Intervista a Domenico Esposito - Generale Ispettore Capo del corpo del Genio Aeronautico

01/10/2012 3446

Preg.mo Generale, fino a pochi anni fa la laurea in ingegneria rappresentava un biglietto da visita eccezionale per trovare lavoro. Oggi purtroppo non è più così e, molto spesso, i posti disponibili offrono condizioni economiche molto basse. L'Accademia Militare può rappresentare un'alternativa per chi sta per iniziare il percorso post diploma ?
Personalmente credo che la laurea in ingegneria, ove ben conseguita, costituisca ancora un ottimo biglietto da visita per l’accesso dei giovani al mondo del lavoro, magari unitamente ad un master post-universitario in Italia o all’estero. Le condizioni economiche iniziali possono, in molti casi, non essere all’altezza delle aspettative, ma non dimentichiamo che i primi anni di lavoro sono proprio i più importanti per costruire le premesse e maturare le esperienze che potranno permettere di cogliere, in un secondo momento, occasioni o futuri incarichi con retribuzioni interessanti o comunque collocabili nella fascia medio-alta del mercato del lavoro.
L’Accademia Militare può rappresentare indubbiamente un’alternativa per iniziare un percorso post-diploma ancora più variegato e parimenti interessante rispetto al canonico iter universitario. Infatti l’allievo di un’Accademia è chiamato a seguire, in aggiunta alle materie dell’area tecnico-ingegneristica, ulteriori discipline, per prepararsi al futuro status di Ufficiale, e ad affrontare esperienze uniche nel loro genere, in funzione dell’Accademia prescelta, che costituiranno un prezioso ed ineguagliabile bagaglio formativo e di vita.

Quando si parla di ingegneri si è spesso concentrati sui soli aspetti tecnici e quindi sulla formazione, per l'appunto tecnica, che deve essere realizzata durante il percorso di studi. Quando però incontriamo un militare, anche nel settore tecnico, si nota sempre una connotazione che va oltre la preparazione tecnica: comportamento nei rapporti con gli altri, attenzione al rispetto delle regole e delle etichette... Questo significa che nelle accademie si lavora non solo sulla preparazione tecnica ma anche sull'uomo? E che importanza ha questo aspetto ?
È proprio questo il punto. La formazione dell’uomo, dell’Ufficiale, del futuro quadro dirigenziale della Pubblica Amministrazione è uno dei compiti fondamentali e specifici di un’Accademia Militare ed a questo aspetto è dedicata un’attenzione particolare, una continua verifica dei risultati conseguiti e l’introduzione degli eventuali elementi correttivi/innovativi, ove necessari o richiesto dall’adeguamento/confronto con la società ed i tempi. La formazione tecnica è invece affrontata unitamente alle Università, con cui sono concordati i percorsi delle lauree in ingegneria e dove gli allievi si recano nel triennio finale per la frequentazione dei corsi/esercitazioni e l’effettuazione degli esami.

In aviazione capita non di rado che figure uscite dai corpi militari passino al mondo civile, e non solo per quanto riguarda i piloti e controllori di volo. Come si trovano questi ingegneri, la preparazione tecnica maturata in ambito militare rappresenta un valore aggiunto reale ?
Il fatto che gli ingegneri fuoriusciti dal mondo militare continuino a trovare impiego nell’industria è già sintomatico di positivo riscontro. Dal mio punto di osservazione non credo ci sia alcun problema di integrazione e penso che le esperienze maturate nel corso degli anni in divisa rappresentino nel mondo civile un indubbio valore aggiunto. Di non minore importanza la conoscenza dell’organizzazione militare, degli uomini e dei prodotti, anche dal punto di vista dell’utente finale, che risulta fondamentale ove il reimpiego degli Ufficiali ingegneri si concretizzi in industrie fornitrici dell’Amministrazione Difesa. Peraltro quanto sopra è prassi consueta nel mondo anglosassone, giusto per portare un esempio, dove il travaso di risorse dal mondo militare a quello industriale è da sempre considerato pratica normale ed elemento di forza.

Quali sono le possibilità di carriera per un ingegnere all'interno dell'aviazione?
Le possibilità di carriera sono ampie e possono portare fino al conseguimento del grado di Generale Ispettore Capo (tre stelle), da me attualmente rivestito. Ovviamente vi è una selezione continua, il percorso è molto lungo ed il grado di generale è riservato solo ad una ristretta cerchia di risorse, ma questo è direi una circostanza normale e propria di tutte le organizzazioni.

Ipotizziamo che abbia un figlio che ha appena concluso il diploma, con voti alti e una gran voglia di fare. Cosa gli consiglia: l'accademia, il politecnico italiano o di provare a iscriversi al MIT ?
Rispondo senza dubbi od ipotesi ma portando l’esperienza della mia famiglia. Sono fiero che mio figlio abbia seguito il mio stesso percorso e sia attualmente un Ufficiale Ingegnere dell’Aeronautica Militare. La scelta è comunque stata sua e tale deve essere, a mio parere, per chiunque decida di intraprendere questo meraviglioso ma comunque difficile tipo di percorso, in cui, soprattutto nei primi anni, oltre alle difficoltà derivanti dallo studio dei corsi di ingegneria, non trascurabili sono quelle legate alla frequenza ed agli studi accademici. Io da padre ho dato i miei consigli a mio figlio, ma la scelta, ripeto, è stata sua e non avrei posto alcun ostacolo ove avesse scelto una strada o percorso differente.