Tall buildings: gli ultimi trend delineati dal CTBUH

Roberta Valli - Architetto, redazione INGENIO e PAVIMENTI Dario Trabucco - Ctbuh / Università Iuav di Venezia 09/02/2018 2067

L’articolo presenta una sintesi del report relativo al 2017 del Council on Tall Buildings e Urban Habitat e, di seguito, una breve intervista di approfondimento a Dario Trabucco responsabile Ufficio Ricerche per il CTBUH

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Gli edifici più alti del mono - per ora! 

La corsa per il grattacielo più alto del mondo sembra non finire mai. Attualmente a detenere il record, con un’altezza di 828 metri, è il Burj Khalifa completato nel 2009 a Dubai. Ciò nonostante il suo primato non durerà a lungo: nel 2013 sono iniziati i lavori di costruzione della Jedda Tower (o Kingdom Tower) a Gedda, in Arabia Saudita, destinata a diventare il più alto grattacielo del mondo superando i 1000 metri di altezza. 
Ma quanti grattacieli si costruiscono ogni anno nel mondo? In quali aree? Che altezze presentano? 

Come di consuetudine, in apertura del nuovo anno, il Council on Tall Buildings e Urban Habitat (CTBUH) fa il punto sui tall buildings pubblicando un report sugli edifici più alti di 200 metri ultimati nel mondo nel corso dell’anno precedente. 

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La relazione di quest’anno rivela che nel 2017 sono stati  realizzati ben 144 tall buildings, con altezza cioè superiore ai 200m, in 23 diversi paesi del globo superando, per il quarto anno consecutivo, il record dell’anno precedente ed evidenziando  come la tendenza alla costruzione di grattacieli non sia assolutamente in declino!
La sempre  più ampia diffusione della tipologia “grattacielo” è legata evidentemente al trend dell’urbanizzazione di massa del pianeta  – ogni settimana si urbanizzano nel mondo più di un milione di persone – e, infatti, i tall buildings , come si evince dal report, non sono  più limitati a pochi centri finanziari e commerciali, ma stanno diventando un modello globale accettato per il residenziale proprio perché consentono la concentrazione di numerose persone in poco “spazio orizzontale” urbano.

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1.Ping An Finance Center Shenzhen, China 599m 2.Lotte World Tower Seoul, South Korea 555m 3.Marina 101 Dubai, United Arab Emirates 425m  4.The Address Boulevard Dubai, United Arab Emirates 370m  5.Ahmed Abdul Rahim Al Attar Tower Dubai, United Arab Emirates 342m  6.Wilshire Grand Center Los Angeles, United States 335m 7.Yuexiu Fortune Center Tower 1 Wuhan, China 330m          8.Hon Kwok City Center Shenzhen, China 329m  9.Yantai Shimao No. 1 The Harbour Yantai, China 323m  10.Zhuhai St. Regis Hotel & Office Tower Zhuhai, China 322m  11.Guangxi Finance Plaza Nanning, China 321m  12.Sinar Mas Center 1 Shanghai, China 320m      13.Jiuzhou International Tower Nanning, China 318m  14.Poly Pazhou C2 Guangzhou, China 311m  15.Huachuang International Plaza Tower 1 Changsha, China 300m  16.Jin Wan Plaza 9 Tianjin, China 300m  17.Shum Yip Upperhills Tower 2 Shenzhen, China 299m      18.China World Trade Center Phase 3B Beijing, China 296m  19.Concord International Centre Chongqing, China 290m  20. Skyland Office Tower & Skyland Residential Tower Istanbul, Turkey 284m 

Secondo il report gli edifici con funzioni esclusivamente residenziali si sono arricchiti di 49 completamenti, raggiungendo il  34% del totale, rispetto al 15% del totale dello scorso anno. I nuovi completamenti ad uso ufficio rappresentano il 38,9%, quelli ad uso misto il 26,4% infine quelli a destinazione hotel lo 0,7%. 

"The data from 2017 shows a continuation of the trend towards a greater global proliferation of skyscraper construction" 
 said CTBUH executive director Antony Wood.

Lo studio del CTBUH evidenzia non solo come la costruzione dei grattacieli sia cresciuta costantemente negli ultimi quattro anni, tanto che il numero di nuove torri costruite nel 2017 è più del doppio di quello del 2013 ma, come sottolineato da  Antony Wood,  mette soprattutto in luce come le nuove costruzioni siano  sempre più geograficamente diversificate coprendo ben 69 città in 23 paesi diversi.
In un certo senso sono proprio i dati relativi alla rapida diversificazione geografica quelli da monitorare come nuovo trend. Consideriamo infatti che nel 2007 solo 20 città in tutto il mondo avevano completato edifici di oltre 200metri, ed era il numero più alto mai registrato fino ad allora, e un decennio più tardi il numero di città rappresentate in questo rapporto è più che triplicato.

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Ancora una volta, per il decimo  anno consecutivo, la Cina è in testa alla classifica della  costruzione di grattacieli con 76 completamenti per il 53% del totale anche se si delinea una leggera inflessione rispetto al 2016, anno in cui aveva ultimato 83 tall buildings, ovvero il 65% del totale mondiale.
Per il secondo anno consecutivo la città cinese di Shenzhen si è evidenziata come vero e proprio “focolaio” di grattacieli  con ben 12 completamenti. 
I 12 nuovi tall buildings di Shenzhen includono anche l'edificio più alto del 2017, il Ping An Finance Center, alto 599 metri, di KPF, il quarto più alto del mondo.

Se analizziamo le città con il maggior numero di completamenti troviamo ai primi due posti la Cina con Shenzhen e Nanning, al terzo posto pari merito  con cinque completamenti ciascuna Giacarta, Indonesia e Chengdu, Cina. Al quarto posto, sorprendentemente, Pyongyang, Corea del Nord con quattro completamenti nel 2017, mentre nel 2016 non aveva ultimato nessun edificio al di sopra dei 200m.
Seoul, Corea del Sud ha completato tre tall buildings, tra cui la Lotte World Tower, un edificio a uso misto di 555 metri - il primo «supertall»  della città.
Insomma l'Asia - e la Cina in particolare - continua ad essere leader mondiale per la costruzione dei tall buildings con oltre 200 edifici completati, ma nei prossimi anni potrebbe iniziare a perdere il suo vantaggio  a favore di altre regioni, come l'Africa e l'India.
L'Africa infatti ha completato il suo secondo tall building, la Britam Tower, e, a causa della rapida crescita della popolazione, si prevedono ulteriori completamenti nei prossimi anni.

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Ping An Finance Center Shenzhen, China 599 meters – the tallest building of the year

Proviamo ad approfondire i dati del report con Dario Trabucco, Architetto, Ricercatore presso l'Università IUAV di Venezia e responsabile dell’Ufficio Ricerche per il Council of Tall Buildings and Urban Habitat (CTBUH)

- La prima domanda parte dalla constatazione che si costruiscono sempre più «supertalls», quindi edifici sempre più alti spingendo le tecnologie sempre più al limite, quali sono le tecniche costruttive  più diffuse  e quali  le migliori per raggiungere i record di altezza in sicurezza? Si stanno sviluppando nuove tecnologie e/o nuovi materiali  al fine di realizzare edifici sempre più alti?
- I calcestruzzi ad alta resistenza, sono oramai ampiamente utilizzati negli edifici alti anche se la vera “novità” se così si può definire sono le strutture in composito in Acciaio-Calcestruzzo, largamente usate per la realizzazione di colonne e core strutturali. 

- Quanto conta la forma dell’edificio in termini di resistenza al vento e quindi di possibilità di sviluppo in altezza?  Si utilizza in questo senso la progettazione parametrica per gli edifici alti?
- Per quanto possa sembrare strano e contro-intuitivo, più la forma di un grattacielo è “strana” – entro certi limiti!– meglio è, almeno da un punto di vista di resistenza al vento. Il vento è infatti il parametro fondamentale da tenere sotto controllo per gli edifici super-tall e il rischio maggiore è che una struttura uniforme e regolare entri in risonanza. Una struttura articolata e con sezione variabile, angoli smussati e superfici curve impedisce invece il formarsi di pericolosi vortici uniformi lungo tutto lo sviluppo verticale della torre.

- Ultimamente alcuni progettisti stanno utilizzando il legno anche per edifici medio-alti, penso ad esempio  al Terrace House a Vancouver di Shigeru Ban, una torre residenziale di 19 piani a struttura ibrida in acciaio, calcestruzzo e legno  o al progetto norvegese Mjøstårnet  un edificio di 18 piani per 80 metri di altezza completamente in legno: la nuova frontiera dei tall buildigs sarà il legno?  O è ancora utopistico parlare di edifici che superano i 200m in altezza realizzati completamente in legno?
- Come in tutto, penso si debba essere ”moderati” il legno è l’unico materiale da costruzione rinnovabile  ed è quindi “unico” dal punto di vista ambientale. Ha anche delle eccellenti prestazioni meccaniche che ne favorisce l’uso in determinate strutture. Tuttavia, non credo sia efficiente usare solo ed esclusivamente legno in un edificio da 200 metri. Ad oggi, il legno rappresenta lo 0% dei materiali impiegati in una torre da 200 metri. Se già si riuscisse a sostituire una piccola percentuale (15-20%) di acciaio o calcestruzzo con il legno, penso si farebbe un grande “favore” all’ambiente, senza complicare troppo le cose dal punto di vista strutturale.

- In base al report in Europa, nel 2017, sono stati completati 3 tall buildings, tutti e tre in Turchia, due dei quali ad Istanbul. Questo risultato è sintomatico del fatto che la tendenza in Europa è fondamentalmente quella di puntare alla rigenerazione del patrimonio esistente? Secondo lei in Italia l’esperienza, tra l’altro decisamente di successo, di Porta Nuova e City Life  rimarrà confinata alla realtà milanese o vedremo sorgere edifici alti in altre città?
- L’Europa, a parte Londra, Parigi e Francoforte ha sempre guardato con “sospetto” agli edifici alti, relegando questa tipologia a poche eccezioni. Il nostro continente si sta lentamente riprendendo dalla crisi e la quantità di patrimonio immobiliare da collocare sul mercato e di edifici da riconvertire è certamente in grado di assorbire le necessità future. Certamente alcuni edifici alti, o piccoli cluster, si potranno realizzare anche nel prossimo futuro per densificare alcune aree dei grandi centri urbani sia europei che italiani, ma il fenomeno non assumerà certo la scala che caratterizza le aree metropolitane degli altri continenti.

- Quali sono i temi che sta seguendo attualmente per CTBUH? E per lo IUAV?
- Il CTBUH – e lo IUAV dove ha sede il “research point” del CTBUH, è attualmente coinvolto in una serie di ricerche su alcuni temi molto innovativi, come gli ascensori a levitazione magnetica e le facciate resistenti agli uragani. Seguo poi alcune interessanti ricerche sempre sul tema degli ascensori (“convenzionali”) come attività di ricerca IUAV, ma indipendente dal CTBUH 

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Dario Trabucco è nato a Venezia il 27 settembre 1980 e si è laureato all’Università Iuav di Venezia nel 2004. Consegue il dottorato di ricerca in tecnologia dell’architettura nel 2009 all’Università degli studi di Ferrara.
Già docente a contratto e assegnista di ricerca, Dario Trabucco è ricercatore universitario non confermato dal 2012, si occupa dei temi della sostenibilità ambientale nel mondo delle costruzioni, in particolare per quanto attiene l’analisi del ciclo di vita (LCA) e l’individuazione delle soluzioni tecnologiche e costruttive che minimizzano l’energia incorporata negli edifici.
L’attività di ricerca si concentra soprattutto sugli edifici alti, analizzandone le caratteristiche costruttive e le specificità tecnologiche, l’uso dei materiali, la progettazione degli elementi tecnologici caratteristici e il ciclo di vita dalla costruzione alla dismissione.
Da marzo 2013 a febbraio 2014 è visiting researcher presso l’Illinois Institute of Technology / Council on Tall Buildings and Urban Habitat di Chicago per condurre un progetto di ricerca sull’analisi del ciclo di vita delle strutture di cemento armato e di acciaio dei grattacieli.