Prodotti Immobiliari & Cultura Industriale nell'Era della Digitalizzazione

Angelo Luigi Camillo Ciribini - DICATAM, Università degli Studi di Brescia e ITC CNR 31/03/2018 2129

locandina bim world paris-2018

I giorni 28 e 29 Marzo 2018 si è tenuto, a Parigi, il BIM World, una manifestazione che segue il BIM Summit di Barcellona, precedendo la Digital Construction Week di Londra e il DIGITAL & BIM ITALIA di Bologna.
Il BIM World, peraltro, vanta anche una edizione tedesca, che si tiene a Monaco di Baviera in autunno.

L'evento, di grande interesse per il notevole numero di espositori e per la vasta affluenza di visitatori, riflette magistralmente lo stato digitale del mercato delle costruzioni francese, il secondo in Europa, dopo quello tedesco.
Uno degli elementi caratterizzanti è sicuramente la presenza in qualità di espositori dei maggiori protagonisti dei diversi segmenti del mercato (per tutti Egis, Systra, Bouygues, Eiffage, Vinci, Engie).

In occasione della mostra-convegno, il Plan Transition Numérique dans le Bâtiment e il Centre Sciéntifique et Technique du Bâtiment hanno presentato l'innovativa piattaforma digitale collaborativa per le PMI KOQRI, alla presenza del segretario di stato presso il Ministero della Coesione Territoriale.

Ancora una volta, i due elementi principali, ben riassunti nei seminari a cui hanno partecipato il World Economic Forum, Engie e la Commissione Europea, sono stati il rilancio dell'Off Site e la diffusione di una nuova concezione del prodotto immobiliare.
Non diverso il ragionamento proposto da Autodesk, presente ai massimi livelli, quasi come all'AU di Las Vegas, ragionamento polarizzato tra processi generativi e intelligenza artificiale.
Si tratta di temi che lo scrivente ha sottolineato in molteplici occasioni scritte e verbali, tra cui, naturalmente, lo stesso workshop parigino.

Se, infatti, sia del tutto chiaro che, a ogni latitudine, il livello sistemico elementare di digitalizzazione è ben lungi dall'essere conseguito, lasciando adito a velocità di maturazione assai eterogenee (dalle applicazioni più banali a quello maggiormente inusitate), e che in Italia l'Istat abbia decretato il disinteresse per il tema del settore, è altrettanto palese che i processi digitali stanno, in primo luogo, valorizzando le potenzialità computazionali di carattere combinatorio che agiscono sotto due profili apparentemente antitetici: la ottimizzazione di parametri e di obbiettivi plurali (con annessa regolarizzazione delle forme eccezionali e complesse, come, ad esempio, per la pannellizzazione delle facciate continue) e la diversificazione di sistemi costruttivi modulari (grazie alla Mass Customization e al Design for Manufacturing & Assembly).

In seconda istanza, però, a partire, tra l'altro, dall'applicazione del machine learning agli accadimenti cantieristici, si sta facendo largo una nozione di cespite immobiliare che potremmo definire cognitivo, dialogico o in altri modi.
Ciò che conta, tuttavia, a partire dal paradigma della Interconnessione, da cui lo spazio crescente attribuito alla Smart City e all'Internet of Things nel settore della costruzione e dell'immobiliare, è che ormai sia condiviso il fatto che, a iniziare dalle Operations, il protagonista emergente del business (e del profitto atteso) sia l'utente finale.
Come solgo spesso affermare, al ciclo di vita dell'opera si affianca il ciclo delle vite dei suoi occupanti.

È chiaro, però, che questo User Centrism, che è dotato anche di specifici riferimenti umanistici, sia spiccatamente Data Driven, richieda Information Model che siano comprensibili (anche in termini di machine readability) come Data Model, implichi un ruolo crescente dei Data Scientist, come quelli che stanno reclutando, non a caso, assieme ai Neuro Scienziati, Engie o WeWork.

Sia che si tratti di Off Sited Building sia che si parli di Cognitive Built Asset, pertanto, occorre intravedere una evoluzione del comparto che, in termini di cultura industriale, non si limiti a pedisseque e ingenue trasposizioni letterali dei paradigmi manifatturieri da 4.0 della Vernetzung e della Autonomisierung.
Se così non fosse, sarebbe più che sufficiente resuscitare i brevetti MBM Meregaglia e le teorie di progettazione partecipativa di Giancarlo De Carlo, così da ritornare felicemente ai Gloriosi Trenta (1948-1973).

La realtà è, al contrario, che il combinato disposto tra le potenzialità combinatorie di carattere probabilistico che la digitalizzazione porta con sé e la possibilità che questa offre di simulare i comportamenti e le interazioni degli utenti/occupanti, entrambe di carattere «relazionale», comportano il sorgere di una nozione di «industrializzazione» inedita, o meglio, molto simile a quella che, a suo tempo, fu tradita dai fatti, a causa, appunto, di una interpretazione acritica e pedissequa del prodotto manifatturiero.
Non per nulla, uno dei temi che maggiormente si stanno investigando presso l'Università degli Studi di Brescia è l'eventualità che dispositivi di configurazione ottimizzino computazionalmente  sistemi costruttivi, sistemi spaziali e sistemi comportamentali.

È palese, però, che il visitatore che si fosse messo in ascolto attento al BIM World, sia pure con fatica, avrebbe inteso questa profonda mutazione embrionale di un settore che, al fine di produrre manufatti, dovrà erogare servizi.
Per fare ciò, tuttavia, le proprie identità cominceranno a essere messe in discussione a livello contrattuale e, soprattutto, coloro che sapranno governare le strutture dei dati e le relative moli domineranno il mercato.
È evidente che, tra non molti anni, anche le manifestazioni come il BIM World saranno caratterizzate da frequentatori attenti ai metodi e alle tecnologie che si rapporteranno direttamente coi dati allo stato puro.

I grandi investimenti infrastrutturali e le grandi operazioni immobiliari, già nelle logiche finanziarie, saranno sempre più destinati a essere «computazionali».
Come ho avuto modo di ricordare a Parigi, la «sfida comportamentale» attiene tanto alla società digitalizzata quanto alla spesa pubblica e alla redditività immobiliare.
Tra i molti filmati che spiegano la natura «immateriale» del bene immobiliare «tangibile» ve ne è uno molto esplicativo, essenzialmente «vocale» e «gestuale» curato da CBRE: all'immobile ci si avvicina essendo riconosciuti, in esso si entra e ci si muove dialogicamente.
In che modo i Player autoctoni sapranno cogliere questa sfida?