Un edificio mangia-smog per la nuova sede UNIPOLSAI by Progetto CMR

13/02/2018 3353

L’edificio “mangia-smog” pensato da Progetto CMR ridurrà la produzione di CO2 per l'equivalente di 122.000mq di aree verdi 

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Sono partiti i lavori della nuova sede operativa di UnipolSai Assicurazioni disegnata da Progetto CMR, il complesso De Castillia 23, che sorgerà nel quartiere Isola di Milano. Il progetto riporta in vita un vecchio edificio rimasto per anni incompiuto e abbandonato, riconsegnando quindi alla città di Milano un luogo all’altezza dell’innovazione e della contemporaneità che caratterizza il contesto circostante.

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Il progetto in mostra

Il progetto in mostra aMilano. Le Origini del Futuro, evento organizzato dal Urban Up - Gruppo Unipol presso lo spazio Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, dove è possibile osservare più da vicino come diventerà De Castillia 23 grazie ad un plastico e ad un sistema avanzato di realtà aumentata. Dalle ore 11.00 alle ore 18.00 fino al 31 gennaio 2018 il pubblico può provare l’esperienza virtuale del progetto di De Castillia 23, grazie all’utilizzo della tecnologia VIVE, la più innovativa del momento nel campo della Realtà Virtuale. Un viaggio interattivo in 3D in De Castillia 23 dove si può interagire con l’ambiente circostante, selezionare contributi video e attivare grafiche informative immergendosi nella Milano del futuro.

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La soluzione architettonica proposta dalla società di progettazione integrata milanese, sulla quale il Sindaco Sala aveva espresso grande soddisfazione quando ebbe modo di visionarla in anteprima lo scorso marzo, si configura come un intervento a 360 gradi, che mira non soltanto a rivoluzionare gli aspetti puramente estetici dell’edificio, ma che va anche e soprattutto a incrementarne la funzionalità, le prestazioni energetiche e l’efficienza complessiva dell’immobile. 

Un progetto sostenibile in BIM

Il futuro complesso di UnipolSai sarà costituito complessivamente da due corpi di fabbrica di 53 e 15 metri di altezza. Una delle scelte più importanti fatte dalla committenza e che caratterizza il progetto è stata quella di trasformare ad uso uffici i primi due piani fuori terra precedentemente destinati a parcheggio con la conseguente demolizione della rampa d’accesso esistente. In questo modo è stata aumentata la superficie destinata agli uffici e sono stati liberati ampi spazi al piano terra, rendendoli pienamente fruibili anche dall’esterno. Altro tratto qualificante del complesso è la facciata, cucita sull’edificio come un prezioso tessuto di vetro che restituisce giochi di luce sempre diversi a seconda del punto da cui la si guarda. Una facciata prismatica, dinamica ed elegante, che dialoga con gli edifici vicini, ben inserendosi nel linguaggio architettonico del distretto.

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Caratteristica chiave del progetto, interamente disegnato in BIM, è la profonda innovazione tecnica e impiantistica che ha interessato il complesso, rendendolo un vero e proprio esempio di architettura green e sostenibile a tutto tondo. Si è scelto di trattare parte delle superfici esterne in gres con biossido di titanio, un rivestimento innovativo che contribuisce attivamente a ridurre l’inquinamento atmosferico locale. Il materiale innesca infatti un processo fotocatalitico che permette lo "scioglimento" degli agenti inquinanti, che nel caso specifico di De Castillia 23 si traduce in una riduzione attesa di 36 kg di ossido di azotoin meno all’anno, equivalente all’azione stimata di 122.000 mq di aree verdi.

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L'edificio è poi contraddistinto dall’impiego di impianti di ultima generazione, che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione energetica. Il sistema fotovoltaico integrato in copertura produce circa 40.000 kWhel/anno di energia pulita evitando l’emissione in atmosfera di 13 tCO2/anno. Una pompa di calore ad acqua di falda ad altissima efficienza sfrutta l’energia geotermica sia per il riscaldamento che per il raffreddamento degli uffici, senza rilasciare inquinanti localmente. 

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I 2.000 mq a verde previsti nel progetto concorreranno poi a rendere più salubre l’ambiente e a purificare l’aria circostanti, assorbendo circa 12 tonnellate di anidride carbonica all’anno e rilasciando 9 tonnellate di ossigeno, secondo le ricerche condotte dal team di Ricerca & Sviluppo di Progetto CMR. 

Per quanto riguarda gli ambienti interni, sono stati condotti degli studi ad hoc per migliorare i livelli di illuminazione naturale negli uffici, risolvendo alcune criticità legate alla struttura già presente dell’edificio, come l’elevata profondità dei corpi edilizi esistenti: il risultato finale è un aumento atteso del 30% della luce diffusa e del 36% della luce globale (diretta+diffusa) rispetto ad un edificio a uffici standard, con conseguente riduzione dell’utilizzo dell’illuminazione artificiale e risparmio di consumi energetici.

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“Il risultato è un complesso architettonico all'avanguardia e sostenibile” – sostiene l’arch. Massimo Roj, AD di Progetto CMR – “ma soprattutto è un luogo finalmente restituito alla comunità, che grazie anche alla lungimiranza della committenza rappresenterà il nuovo tassello nella Milano che guarda al futuro”.

 

Progetto CMR
Progetto CMR è una società specializzata nella progettazione integrata, nata nel 1994 con l'obiettivo di realizzare un'architettura flessibile, efficiente ed ecosostenibile applicando un metodo che parte dall'analisi delle esigenze del cliente. La sede centrale è a Milano, ha uffici in diverse città nel mondo: Rome, Athens, Bahrain, Beijing, Chennai, Hanoi, Ho Chi Minh, Istanbul, Jakarta, Moscow, Prague, Singapore, Tianjin ed è partner di EAN - European Architect Network.
La società è strutturata in tre macro aree: architettura, ingegneria, design, che operano in modo integrato per offrire soluzioni personalizzate, innovative e sostenibili. Dal 2010 Progetto CMR è tra i primi 100 studi di architettura al mondo segnalati da BD World Architecture Top 100.
“Less ego more eco”, meno interessi personali e più obiettivi collettivi, è la filosofia progettuale della società che dà anche il titolo all’ultima pubblicazione dedicata alla sostenibilità, firmata dall’arch. Massimo Roj (Editrice Compositori, 2012).
Tra i progetti recenti in Italia: la nuova sede di ING Italia a Milano, i nuovi uffici Adidas e Generali, le nuove sedi di HP a Milano e Roma, di UnipolSAI a Milano, uno spazio multi-funzione per Ferrari. Tra quelli esteri sono diversi gli sviluppi a scala urbana: i masterplan China-EU Future City a Shenzhen (4.622.000 mq) e Xiantao Big Data Valley a Chongqing (un IT park di 700.000 mq di ultima generazione, attualmente in fase di costruzione), il villaggio eco-sostenibile a Manjiangwan, disegnato seguendo i canoni di Slow City.

Massimo Roj, fondatore e Ceo di Progetto CMR
Architetto, da oltre 30 anni svolge attività di consulenza nei campi della Pianificazione degli spazi, del Disegno degli interni e dell’Architettura in Italia e all’Estero. Nel 1994 fonda a Milano Progetto CMR, azienda leader italiana nel settore delle progettazione integrata. La sua passione per la ricerca lo porta ad assumere numerosi incarichi scientifici. Visiting Professor all’Università di Tianjin, nel 2002 è membro del comitato scientifico di Humantec (Design for Humanization of Technology), dal 2006 fa parte del comitato scientifico di ULI (Urban Land Institute), dal 2011, grazie al suo impegno nella progettazione sostenibile, partecipa ai comitati scientifici di Eire e Assoimmobiliare, dal 2013 entra a far parte del Comitato Operativo per la Competitività Territoriale di Assolombarda.

 

Tra le sue pubblicazioni: “Workspace/Workscape. I nuovi scenari dell’ufficio” (2000), “WorkWideWords. Le parole del progetto” (2004), “Less Ego More Eco” (2012).