5 buoni motivi per cui gli architetti dovrebbero progettare in 3D

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INES MANSFELD, ARCHITETTO E PRODUCT MARKETING MANAGER

Per rimanere competitivi gli architetti devono confrontarsi con le sfide tecnologiche del loro tempo e con le crescenti richieste dei loro committenti. I tempi di costruzione sempre ridotti e la crescente interconnessione di tutte le parti coinvolte richiedono rapidità d'azione. Oggi la disponibilità costante delle informazioni si è ormai affermata come standard.

I committenti, i progettisti e tutti gli altri soggetti coinvolti nel processo di costruzione lavorano per garantire e aumentare la qualità dei propri progetti grazie una comunicazione rapida e trasparente. La tecnologia odierna offre tutte le possibilità, dai dispositivi mobili alle piattaforme cloud. Perché le informazioni che vengono scambiate via mail in pochi secondi non dovrebbero anche essere elaborate immediatamente nel modello digitale? I produttori di software hanno già creato le giuste condizioni per ottenere tutto questo.

Stando a un sondaggio internazionale del Business Advantage Group sulle tendenze CAD più significative del 2017, il mercato si sta attualmente concentrando sulla modellazione 3D combinata alla progettazione dei dettagli in 2D. Ma anche le tecnologie quali la realtà virtuale, l'Advanced Real Time Rendering e la stampa 3D stanno assumendo sempre maggiore importanza negli ultimi tre anni.

Gli esperti di ricerche di mercato vedono il BIM in vetta alla classifica d'interesse per il settore delle costruzioni nel 2018.

All'inizio del 2017 è stato condotto un sondaggio a livello mondiale tra 720 utenti CAD e responsabili decisionali sull’importanza, sull’utilizzo effettivo e su quello previsto del proprio software CAD. Il 34% degli intervistati rientrava nel settore della produzione e il 32% nel settore AEC (architettura, ingegneria e costruzione).

Ma, nonostante le differenze tra i settori di appartenenza degli utenti e dei responsabili, le motivazioni a favore della modellazione 3D differiscono meno rispetto agli obiettivi prioritari delle diverse applicazioni. Nell’industria automobilistica, i dati 3D servono per sviluppare i prototipi delle carrozzerie; nell’architettura, sulla base di un modello 3D si generano i prototipi delle costruzioni. In ogni caso servono precisione ed efficienza.

Il metodo di lavoro digitale rappresenta già da decenni lo standard per gli architetti. E-mail, smartphone e tablet hanno sostituito gli apparecchi fax per la comunicazione. La progettazione assistita da computer è accompagnata da software di calcolo, programmi per le gare d’appalto e CAD. Ma, mentre l’industria automobilistica ha già in serbo modelli in grado di auto-pilotarsi, molti architetti utilizzano ancora il software CAD come fosse un tavolo da disegno e ne apprezzano quali vantaggi solo funzioni come “Annulla”, “Copia” ed “Elimina”.

Perché nell’industria automobilistica, per rimanere in questo esempio, si è consolidato l’utilizzo dei dati 3D mentre ciò non è avvenuto in architettura? La motivazione sta spesso nel timore degli architetti di una progettazione sempre più complessa. Ma è vero il contrario. I vantaggi di un modello di edificio 3D superano di gran lunga gli eventuali problemi da affrontare.

PROGETTAZIONE 2D PER ABITUDINE

Al termine di ogni fase di progettazione, l’architetto consegna il progetto - cioè i disegni 2D - al committente, agli uffici competenti, agli appaltatori, ai partner di progettazione, ecc. Questi possono essere in forma di tavole cartacee ripiegate, di file PDF in formato digitale o, il più delle volte, entrambi.

Nella maggior parte dei paesi questo è anche l’unico modo per richiedere il permesso di costruire. Fino a non molto tempo fa non c’erano in effetti alternative, dato che la progettazione assistita dal computer, con l’aiuto di software CAD, si è affermata nel settore delle costruzioni “solo” all’inizio degli anni ‘90.

Da allora la tecnologia a supporto di queste fasi è progredita con estrema rapidità, ma in molti studi di architettura il modo di impiegarla non è stato al passo con i tempi. La maggior parte dei programmi CAD continuano a consentire la progettazione 2D e ad accettare disegni in 2D. Gli architetti non hanno quindi alcuna necessità impellente che li spinga a passare al 3D. Del resto, il passaggio a un metodo diverso comporta sempre il cambiamento dei processi e, soprattutto, delle abitudini.

Ma non sono solo gli architetti ad aver perso il collegamento con le più recenti tecnologie. Mentre la digitalizzazione continua a fare progressi negli altri settori, la maggior parte degli uffici per l'edilizia continuano ad accumulare richieste e progetti in forma cartacea, riempiendo così gli archivi.

Si sono tuttavia registrati alcuni progressi. I bandi di gara in forma elettronica vengono utilizzati ad esempio nell’80-90% dei casi in Germania, per quanto riguarda gli appalti pubblici; in Gran Bretagna e in Italia siamo addirittura al 100%, se il volume di costruzione supera i 90.000 Euro. Sempre più paesi riconoscono il potenziale della digitalizzazione ed elaborano standard per le autorità competenti, in modo da poter usare i dati in vari modi, ad esempio per gli appalti in cui sono coinvolti più uffici. Quando questi standard si saranno affermati, le conseguenze riguarderanno anche gli architetti. Un progetto cartaceo non sarà più accettato. Nei bandi di gara esistono già delle procedure in cui è richiesta la presentazione di un modello digitale, grazie al quale la stazione appaltante possa verificare il rispetto dei requisiti. 

Oggi è possibile lavorare in modo competitivo solo con la progettazione digitale, che consente di utilizzare una vasta gamma di dati da condividere con il committente, i partner di progetto e gli uffici competenti.

DIVERSE POSSIBILITÀ DI VISUALIZZAZIONE

I vantaggi della progettazione 3D sono indiscutibili, come insegnano le esperienze nell’ingegneria meccanica e nell’industria automobilistica. Ma questo non è sempre evidente, perché molti progettisti utilizzano i modelli 3D solo a scopo di presentazione ai committenti e agli investitori o come illustrazione nei concorsi di architettura. Nella maggior parte dei casi, questi modelli 3D generati al computer sono solo corpi 3D a cui sono state attribuite texture e superfici realistiche. Servono esclusivamente alla rappresentazione estetica e non possono essere utilizzati per la progettazione vera e propria in quanto privi di un database con le informazioni. Queste animazioni non sono paragonabili a veri modelli 3D.

Un vero modello 3D è la rappresentazione digitale del futuro edificio e contiene tutte le pareti, i solai, le porte, le finestre, ecc. e, già in fase di progettazione, offre molteplici possibilità, ad esempio tramite la realtà virtuale o la stampa 3D.

La realtà virtuale offre opportunità totalmente nuove di confrontarsi con un progetto. Per gli architetti, ad esempio, i vani e le relative dimensioni sono verificati direttamente in 3D. Ai componenti è possibile attribuire texture, colori e informazioni, si possono simulare il percorso del sole e delle ombre, oppure arredare gli ambienti interni e sperimentarne immediatamente il risultato. Inoltre, la realtà virtuale rende il modello 3D disponibile non solo ai progettisti, ma anche al committente. Le dimensioni e le proporzioni sono più facili da comprendere in termini di volume e le decisioni a favore o contro una scelta progettuale vengono quindi notevolmente semplificate.

Grazie a un plastico creato con la stampa 3D si possono rappresentare anche geometrie molto complesse, cosa molto difficile o impossibile con i metodi convenzionali. Forme organiche o molto particolari diventano subito comprensibili e tangibili grazie alla possibilità di essere stampate nella scala più appropriata e con colori realistici. A seconda delle esigenze si possono stampare anche singoli piani, che possono essere poi composti in un edificio, come avviene per i disegni esplosi o le sezioni. 

La stampa 3D offre vantaggi anche nella partecipazione alle gare, dato che consente anche la produzione rapida di un modello architettonico con gli stessi dati del modello 3D, indipendentemente dalla scala e dai colori.

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MODELLO 3D - Nuova scuola elementare, Borgo Valsugana(Trento, Italia)-Arch. Gianluca Perottoni

Grazie a un unico modello 3D, la costruzione può essere rappresentata geometricamente e virtualmente dal progetto complessivo fino al minimo dettaglio, per singoli piani, in sezione, interamente e inserita nel contesto dell’ambiente.

Gli altri temi trattati dal White paper

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