Il vano dell'ascensore non va calcolato nella volumetria

Matteo Peppucci - INGENIO 27/02/2018 3259

Tar Puglia: un vano corsa di una piattaforma elevatrice-ascensore è un organismo privo di autonomia e, come tale, strumentale e servente rispetto al bene principale cui accede e non può essere computato nel calcolo delle volumetrie assentibili

La costruzione di un ascensore, con la realizzazione dei relativi vani di accesso, integra la realizzazione di semplici volumi tecnici (o vani tecnici), esclusi dal calcolo della volumetria sia degli edifici a uso abitativo, sia, in assenza di esplicite disposizioni di segno contrario, degli edifici commerciali.

L'importante principio è stato ricordato dal Tar Puglia nella sentenza 249/2018 del 13 febbraio scorso (disponibile nel file allegato), dove si sottolinea che "possono essere qualificati volumi tecnici, esclusi dal calcolo della volumetria e dell'altezza dell'intero fabbricato e che non vanno presi in considerazione anche ai fini del rispetto della normativa in materia di distanze tra i fabbricati frontistanti, soltanto quelli adibiti alla sistemazione di impianti in rapporto di strumentalità necessaria con l'uso dell'edificio in cui vengono collocati e che non possono essere sistemati all'interno della parte abitativa, come per es. gli impianti termici, gli impianti idrici e l'ascensore".

Nel caso di specie, l'opera in esame consiste in un vano corsa di una piattaforma elevatrice-ascensore, delle dimensioni esterne di cm 75x116, con altezza da terra a cielo. Secondo i giudici amministrativi, "venendo in rilievo un organismo privo di autonomia, come tale strumentale e servente rispetto al bene principale cui accede, esso non può essere computato nel calcolo delle volumetrie assentibili".

Per tali ragioni, è evidente quindi l'illegittimità del diniego di sanatoria, avendo il comune posto a suo fondamento un elemento – e segnatamente, la realizzazione di nuovi volumi da parte della ricorrente – da ritenersi, per le ragioni che precedono, giuridicamente errato.

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