Il Dizionario della Digitalizzazione: G come GIS

INGENIO  lancia la rubrica "Il Dizionario della Digitalizzazione" a cura di Simone Garagnani, si tratta di brevi articoli con l’obiettivo di riflettere o di approfondire o ancora di guardare da un punto di vista diverso  termini ormai entrati nel linguaggio corrente e che a volte si utilizzano senza valutarne il reale significato.

G come GIS

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Un sistema informativo geografico (Geographic Information System: GIS) è uno strumento informativo della pianificazione territoriale conosciuto da tempo. Esso è fondamentalmente una base di dati organizzata con lo scopo di raccogliere, gestire, manipolare e presentare informazioni legate alla geografia e alle caratteristiche abitative, produttive e amministrative dei luoghi. 

I GIS non sono semplici mappe tematiche, ma strumenti digitali che possono immagazzinare dati e consentirne le analisi per comparazione, aggregazione e sintesi. Software mediamente complessi dunque, strutturati attorno a database scalabili secondo le necessità dei vari profili di utilizzatore che solitamente ne fanno uso. 
I sistemi informativi territoriali di numerose amministrazioni e i loro operatori specializzati, ad esempio, si avvalgono di sistemi derivati dai GIS condivisi in rete (più noti come WebGIS), allo scopo agevolare le attività di intervento sul territorio.

L’avvento della digitalizzazione nel mondo professionale ha impresso un nuovo moto di abbrivio all’adozione dei GIS, anche nelle loro varianti più popolari: piattaforme web come le cartografie di Google o Microsoft sono facilmente consultabili con i comuni browser, mentre i loro contenuti possono agevolmente costituire una base geografica per la distribuzione di dati visualizzabili su vasta scala.

Così come i modelli di natura BIM, i GIS presentano primitive grafiche legate a dati eterogenei: la differenza più rilevante tra i due sistemi risiede nella peculiarità propria del GIS, che tratta il dato alla scala del territorio e non, come il BIM, alla scala dell’edificio. Non è casuale che le frontiere della ricerca siano orientate alla convergenza tra questi due approcci, con la predisposizione di piattaforme di dati dove sia possibile giungere all’informazione specifica sul singolo edificio a partire dal contesto geografico. 

I vantaggi di questa duplice scala informativa sono intuibili, in particolare nel progetto delle infrastrutture e nella pianificazione urbana, ma si stanno esplicitando in questi ultimi anni nella più ampia diffusione dell’Internet-of-Things e nella tecnologia alla base delle Smart cities, di pari passo alla diffusione degli algoritmi e delle tecniche gestionali proprie dei Big Data.

Dalla loro primitiva introduzione da parte di Roger Tomlinson, alla fine degli anni ’60, i GIS sono divenuti oggi strumenti maturi, interoperabili ed interattivi, con una spiccata tendenza ad offrire contenuti e a produrre analisi anche per i non specialisti del settore.

Importante, infine, anche il concetto della quarta dimensione applicata ai GIS: quando il tempo diviene uno dei parametri che caratterizzano un luogo e le variazioni che esso impone al territorio possono essere documentate con accuratezza,  i GIS divengono uno strumento fondamentale per la salvaguardia e la gestione del patrimonio costruito.