Abitare Digitale & Design For Living Services

With companies like Google, Marriott, Starbucks and other high-tech firms like Autodesk embracing offsite, there is a ton of investment money looking to revolutionize the construction industry
Tom Hardiman

Starbucks, the retail chain giant, has availed design modeling and design coordination services of Autodesk and its products like Revit for designing a chain of outlets and manage their construction works across the world. This stands as an inspiration for all those emerging building construction companies to give up their traditional best practices and partner with a building design services company, which can give insights and align them with current trends
Hiral Patel

WeWork’s level of vertical integration—the same company designs, remodels, and operates the space—explains why they’ve embraced this technology in ways that standard architecture firms haven’t. As owners, they can react to the data and fix areas that are underperforming, a luxury available to few other designers. They can also anticipate user needs: By feeding data through machine-learning algorithms, they can predict how much a particular proposed meeting room will be used before it’s even built
Patrick Sisson

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La trasformazione digitale del Settore delle Costruzioni ha avuto, nel Regno Unito, un fulcro di particolare intensità, benché vi siano alcune interpretazioni particolarmente critiche, come emerge dalla seguente affermazione: while industry has come a long way in the last six years and reminds those of us working in the BIM space to pat ourselves on the back and feel some pride that our sector is changing for the better – in reality the proportion who can actually play their part on a BIM Level 2 project to the required standard, is still relatively small.  This observation is not limited to the supply chain but to clients too.  Therefore, the stark reality at present is although projects may or may not have BIM Level 2 expressed contractually, there are a number of reasons why the benefits of working in a BIM Level 2 environment are not fully realised by those involved.

L'orizzonte digitale del Settore delle Costruzioni vede, in merito, due elementi distinti su cui articolare un progetto industriale: il ritorno della industrializzazione e la servitizzazione del prodotto immobiliare e dei significati che a essi la Domanda inizia ad attribuire.

Occorre, anzitutto, sgomberare il terreno da alcuni luoghi comuni che sembrano, in primo luogo, alludere a un ritorno di fiamma della prefabbricazione che, nelle vesti digitali (dall'Information Modeling all'Additive Manufacturing), sotto la denominazione di Off Site e Design for Manufacturing & Assembly, si è indubbiamente rifatta una verginità, assieme alla nozione di modularità, che risorge quale dispositivo sartoriale della Mass Customization, quasi come nemesi della grande serialità della Mass Production.

Non dimentichiamo che il vincitore storico della vicenda nel secolo scorso è stato il tradizionale evoluto e che la maggiore visibilità nell'innovazione è stata assunta dai pezzi unici delle facciate continue e delle strutture metalliche di origine manifatturiera.

Naturalmente, in primo luogo, il componente prodotto industrialmente può vantare le stimmate dell'originalità se si vuole discorrere di Manifattura legata alla Quarta Rivoluzione Industriale: il fatto che esso possa raggiungere digitalmente, per via della serialità e della modularità, versatili e flessibili, una individualizzazione spinta indurrebbe a chiudere il cerchio logico che vedrebbe la denominazione di Industria 4.0 applicabile esclusivamente alla prefabbricazione. Anche se Impresa 4.0 rivela un intento ormai dilatato.

In realtà, anche nel passato, a partire almeno dai brevetti Camus dell'immediato dopoguerra, il punto di forza della origine manifatturiera si era risolto in un punto di debolezza sia di fronte alla cultura architettonica sia, soprattutto, innanzi alla riluttanza degli operatori (anche paradossalmente supportata da innovazioni sociali come per il Piano INA CASA).

Occorre, però, ricordare che la componentistica edilizia, come oggetti del design, di cui in Italia si sono avute le testimonianze migliori nei SAIE della fine degli Anni Sessanta (forse già troppo tardi) era fondata sulla coordinazione dimensionale e modulare: il che significa che, più che all'oggetto costruttivo, ormai digitalizzato, bisogna(va) guardare alle sue relazioni, in quanto le connessioni definiscono un sistema.
Per questa ragione, si può, immaginando catene di fornitura tradotte in combinatorie computazionali tra elementi costruttivi, pensare a configuratori che si basino su machine learning e predictive analytics.

Qui, però, si comprende come il limite di questa narrazione si trova in un racconto che non relaziona i componenti edilizi e impiantistici con i flussi, simulabili delle attività che sono in rapporto, letteralmente in connessione, con i contenitori.
Il récit tradizionale, per quanto sempre più attento alla ingegneria delle prestazioni del contenitore, resta, enfatizzando digitalmente il sistema costruttivo, indifferente a ciò che avviene negli edifici e attraverso le infrastrutture, proprio allorché la interconnessione fa assumere tutt'altra natura agli oggetti, in qualità di smart construction object.

Ecco perché la grande novità che possiamo ravvisare nella Industrializzazione del Settore delle Costruzioni non si trova intrinsecamente nei più avanzati mezzi di progettazione e di produzione o di installazione di elementi costruttivi realizzati fuori opera, col Computational Design e colla Digital Fabrication, bensì nella loro capacità di creare un sistema, di stabilire nessi con quanto nei cespiti che essi concorrono a realizzare avviene.

Il rischio di, a questo proposito, immaginare che l'assemblaggio in sito dei componenti prodotti fuori opera avvenga tramite l'automazione e la robotica (cosa possibile, certo, sia pure con le limitazioni relative agli interventi sul costruito) vuol dire continuare a perpetrare una concezione strettamente pedissequa della essenza industriale, manifatturiera, poco fruttifera in passato nella sua letteralità.

Il passaggio cruciale, il fattore realmente trasformativo del Settore, quello che lo potrebbe realmente portare al centro delle economie nazionali, sta nel livello di servitizzazione del bene immobiliare o infrastrutturale, nell'idea che l'edificio sistemico (system building, non a caso, era l'edificio prefabbricato in inglese) possa contribuire direttamente all'erogazione dei servizi.

D'altra parte, tutte le applicazioni più interessanti di combinatorie probabilistiche di tipologie distributive e di elementi costruttivi sono state effettuate da Aditazz o da Bryden Wood in rapporto alla computazione dei percorsi e dei flussi: nel momento in cui, in effetti, ci si inizia, partendo dal visual programming, ad assuefare alla possibilità di generazione algoritmica di una molteplicità di soluzioni tra cui identificare semi-automaticamente le soluzioni ottimali, occorre, invece, ragionare sia sulla simulazione dei flussi sia sulla costituzione di data set tratti dai modelli informativi per applicare logiche di intelligenza artificiale.

In altre parole, nel momento in cui i componenti edilizi e impiantistici, le loro capacità relazionali, esplicitata computazionalmente, digitalmente, divengono connessi, sensorizzati, essi, appunto, si pongono in dialettica tra di essi e con gli utenti/occupanti/abitanti: non per nulla, essi si coniugano con due fenomeni decisivi, come la percezione, ad esempio, della residenza come di un servizio evolutivo, parzialmente distante dalla detenzione statica della sua proprietà, e le modalità di interazione tra fruitori e cespiti attraverso veicoli gestuali o vocali, propria di Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft.

Allo stesso tempo, però, gli abitanti non sono solo i millenial che diventano nomadici e che convivono nel co-housing, ma anche i baby boomer che invecchiando richiedono prestazioni para-assistenziali.

I sistemi costruttivi e le filiere che originano e che presidiano queste versioni, nella loro trasposizione digitale, all'interno di repertori cognitivi, di ecosistemi digitali, sono continuamente nutriti di retroazioni, potrebbero arrivare, grazie alle predictive analytics, di anticipare probabilisticamente le caratteristiche delle soluzioni customizzate in termini di evolvibilità diacronica, nell'ottica, dunque, di una servitizzazione dell'abitare, dell'edificio che cresce assieme ai suoi abitanti, come sosteneva Bouygues Immobilier.

La ripresa della prefabbricazione è, negli Stati Uniti, così giustificata in termini tradizionali: the rise in offsite manufacturing and construction will be driven by a number of factors, including contractors' difficulty filling skilled labor positions and the need to complete projects faster and with fewer resources.

Nel contesto europeo, anche in ambiti meno impegnati quantitativamente nella prefabbricazione nei Gloriosi Trenta, come erano, invece, la Francia o l'Unione Sovietica, essa ha goduto di una pessima reputazione. Nel Regno Unito, ad esempio, there have been lingering concerns regarding the label 'prefabricated' as the result of poor-quality mass-produced housing that was pre-fabricated following the second world war, as well as the Ronan Point collapse in 1968. 

Se guardiamo a una realtà, tutto sommato, si fa per dire, ancora convenzionale, come Katerra Inc., ma lo stesso varrebbe per la alleanza tra Autodesk e Project Frog, però, leggiamo:

  • A vertically integrated team to provide end-to-end building services within a single partner, including architecture, interior design, engineering, material supply, manufacturing, and construction. Katerra’s proprietary technology drives this integration by connecting Building Information Modeling (BIM) tools and computational design directly to its global supply chain infrastructure for ease of material ordering, manufacturing, tracking, and delivery. 
  • Integration between factories and construction jobsites, offering greater precision, higher productivity, and quality control. With materials and products arriving at construction sites just-in-time and ready to install, a Katerra job site more closely mirrors a process of precision-sequenced product assembly than traditional construction. 
  • A unique design approach combining product standardization with customization, providing the efficiency of manufacturing without sacrificing design freedom. 
  • A global supply chain of curated, high-quality products, eliminating middlemen and passing on the savings directly to clients. 

WeWork rappresenta, sulla scorta delle precedenti assunzioni, un caso esemplare, poiché we’re primarily focused on trying to understand the relationship between people and spaces, and how the design of our spaces works for the people who inhabit them; instead of using intuition and rules of thumb, WeWork uses data to quantify what makes a good office.

Ovviamente, come accade in tutte le manifestazioni della Smart City, come aveva osservato Antoine Picon, la sindrome della control room emerge con impressionante assiduità: on giant screens at headquarters on West 18th Street in New York, executives and technicians monitor the empire, including what type of maintenance has been requested in each building, and whether it's been done; month-by-month going into next year, what deals and what office developments are coming next; and how precisely its spaces are used.

Qualora, tuttavia, rivolgessimo lo sguardo a WeLive, la versione co-residenziale di WeWork, potremmo cogliere molti aspetti innovativi, nel senso appena accennato, ma anche fonti discordanti secondo cui WeWork’s expansion plans for its housing communities, known as WeLive buildings, haven’t met the company’s expectations, perhaps due to the fact that some tenants view it as a temporary crash pad, not a long term home.

In conclusione, possiamo davvero identificare la Nuova Industrializzazione nella prefabbricazione, possiamo ritornare a parlare di sistemi costruttivi aperti e leggeri, possiamo vedere in essa il predominio delle tecnologie costruttive a secco?

Se riflettiamo sulla nozione di Smart Home e, soprattutto, sui contenuti che a essa si conferiscono possiamo affermare che forse la smartness abbia dimenticato la home, così come ha ridotto la city, ma, infine, in questo segmento di mercato progettisti e costruttori del comparto appaiono raramente in qualità di primattori.

Ancora una volta, occorre ritornare agli abitanti, degli edifici e delle città che, tuttavia, attraverso i loro comuni dispositivi digitali divengono produttori di giant data: sostiene Curbed che the ability to transmit images into data, without human intervention, is the single most powerful thing, says Rohit Aggarwala, chief policy officer at Sidewalk Labs, the Google urban technology spinoff that is building its own smart neighborhood in Toronto.

Veniamo allora a quanto ritiene Daniel Davis, all'interno di WeWork: WeWork, the coworking giant with more than 200 global locations, utilizes video analysis and machine learning, along with many other data sources, including heat maps and the company’s app, to create better workspaces. The architecture industry has always been based on intuition and reverence for individual geniuses. What’s shifting today is the understanding that we can test and evaluate design solutions. Whether it’s designing traffic plans and counting cars, or analyzing how a meeting room is used, there’s suddenly all this information that wasn’t obvious, or even accessible, a few years ago.

Davis aggiunge: 

historically, computational design referred to the work of architects such as Frank Gehry and Zaha Hadid—twisting, wildly creative buildings that owe part of their existence to processing power. In the future, computational design will refer to something more human-scale. If you walk into a WeWork space, it doesn’t look like that kind of high-tech space, it looks homely, inviting, welcoming. Nothing suggests a sophisticated process behind it. The space is performing in a way that suits your needs, without overtly being a space of the digital.

Questa idea di Industrializzazione Edilizia è molto distante da una accezione normale, perché impatta invisibilmente sia sulla essenza del prodotto immobiliare sia sulla natura degli operatori.