Efficienza energetica, firmato il decreto per il Fondo nazionale

Efficienza energetica, firmato il decreto per il Fondo nazionale

C2R 15/01/2018 936

I Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e dell’Economia hanno firmato il decreto di costituzione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica (qui il comunicato stampa). Questo fondo, già previsto dal D.Lgs n. 102 del 4 luglio 2014, rappresenta un ulteriore strumento tra le misure per l’efficienza energetica che l’Italia ha adottato al fine di conseguire gli obiettivi indicati nella Strategia Energetica Nazionale ed è stato fondato con l’obiettivo di favorire il finanziamento di interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione su edifici, impianti di teleriscaldamento e processi produttivi.

Il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, gestito da Invitalia, ha natura rotativa e offrirà garanzie e finanziamenti a tasso agevolato (fino all’80% dei prestiti erogati), promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari e investitori privati, sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi.

Per l’avvio della fase operativa, il fondo iniziale sarà pari a 150 milioni di euro, resi disponibili dal Ministero dello Sviluppo Economico, il quale destinerà un ulteriore introito annuale di circa 35 milioni di euro nel triennio 2018-2020; inoltre il Fondo sarà alimentato con risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente a valere sui proventi annui delle aste delle quote di emissione di CO2 destinati ai progetti energetico-ambientali. A seguito dell’entrata in vigore della Legge di stabilità 2018, il Fondo sarà ampliato con una specifica sezione dedicata all’ecoprestito, a sostegno e potenziamento anche dell’efficacia dell’ecobonus.

Il provvedimento dovrà ora passare al controllo preventivo della Corte dei Conti prima di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il meccanismo sarà operativo entro 60 giorni dall’entrata in vigore con la pubblicazione delle regole applicative per la presentazione delle domande.

Questo strumento consentirà di ridurre il differenziale di prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese più esposte alla concorrenza estera e inoltre, stima l’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, potrebbe contribuire al 30% degli obiettivi della SEN 2030.