AEEGSI diventa ARERA: luci ed ombre

19/01/2018 1377

Con l’approvazione il 27 Dicembre 2017 della Legge di Bilancio 2018, si attribuisce all'Autorità (ex AEEGSI) funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti al fine di migliorarne il ciclo, anche nei differenziati, urbani e assimilati: di conseguenza il nome dell’autorità verrà modificato in Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Un cambio di nome per sottolinearne uno di competenze e di responsabilità, che spinge a delle libere e preoccupate riflessioni in merito.

Innanzitutto un nome nuovo, rottura con il passato, senza riferimenti espliciti ai vettori ma genericamente definiti “Energia”, ponendo invece un forte richiamo alla sua organizzazione, “Reti”, a sottolineare la centralità non solo dell’efficacia ed efficienza del processo di gestione e trasporto, ma soprattutto la regolamentazione di una nuova architettura al passo con i tempi di una forte generazione distribuita.

L’ “Ambiente”, completa il trinomio, nella creazione di una congiunzione ideale tra tre concetti atti a rappresentare un unicum, vasto e molto eterogeneo.

Scompaiono le risorse idriche, forse ricomprese nell’Ambiente ma attenzione nel considerare il settore esaurito: la risorsa è strategica a livello mondiale, l’Italia non eccelle nel settore e l’errore sarebbe molto grave se la sua regolamentazione dovesse ritagliarsi impegno sporadico!

L’esercizio delle nuove responsabilità, come si legge in una nota stampa della stessa nuova Autorità, avverrà “con gli stessi poteri e quadro di principi finora applicati “ponendo, quindi, al centro della propria attività la tutela del consumatore.

In occasione della presentazione, l’ottobre scorso, della Relazione annuale sullo stato dei Servizi e sull’attività svolta, il Presidente Bortoni disegnava un quadro in forte evoluzione, una sorta di anà-gennao intesa come rigenerazione continua all’interno di un percorso “…ben lungi dall’essere compiuto..” , indotta da un cambiamento tecnologico con un gradiente di crescita mai registrato prima, che impone una visione oltre che nuova anche di dimensione europea.

La stessa spinta europea all’integrazione normativa del contesto ambientale, seppur rallentata da aliti nazionalisti che difendono ancora interne posizioni di potere, si fa sempre più pressante, soprattutto in ordine al rispetto di stringenti tempi per raggiungere obiettivi condivisi, particolarmente ambiziosi.

In un quadro, quindi, fortemente dinamico, l’Energia la fa, ma soprattutto la farà, da padrona, attesa com’è dal completamento di una rivoluzione del paradigma energetico fatto di prosumer consapevoli e quindi decisori, di generazione distribuita da normare che obbligherà la risoluzione del tema Dispacciamento per la Sicurezza della Rete nazionale, evitando quindi di ribaltare i maggiori costi per l’Interrompibilità e la gestione di obsolete Centrali Essenziali sulle bollette dell’utente domestico, come accaduto poche settimane fa.

L’Autorità dovrà esercitare un lavoro maggiormente critico nella gestione dei costi “necessari” al mantenimento del Sistema, attraverso competenze di alto profilo e proattivo nel proporre soluzioni strutturali per il Capacity Market e la Flessibilità, a premiare la capacità del consumatore nella gestione intelligente del suo prelievo, come elementi ormai imprescindibili di una innovativa architettura energetica nazionale che mira tanto alla riduzione del consumo, quanto alla generazione locale in un contesto di garantita sicurezza del sistema.

Sarà in grado l’ARERA di vincere tali sfide e contemporaneamente completare, dopo altri tentativi andati a vuoto, l’integrazione ambientale delle sue competenze, mantenendo un congruo standard dei servizi? O siamo di fronte alla necessità di attribuire una responsabilità di governo ad una “patata bollente”, l’Ambiente, senza accertarsi prima della presenza delle minime condizioni funzionali per raggiungere gli obiettivi?

Le statistiche sui dati (Fonte: Sito AEEGSI) degli ultimi 6 anni raccontano di 384 Riunioni del Collegio, attraverso le quali sono stati adottati 4.296 atti, l’81% dei quali suddivisi tra le attività Regolatorie (55%), quelle di Enforcement ossia strumenti per la tutela dei Clienti (14%) e Procedimenti Sanzionatori (11%).

Annualmente, tra il 2012 e il 2017 la produzione di atti è aumentata del 51,6%, il crescente fabbisogno normativo si concretizza soprattutto nell’ambito Regolatorio +37% e quelli legati all’Enforcement del 194% con un raddoppio nell’ultimo anno, mentre quelli Sanzionatori hanno registrato stabilità.

Nello specifico la produzione annuale di Atti riguardanti l’Energia Elettrica dal 2012 ad oggi sono più che raddoppiati (+107%) con una forte tendenza rialzista nell’ultimo triennio (18% – 18% – 26%) testimonianza della centralità del sistema energetico, della sua rivoluzione in atto e della stretta necessità della sua regolamentazione al fine di consentirne un adeguato sviluppo, “…ben lungi dall’essere compiuto..” !.

E i settori nuovi arrivati? Alla registrazione di una stabile attività, peraltro solo negli ultimi anni, del Sistema Idrico, se ne contrappone una scarsa per i Sistemi di Teleriscaldamento: solo 19 atti in tre anni per un settore considerato dalla stessa Autorità, di forte interesse, che serve solo il 6% della popolazione italiana, percentuali da retrocessione nel panorama europeo.

Il forte impegno profuso nell’Enforcement, soprattutto nell’ultimo anno, ha messo in luce un particolare nervosismo, materializzato in oltre 40.000 controversie a testimonianza di un mercato ancora non sufficientemente libero e tutelato.

Per questo stesso mercato, entro febbraio per rispettare le improrogabili scadenze del DDL Concorrenza voluto dall’Europa finalizzato alla cessazione degli attuali regimi di maggior tutela, la nuova ARERA dovrà confermare la sussistenza delle condizioni minime propedeutiche al libero mercato, componente base di un sistema normalizzato e democratico.

C’è un MA in questo piano strategico da rimboccarsi le maniche: il Collegio in carica decadrà, per scadenza naturale, dalle sue funzioni a Febbraio 2018, in piena campagna elettorale, con un forte rischio di discontinuità politica di Governo e non sembra che l’attuale campagna elettorale stia esprimendo competenze e proposte di alto profilo legate alle tematiche energetiche-ambientali !!

La forzata attribuzione della paternità della gestione rifiuti, tema delicato, articolato e “rischioso” visti gli appetiti non sempre legali destati nel tempo, purtroppo assume i contorni di una scelta non ponderata, inopportuna e, probabilmente, figlia della necessità di “iniziare un discorso”, aggiungerei infine deleteria se dovesse determinare, per mancanza di risorse, ritardi nel settore energia ormai non più tollerabili.

Ma è proprio e solo questa la via per tutelare il consumatore?

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