavoro che sottolineato è stato svolto a tempo di record:

La digitalizzazione degli appalti pubblici attraverso il DM 560 del 1 dicembre 2017 del Ministro Delrio – attuativo del comma 13 dell’art.23 del Codice dei contratti pubblici - rappresenta l’occasione per introdurre l’innovazione nel comparto delle Costruzioni, sia in chiave di crescita con un aumento della produttività del settore sia con un contenimento dei costi di progettazione, costruzione e gestione dell’opera nel suo ciclo di vita.  

Un vantaggio per i cittadini, i Professionisti e le Imprese, anche con riguardo alla internazionalizzazione e competitività degli ultimi due, e con una ricaduta positiva in chiave di trasparenza e di contenimento dei fenomeni corruttivi.

Una metamorfosi che interesserà biunivocamente sia il settore Pubblico che quello Privato, che potranno insieme trovare vie di maggiore efficienza.

Per gli Appalti Pubblici la condizione fondamentale dovrà essere tuttavia la qualità e la professionalità delle Stazioni Appaltanti, vera cerniera di questo cambio di paradigma.”

Il decreto in pillole

Il decreto, in primis, fissa le date di implementazione del BIM negli appalti: l'obbligo all'utilizzo dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione decorre dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro, e poi via via per importi minori a decorrere dagli anni successivi al 2019 fino alle opere di importo inferiore a 1 milione di euro, per le quali il termine decorre dal 1° gennaio 2025.

Il provvedimento disciplina inoltre gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti, che dovranno adottare un piano di formazione del proprio personale, un piano di acquisizione o di manutenzione di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi e un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti.

E' previsto l'utilizzo di piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari da parte delle stazioni appaltanti ed è definito l'utilizzo dei dati e delle informazioni prodotte e condivise tra tutti i partecipanti al progetto, alla costruzione e alla gestione dell'intervento.

Il decreto prevede, già dall’entrata in vigore, l'utilizzo facoltativo dei metodi e degli strumenti elettronici specifici per le nuove opere e per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, da parte delle stazioni appaltanti che abbiano ottemperato agli adempimenti preliminari.

LINK al DECRETO

Il mancato riferimento alle Norme UNI

Il Decreto non ha alcun riferimento alle recenti norme UNI, una scelta  molto criticata (anche da INGENIO). RIportiamo il commento su questo punto del CNI:

"Infine, un'osservazione di tipo tecnico, su punto molto dibattuto in sede di lavori della Commissione, ovverosia quello "di decidere se esplicitare nel decreto un riferimento chiaro alla norma UNI 11337, scritta in ambito UNI da una commissione partecipata da tutti i maggiori soggetti interessati e qualificati nel settore, sul modello di quanto già presente, per esempio, nelle NTC 2008. A noi il riferimento sembrava utile, pur se, ovviamente, non cogente, perchè, in ogni caso, chi affronterà il tema del capitolato informativo e, quindi, del progetto, dovrà necessariamente fare riferimento a standard consolidati. L'ufficio legislativo del Ministero, in nome di una poco comprensibile difesa della concorrenza, ha optato per non mettere alcun riferimento limitandosi a richiamare l'art.68 del Codice. In ogni caso il lavoro di UNI sarà oggetto anche dei processi formativi di cui sopra e costituirà, comunque, il riferimento normativo più agevole per i professionisti del settore e per le stazioni appaltanti".

Il commento dell'editore

L'Italia, a tempo di record (riferendosi al lavoro della commissione Baratono), ha introdotto l'obbligo del BUilding Information Modelling negli appalti pubblici. 

Si procederà per step:

  • per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2019;
  • per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni, a decorrere dal 1° gennaio 2020;
  • per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro a decorrere dal 1° gennaio 2021;
  • per le opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all'art.35 del Codice dei contratti pubblici, a decorrere dal 1° gennaio 2022;
  • per le opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2023;
  • per le nuove opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2025.

Possiamo quindi dire che, sostanzialmente la PA ha tempo un anno per prepararsi a gestire gli appalti in BIM di grande dimensione, e 4 anni per la gran parte degli appalti pubblici. Parallelamente la sfida è la stessa per professionisti, imprese, fornitori, ... e tutti coloro che operano nell'ambito delle costruzioni italiane.

Tra questi ovviamente la parte debole della catena sono le imprese e i loro incaricati per le attività di lavorazione. La grande crisi delle costruzioni ci ha lasciato un settore grandemente destrutturato, in cui è saltata gran parte della fascia "di mezzo" ovvero quelle imprese strutturate che operavano sul territorio sia in ambito privato che pubblico. Il lavoro più importante spetterà quindi all'ANCE e al nuovo presidente Guia, avvalendosi ovviamente del supporto del Centro Studi (e spero del CRESME) per monitorare lo stato di avanzamento della riqualificazione e ricostruzione del mercato.

Il pericolo ora è che il BIM ripercorra il percorso delle ISO 9000, quando la Certificazione di Qualità divenne di fatto un obbligo. Nacquero dal nulla migliaia di esperti in Qualità, ottimizzazione dei processi, organizzazione aziendale ..., e con la stessa velocità società di certificazione, non sempre così indipendenti nei giudizi e qualificate nelle valutazioni. Il risultato fu di ottenere una ulteriore burocrazia documentale invece che una crescita qualitativa del nostro tessuto industriale.

Il successo o meno della digitalizzazione delle costruzioni non dipenderà solo dall'emanazione di leggi o decreti: il cambio del destino di questo Paese dipenderà più dalla volontà di ognuno e dall'impegno che mettero in gioco.

"Quello che la gente comunemente chiama destino è costituito per lo più dalle proprie stupide gesta." (Arthur Schopenhauer)