Linee Guida CNR per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle pavimentazioni in calcestruzzo

03/10/2012 7967
 

Intervista a:
Dario Bellometti
Presidente CONPAVIPER

 

 

 

 

 

Presidente, siamo in fase di revisione delle Norme Tecniche. Quali sono le vostre informazioni: anche i Pavimenti Industriali rientreranno tra le opere da progettare, controllare, collaudare?
Non lo sappiamo ancora. Ovviamente lo abbiamo richiesto, sia in modo diretto che attraverso Federbeton e i tecnici amici, ma non sappiamo ancora se la nostra richiesta verrà accolta. Nel frattempo però dovrebbero arrivare alla fine del loro iter di preparazione le prime linee guida CNR sullo stesso argomento. Si tratta di un documento per noi importantissimo, a cui affidiamo molte speranze per un cambio di direzione per il nostro settore.

Può anticiparci qualcosa di questo documento?
Non mi sembra corretto, considerato che la fase di inchiesta pubblica è ancora in corso. Posso però dirle che come sarà realizzato procederemo alla revisione del Codice di Buona Pratica, che dal 2003 non è stato più toccato, e rappresenta uno dei documenti più utilizzati nel settore. Chiederemo quindi un aggiornamento delle norme UNI.

Che effetto potrà avere sul settore?
Ogni settore, se opera in un mercato non limitato da regole certe, finisce per essere vittima della guerra dei prezzi a scapito della qualità anche in periodi di floridità, figuriamoci quando si opera in questa crisi. La definizione di regole tecniche e il coinvolgimento diretto dei professionisti nel progetto e nel controllo non potrà che dare un input positivo, consentendoci finalmente di poter promuovere le aziende virtuose e spingere per una qualificazione del mercato.

Le norme CNR riguarderanno anche lo specifico settore dei rivestimenti in resina?
No, ma abbiamo operato anche su questo fronte, definendo uno schema di certificazione dei sistemi resinosi insieme a ICMQ: uno schema che consentirà alle aziende, in modo volontario, di poter qualificare i propri sistemi e poter spingere i committenti e i progettisti a prescrivere i rivestimenti in modo corretto, in funzione della destinazione d'uso. Spesso si intende il rivestimento un optional, una finitura ulteriore di una pavimentazione industriale. Non è così. Il rivestimento resinoso è un completamento della pavimentazione. Il suo costo incide solo per un 2% sul costo del fabbricato industriale, ma considerato che è sulla pavimentazione che si concentrano la quotidianità dei carichi statici e mobili, e da questa quindi dipende gran parte dell'operabilità di un capannone, la sua incidenza sul risparmio nel tempo dei costi e decisamente più interessante. Purtroppo sia i committenti che i progettisti sono spesso "ignoranti" da un punto di vista tecnico su questa materia e compiono scelte sbagliate. Per esempio, per i parcheggi a volte si preferisce al rivestimento resinoso una semplice verniciatura, con problemi di durata, di scivolosità, di estetica: il risultato sono costi nel breve e medio termine più alti (figuriamoci poi nel lungo termine).

CONPAVIPER rappresenta anche il settore dei Massetti. Può dirci qualcosa su questo settore?
Il settore dei Massetti è quello più importante dei tre da un punto di vista dei numeri, ma allo stesso tempo è anche quello meno normato. La nostra sezione Massetti sta predisponendo il primo Codice di Buona Pratica. Ai lavori partecipano anche altre associazioni amiche, e il nostro obiettivo è quello di licenziare entro la fine dell'anno la revisione numero 1 del documento. Sarà un documento rivoluzionario, perchè per la prima volta in Italia si avrà un testo che mette ordine in un settore dove operano oltre 7000 tra aziende e imprese artigiane, e riguarda non solo l'edilizia industriale ma sopratutto quella residenziale, quindi ognuno di noi.

CONPAVIPER sarà presente in una delle prossime fiere?
Sì, saremo al SAIE 2012, con una specifica area dedicata al nostro settore, per incontrarci, confrontarci e riflettere. Vi aspetto.