#NTC, #BIM, Dl50, #CAM ... Riflessioni per capire perchè non usciamo dalla crisi

Questo mese di gennaio, anno 2018, verrà ricordato nel nostro settore delle costruzioni per due avvenimenti: la pubblicazione del cosiddetto decreto BIM e per la firma del decreto di pubblicazione delle Norme Tecniche delle Costruzioni.

Con il primo si formalizza la cosiddetta road map per l’applicazione del BIM, e quindi l’introduzione della digitalizzazione, nel settore degli appalti pubblici. Già dal prossimo anno, per i grandi appalti, il Building Information Modelling sarà obbligatorio. Dopo pochi anno sarà obbligatorio in tutti gli appalti pubblici.

Con il secondo si revisionano, dopo 10 anni, le norme che regolano tecnicamente la progettazione, la realizzazione, il controllo e il collaudo delle opere edili e infrastrutturali. Molte le novità, tra cui il fatto che il formatore si sia occupato anche delle parti non strutturali dell'opera, riconoscendo che negli ultimi terremoti gran parte dei problemi sia nato proprio da esse.

Sono novità che si aggiungono a un altro insieme di documenti, leggi e regolamenti usciti negli ultimi mesi, tra cui ricordo in ordine sparso due documenti del Consiglio Superiore dei LLPP, ovvero le linee guida sulla produzione e controllo del calcestruzzo, il Dl del 9 giugno 2017 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, in cui si parla ovviamente di marcatura CE, e il Dl 50.2016 e i suoi correttivi, il cosiddetto Testo unico degli appalti, che con se ha portato molte novità tra cui l’obbligo dei C.A.M. e il fatto che i costi dei controlli nelle opere pubbliche non possano essere oggetto di scontistica.

Per quanto riguarda il Dl sul tema della marcatura CE vorrei ricordare che ora è prevista la responsabilità penale diretta per il Progettista, il Costruttore, il Direttore Lavori, il Direttore dell'Esecuzione o Collaudatore, che utilizzano prodotti non conformi e ovviamente per il fornitore.

Con l'obiettivo di avere un riferimento, un punto di partenza, identifichiamo la data di inizio del cambiamento con la pubblicazione del testo unico degli appalti: quindi il 19 aprile 2016. Dal 19 aprile 2016 sono di fatto cambiati tutti i riferimenti che regolavano il mondo delle costruzioni. 

Poi chiediamoci che cosa abbiamo approfondito e cercato di comprendere di questi cambiamenti. Se abbiamo partecipato a qualche iniziativa di confronto, se abbiamo letto qualcosa, se abbiamo chiesto chiarimenti a qualcuno.

E infine chiediamoci che cosa abbiamo cambiato dopo quella data nelle nostre aziende. Se abbiamo fatto delle modifiche nelle politiche commerciali, se abbiamo informato i nostri agenti e venitori, se abbiamo introdotto delle modifiche nella nostra organizzazione o nel nostro processo produttivo. E soprattutto se abbiamo introdotto qualche novità per cogliere una delle opportunità che ci vengono offerte (C.A.M., digitalizzazione, controlli …). 

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Se la risposta a queste domande è nulla, se la nostra azienda è rimasta esattamente identica a quella che era prima del 19 aprile 2016, allora ci siamo dati una risposta sul fatto che la parola crisi ancora sia così viva nella nostra attività quotidiana.